Politica

Urla Rapinese-Veronelli (video), strali Locatelli sul ponte di via Badone. Nel mezzo, gli orti

Un’altra serata di “cronache marziane”, ieri sera, a Palazzo Cernezzi. Impossibile non partire da un dato: la seduta di consiglio comunale effettivamente dedicata all’ordine del giorno in calendario è durata complessivamente una mezz’oretta o poco più (sulle 3 ore e mezza totali). E quell’unica mezz’oretta è stata tutta incentrata sulle modifiche al regolamento per gli orti comunali, dove lo stesso regolamento è stato già approvato dal consiglio comunale un anno e mezzo fa (mandato Lucini) e non è mai stato attuato. Volendo brutalizzare, un po’ come fare il tagliando a un’auto nuova e mai messa su strada.

Prima, però, in avvio di serata, è toccato alle dichiarazioni preliminari dei singoli consiglieri e degli assessori: un’oretta che ha incluso anche un lungo e articolato intervento del vicesindaco Alessandra Locatelli sulla questione del campo migranti appena smantellato e su altri temi sociali. Discorso di sostanza ma andato molto per le lunghe, cosa che ha innescato un durissimo scambio verbale – non senza qualche accenno di urla – tra il consigliere Alessandro Rapinese (che, appunto, contestava il tempo concesso al vicesindaco) e la presidente dell’assemblea, Anna Veronelli, che invece ha difeso la scelta per l’importanza dei temi trattati. Nel video sotto, il momento dell’accalorato battibecco tra i due.

“Chieda scusa, faccia rispettare il regolamento, la strategia del suo camuffare le violazioni non attacca nemmeno con mia figlia”, attaccava Rapinese; “Io sono qui per quello, consigliere, lei invece porti rispetto per le persone, le manca davvero la buona educazione”, la replica di Veronelli.

Altro inciso: nel suo discorso, Locatelli non ha mancato di rispondere incidentalmente a un precedente intervento di Patrizia Lissi (Pd) che chiedeva conto dei ritardi sulla riapertura dell’ex circoscrizione di Camerlata e sul destino degli altri locali simili. Pesantissima la risposta di Locatelli: “Io, per la verità, della zona di Camerlata ricordo soprattutto la vergogna del ponte su via Badone realizzato dalla giunta Lucini senza pietà, senza cultura e senza dignità verso le persone più fragili”.

Poi si è passati al tema degli orti. Di fatto, un quarto d’ora dove numerosi consiglieri hanno posto domande preliminari di chiarimento all’assessore Franco Pettignano, ma non in maniera neutra. A colpire, infatti, è stata la lunghissima sequenza di interventi dei consiglieri leghisti, intervenuti in gran quantità con una sfilza di questioni di vario tipo. Tali e tante sono state le domande, che a Pettignano e ai tecnici del Comune è servita un’ora e mezza di pausa per dare le risposte.

A moltissimi è parso evidente l’obiettivo dilatorio degli interrogativi per rinviare il più possibile il secondo argomento in scaletta: la temutissima delibera sull’istituzione della Commissione speciale sulla sicurezza che – come noto – sta dilaniando la maggioranza di centrodestra (Lega e civica contrarissime a un nuovo organismo, Forza Italia, Fratelli d’Italia e larga parte dell’opposizione favorevoli).

Rumors dicono che anche l’assessore Pettignano, pur calmissimo nell’incassare le domande e poi dare le risposte, durante la pausa abbia manifestato rabbia, delusione e stupore per quello che è stato palesemente inteso come un ostruzionismo evidente.

Il più schietto è stato Rapinese: “Stasera, pur di ritardare la discussione su un tema che spaccherà la maggioranza ho scoperto la voce di alcuni consiglieri che non avevo mai sentito prima – ha detto riferendosi in particolare al gruppo della Lega – Inoltre ci sono 32 emendamenti da discutere. Allora, pur di restituire un po’ di decoro a quest’aula e invitandovi a lavare i panni sporchi in casa e non in consiglio comunale quando nella commissione dedicata non c’è stato un solo intervento sul tema, chiedo almeno che si discuta ad oltranza per chiudere l’argomento”.

La proposta è stata poi bocciata ai voti, dunque lunedì prossimo si tornerà in aula con lo stesso argomento: le modifiche a un regolamento sugli orti comunali che non è mai stato attuato.

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