Politica

Ticosa, addio al progetto De Santis: il centrodestra dice no. E rilancia: 1.200 posteggi

Era nell’aria ed è puntualmente arrivano: il no della maggioranza di centrodestra (Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, Insieme per Landriscina) al progetto per la Ticosa presentato dall’imprenditore Paolo De Santis per conto dell’associazione Officina Como e sostenuto da ComoNext, Cassa Depositi e Prestiti e Fondazione Volta. 

L’addio (non ufficiale, ma politicamente irreversibile) al ribattezzato Hub della creatività è maturato su alcuni presupposti. L’assoluta mancanza di convinzione del centrodestra sull’inserimento nell’area Ticosa di 200 appartamenti in housing sociale; un identico scetticismo sulla necessità di dotare la zona di un mini-villaggio con residenze universitarie; i tempi troppo stretti legati alla scadenza (28 febbraio prossimo) per presentarsi al bando di Fondazione Cariplo al fine di ottenere i 5 milioni delle erogazioni emblematiche messi a disposizione della provincia di Como, soldi con cui i proponenti dell’intervento avrebbero voluto finanziare la conclusione della bonifica entro l’autunno prossimo; e infine quella che è stata giudicata una eccessiva indeterminatezza sui costi complessivi dell’operazione (quantificati attorno ai 50-60 milioni) e soprattutto su chi avrebbe dovuto sostenere le spese per le urbanizzazioni, la viabilità e i parcheggi (400 circa quelli dell’ipotesi di Officina Como).

La maggioranza si è trovata sostanzialmente unita senza eccezioni nel respingere la proposta De Santis, sindaco Landriscina e assessore all’Urbanistica, Marco Butti, inclusi. La decisione politica sarà comunicata ai proponenti nelle prossime ore.

Ma la vera novità è un’altra ancora: per quanto appena abbozzato, nella discussione è emerso che gli uffici di Palazzo Cernezzi hanno già messo a punto uno studio di massima “in proprio” sul futuro dell’area Ticosa.

La zona sarebbe stata suddivisa in 3 settori a funzioni differenziate: una vastissima area a parcheggio, per circa 1.200-1.300 posti auto, fino a spingersi da viale Innocenzo verso il Cimitero Monumentale; una fascia a destinazione culturale, al cui centro ovviamente svetterebbe il recupero della Santarella (per la nuova sede del Museo della Seta?); infine, una zona commerciale e con verde pubblico.

Di fatto, considerato sostanzialmente archiviato l’Hub della creatività – e tempi della bonifica permettendo – a Palazzo Cernezzi il centrodestra ripartirà da lì.

EDIT 16 gennaio 2018, 18.44

Dopo la bocciatura del progetto per realizzare un Hub della creatività in Ticosa da parte della maggioranza, Confesercenti torna a spingere per avere una grande area di sosta alle porte del centro. Ipotesi, peraltro, su cui gli uffici di Palazzo Cernezzi hanno già messo a punto una prima bozza (qui i dettagli).
“La scelta dell’amministrazione di Como di privilegiare la creazione in Ticosa di un grandissimo parcheggio a servizio della città ci trova assolutamente d’accordo: l’opera – afferma il presidente di Confesercenti Claudio Casartelli – è assolutamente necessaria e funzionale alla realizzazione di un’area per la sosta del medio e lungo periodo”.

“Ciò non preclude la realizzazione anche di altri insediamenti abitativi, anche se a differenza della bozza presentata in questi giorni in Comune, il progetto sulla Ticosa ideato a suo tempo aveva il vantaggio di essere pensato per fare da traino per la riqualificazione dell’area di via Milano Alta e delle vie attigue: era punto prioritario il suo congiungimento con quest’area tramite il parziale interramento di via Grandi – prosegue la nota di Confesercenti – Gli insediamenti conseguenti dovevano avere la prerogativa di costituire una continuità edilizia e non creare una diversità di tipologia con insediamenti universitari come nella bozza circolata in questi giorni. Pertanto, pur essendo difficile esprimere delle considerazioni precise non essendoci un progetto di carattere esecutivo, ci sentiamo di dire che l’insediamento universitario, se ritenuto qualificante e necessario, sia opportuno collocarlo in altra area, nell’ex San Martino per esempio”.

“L’ipotesi di edifici residenziali (con una componente non preminente di housing sociale), differentemente da quella di edifici universitari e commerciali, trova invece conforto nel mercato immobiliare cittadino, dove la richiesta di abitazione nella convalle è in continuo aumento anche in virtù del mutamento in atto in centro storico, dove i luoghi di residenza si stanno trasformando in luoghi a servizio del turismo. Al contrario l’offerta in periferia, come la zona di Camerlata, non incontra il favore delle aspettative di chi cerca casa. Per concludere, siamo totalmente contrari a nuovi insediamenti commerciali per i quali la zona offre molti spazi vuoti: occorrono politiche di indirizzo verso il loro recupero con stimoli che portino alla loro riapertura”.

  1. Quando non si hanno idee…
    Una città che per conformazione urbana ha evidenti problemi di traffico ma che ha ben due linee ferroviarie che raggiungono il centro, trova la miglior soluzione per incentivare l’uso dell’autovettura…..1200parcheggi in centro. Senza parole.

  2. Paolo

    Dopo tutte le polemiche sulla mancanza di parcheggi…adesso polemiche sui parcheggi. Como è una città turistica e non tutti possono raggiungerla con i mezzi… Quindi un parcheggio attaccato al centro , ma non in centro permetterebbe ulteriormente lo sviluppo economico della città.. meglio parcheggiare attorno alle mura e sui marciapiedi o in una zona riservata? Ai soliti benpensanti l’ardua risposta…

  3. daniele roncoroni

    ma in svizzera fanno parcheggi sotterranei perche’non facciamo anche noi ,sopra poi giusto costruire qualcosa per il futuro ,cosa puo’essere motivo di discussione

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