Politica

Terremoto politico a Cernobbio. “No al nuovo statuto di Villa Erba”: si dimette l’assessore

Terremoto politico a Cernobbio: si è dimesso l’assessore al Bilancio e alle Società Partecipate, Roberta Tramalloni Fara. E il motivo è pesantissimo: radicale contrarietà alla modifica dello statuto di Villa Erba che apre le porte a un nuovo socio privato destinato a far scendere i soci pubblici (Comune di Como, Comune di Cernobbio, Provincia e Camera di Commercio) per la prima volta nella storia sotto il 50% (oggi insieme sono al 53%).

(Copertina Ph© Carlo Pozzoni FotoEditore)

Una scossa incredibile a poco più di un mese dalle elezioni comunali che portarono il “suo” sindaco, Matteo Monti, alla vittoria e a sconfiggere gli avversari Simona Saladini e l’uscente Pd, Paolo Furgoni.

Ancora pochissime le notizie filtrate dal Comune, ma – come anticipato – nella lettera di dimissioni protocollata venerdì scorso Roberta Tramalloni Fara (eletta con la stessa civica del neo primo cittadino) avrebbe esplicitato il suo no senza possibilità di mediazioni alla “privatizzazione” di Villa Erba.

Dal canto suo, il sindaco Monti commenta a caldo così, in attesa di una nota pubblica più articolata: “La lettera di dimissioni è stata protocollata venerdì, oggi risponderò. Spiace per i modi, sono stato avvisato soltanto dopo al telefono. Confermo che il tema è la contrarietà dell’assessore alla modifica dello statuto di Villa Erba e non nascondo che la cosa mi ha sorpreso molto perché la mia posizione favorevole era già nota da tempo”.

“Mi spiace per quanto accaduto – conclude il sindaco Monti – Ma la linea mia e della maggioranza rimane favorevole e il processo andrà avanti, così come già concordato con gli altri soci pubblici”. Per quanto riguarda i contraccolpi sull’azione della sua giunta, il sindaco di Cernobbio afferma che “non ce ne saranno, andiamo avanti a lavorare come prima e a settembre sostituiremo l’assessore”. Qui potete leggere la più ampia intervista del sindaco proprio sul tema specifico.

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Ora resta da capire se questo scossone potrà avere altre ricadute, anche perché nel centrodestra (che ad esempio a Como è in maggioranza) si è già levata netta la voce di Fratelli d’Italia, con questa intervista del segretario provinciale Stefano Molinari , per dire no al modello specifico di “privatizzazione” scelto dal cda del polo.

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