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VIDEO Cernobbio, lettera disperata: “Salvate la biblioteca”. Per il sindaco nessun problema

Oggi il Comune di Cernobbio riceverà una lettera che riporta in oggetto una frase capace di mettere in allarme non solo i cernobbiesi, ma chiunque abbia a cuore la cultura: Lettera aperta all’Amministrazione Comunale con richiesta di salvaguardia della biblioteca pubblica.

Cernobbio Ph© Carlo Pozzoni FotoEditore

A firmarla sono 11 cittadini (Walter Algarotti, Benvenuto Barelli, Giordano Besana, Orlando Bolla, Tiziana Bombardieri, Anna Cervi, Irene Fossati, Giulio Isola, Alberto Nanni Costa, Alberta Tattarletti, Fausto Tettamanti) che nel 1991 fondarono l’Associazione Pro Biblioteca di Cernobbio che, in soli 2 anni, riuscì nell’intento di creare una biblioteca pubblica che, nel 1998, sotto il sindaco Giulio Isola (che compare anche tra i soci fondatori firmatari della lettera), venne presa in carico dal Comune di Cernobbio.

QUI IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA

Ma che pericolo corre questa istituzione cernobbiese? In realtà, su questo punto la lettera è piuttosto vaga e chiede genericamente all’Amministrazione comunale “di salvaguardare il forte radicamento della biblioteca sul territorio, in nome e per conto della cittadinanza cernobbiese che la biblioteca volle e creò”.

Il mistero, però, è presto risolto: l’Amministrazione comunale sta valutando l’ipotesi di destinare all’Accademia IATH (la Scuola di Alta Formazione per il Turismo e l’Ospitalità di Cernobbio) l’intero edificio in cui si trovano alcune associazioni e la Biblioteca stessa, che verrebbe trasferita nella ex-portineria di Villa Bernasconi, attuale sede dell’Accademia.

Cernobbio Villa Bernasconi allestimento mostra

Uno scambio di sedi, quindi, che però ha provocato i malumori dei soci fondatori. La nuova sede, infatti, sarebbe più piccola dell’attuale il che significa, in poche parole, che bisognerà eliminare parecchi libri. Da qui la decisione di scrivere questa lettera.

QUI IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA

E l’Amministrazione Comunale? Sulla questione ha recentemente parlato in Consiglio Comunale l’assessore alla Cultura Maria Grazia Ferradini che ha proposto la sua idea di puntare alla conservazione delle donazioni più importanti appoggiandosi alla Rete bibliotecaria Provinciale per altri tipi di prestito, idea che non è piaciuta ai firmatari della lettera.

E il sindaco Matteo Monti? Lettera alla mano, oggi non si è scomposto e, con il piglio decisionista che lo contraddistingue, ha chiarito il progetto.
Capirei questa lettera se avessimo intenzione di chiudere la Biblioteca. In realtà la vorremmo solo trasferire in locali più adeguati.

In che senso?
La sede attuale presenta notevoli difficoltà di accesso per i disabili, infiltrazioni e serramenti malfunzionanti. Tutti problemi che la nuova sede non avrebbe. L’obiettivo è offrire un servizio migliore.

Ma la nuova sede sarà più piccola.
E’ vero, ma lo spazio sarebbe comunque sufficiente ad accogliere la Biblioteca.

Quindi non sarete costretti a eliminare parte dei libri?
No, non butto via i libri. In realtà verrà comunque fatta una cernita eliminando quelli che oggi non vengono mai richiesti in prestito e non hanno valore ma che potranno essere comunque richiesti in altre biblioteche del Sistema Provinciale.

Cosa risponde ai firmatari di questa lettera?
Che non intendo chiudere la Biblioteca ma anzi, intendo migliorare il servizio. Li incontrerò molto volentieri se verranno co proposte concrete, anche se mi sarebbe piaciuto che si fossero fatti vivi in tutti questi anni per sostenere l’Amministrazione nel trovare risorse per salvaguardarla e non solo adesso che si è deciso di spostarla.

Quando potrebbe avvenire il trasloco?
Stiamo trattando con Fondazione IATH. Non abbiamo ancora tempi certi.

QUI IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA

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