Politica

Tangenziale, alleanza Erba (5S) e Orsenigo (Pd). E Fontana avvisa Salvini e Di Maio

A differenza di Roma, dove l’asse politico che porterà al nuovo governo è formato come noto da Lega e M5S, in Regione Lombardia sono Pd e Cinque Stelle ad allearsi per il futuro della Tangenziale di Como.

Oggi infatti i consiglieri regionali comaschi Angelo Orsenigo e Raffaele Erba hanno messo da parte i contratti romani e hanno presentato un’interrogazione congiunta per capire il futuro dell’infrastruttura e, ancor prima, il destino del pedaggio che grava sulla Tangenziale di Como, balzello che secondo le promesse dei due presidenti leghisti Roberto Maroni e Attilio Fontana sarebbe dovuto sparire a partire dal prossimo primo giugno.

Una strana coppia, quella Erba-Orsenigo, che debutta pubblicamente (benché su un punto specifico) proprio nel giorno in cui a Roma dovrebbe nascere l’esecutivo Salvini-Di Maio e mentre a Milano il presidente della Regione, Attilio Fontana, lancia un segnale chiaro soprattutto al “suo” nascituro esecutivo e forse in particolare ai Cinque Stelle, storicamente poco convinti delle grandi infrastrutture viarie (Pedemontana e Variante della Tremezzina incluse).

“Se il nuovo governo dovesse schierarsi contro le cosiddette grandi opere infrastrutturali e quindi anche contro Pedemontana – ha dichiarato oggi il presidente della Regione Lombardia – non potrò che esprimere la mia contrarietà: per noi è una infrastruttura fondamentale e quindi mi batterò con tutte le mie forze per concluderla e completarla”.

Oggi, comunque, al Pirellino di Como i due consiglieri comaschi Cinque Stelle e Pd hanno presentato la loro azione congiunta.

“L’eliminazione del pedaggio della Tangenziale – ha detto il consigliere regionale dei Cinque Stelle, Raffaele Erba – è fondamentale perché da quando è stato introdotto l’utilizzo dell’infrastruttura ha visto un netto calo dell’utenza e, di conseguenza, si è nuovamente aggravato il carico di veicoli sulla viabilità dei comuni”.

Il consigliere Pd, Angelo Orsenigo, non si è sottratto a una polemica verso gli altri eletti comaschi di centrodestra al Pirellone (Fabrizio Turba, Gigliola Spelzini della Lega e Alessandro Fermi di Forza Italia): “Qualche tempo fa io ed Erba abbiamo partecipato a una riunione con il comitato che raccolse oltre 10mila firme per l’abolizione del pedaggio e degli altri non c’era nessuno. Anche per questo con Raffaele Erba abbiamo deciso di presentare l’interrogazione in maniera congiunta, al di là di quanto accade a Roma”.

Tornando al tema specifico della Tangenziale, Orsenigo ha affermato che “in questi anni ne abbiamo sentite di tutti i colori, da Formigoni a Fontana. Ed è per questo che abbiamo chiesto la risposta scritta alle nostre questioni, in modo che lo stato di fatto reale sia messo nero su bianco una volta per tutte”.

Nello specifico, il documento Erba-Orsenigo se sia vero che “l’accordo Regione-Anas e l’intera operazione di affidamento a un soggetto compartecipato della gestione delle strade di rilevanza regionale, compresi il primo lotto della Tangenziale di Como e quello di Varese, sia in fase di totale rivalutazione, come affermato dall’assessore regionale Raffaele Cattaneo“, il quale – riferiscono i proponenti – ha affermato che “l’ipotesi di azzeramento del pedaggio attraverso l’accordo con Anas sarebbe problematico per ragioni di natura tecnica e legati all’esistenza della concessione autostradale Cal-Pedemontana”.

Segue una serie di altri punti sottoscritti da Erba e Orsenigo, i quali chiedono lumi circa il fatto se mai davvero il pedaggio sparirà dal primo giugno (cosa ormai ovviamente impossibile, ndr), passando per la richiesta di informazioni circa lo stato di avanzamento di tutte le opere di mitigazione e compensazione che molti Comuni attendono ancora dopo i cantieri aperti per Pedemontana e Tangenziale.

Per quanto riguarda il futuro del secondo lotto della Tangenziale di Como, invece, i punti di vista di Erba e Orsenigo non coincidono del tutto.

Mentre il consigliere regionale Pd ha affermato che “noi siamo assolutamente per il completamento dell’opera tramite il secondo lotto”, Raffaele Erba è stato molto più cauto. “Personalmente non sono né per il no pregiudiziale, né per il sì pregiudiziale – ha affermato – Ho recentemente chiesto un accesso a tutti gli atti proprio per capire l’impatto ambientale dell’opera, il suo inserimento nel paesaggio, la sua sostenibilità. Una volta che cui avrò tutti questi elementi in mano, potrò esprimermi. Non sono di principio contro le grandi opere, ma ogni scelta va presa dopo essere entrati nel merito dei progetti e calcolandone sempre rischi e benefici”.

  1. Claudio

    La confusione.. quando si sono “sotterrate” le identità politiche con obiettivi ed impegni

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