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VIDEO Quaquaraquà, utili idioti, piroette: bagarre in aula, centrodestra di nuovo a pezzi

Alla fine, la delibera per istituire una Commissione speciale sulla sicurezza e sulla legalità (temporanea, con un nuovo presidente specifico) è arrivata in consiglio comunale e il centrodestra di Palazzo Cernezzi si è ripresentato immediatamente nel formato horror delle scorse settimane: completamente spaccato, tra divisioni politiche e imbarazzi enormi.

Le premesse d’altonde c’erano tutte: la proposta nasceva sulla spinta di una battaglia (anche durissima) di Fratelli d’Italia, ma con la contrarietà totale di Lega e lista civica “Insieme per Landriscina” che invece puntavano semplicemente a inserire i temi di sicurezza e legalità tra quelli di competenza di una commissione già esistente (dunque senza nuovo presidente). Una situazione che (mentre Forza Italia ritirava gli assessori dalla giunta e contestava nel complesso il primo anno e mezzo di sindaco ed esecutivo, perdendo per strada i consiglieri Antonella Patera e Tony Tufano) aveva portato la maggioranza sull’orlo del crac.

Ebbene, ieri sera il grande ribaltone: per salvare la baracca e per “ringraziare” gli alleati di non aver frapposto ostacoli al clamoroso passaggio dell’assessore Franco Pettignano dai forzisti alle proprie fila, Fratelli d’Italia ha sostanzialmente disconosciuto la delibera della sua “battaglia madre”, con soddisfazione di Lega e Civica. Forza Italia, invece, che aveva sostenuto i meloniani nella richiesta di una Commissione speciale, ha mantenuto la barra diritta e ha annunciato che voterà il documento esattamente come annunciato in origine.

In estrema sintesi: Forza Italia è nuovamente isolata (in asse, però, con buona parte delle opposizioni) ma effettivamente del tutto coerente con la posizione di partenza. Il resto della maggioranza (Fdi-leghisti-Insieme) è ricompattato ma grazie all’incredibile piroetta dei meloniani. Il che non toglie, però, che sulla carta i forzisti, grazie all’eventuale voto a favore dei gruppi di minoranza, abbiano i numeri per approvare la Commissione Speciale mandando sotto il resto del centrodestra.

Disconosciuta da Fratelli d’Italia, la delibera è stata formalmente presentata dal consigliere di Svolta Civica, Vittorio Nessi, poiché anche il suo gruppo aveva sottoscritto la proposta. Ma è il centrodestra che, a modo suo, ha dato “spettacolo”.

Grande l’imbarazzo tra i meloniani. Patrizia Maesani ha tentato di spiegare il dietrofront parlando di “un nostro passo di lato che mi va anche bene se porterà la maggioranza ad affrontare e risolvere i suoi problemi, affrontando le questioni di merito e andando oltre le porte girevoli che non mi sono piaciute (riferimenti ai casi Pettignano, Tufano e Patera). Da persona libera trarrò le conseguenze più avanti, anche sul lavoro della commissione”.

Ancora più difficile la serata del primo sostenitore di Fratelli d’italia della Commissione in formato speciale, Sergio De Santis. Anch’egli ha specificato che “non si tratta di un passo indietro, ma di lato, anche perché la dialettica politica non va disconosciuta”.

“A un certo punto c’erano due strade – ha aggiunto riferendosi alle fortissime tensioni pre-pace con Lega e Civica – O si andava avanti o ci si fermava per non andare a sbattere. Ma in politica bisogna essere intelligenti anche se a qualcuno sfugge questo concetto. Bisogna saper cedere qualcosa a volte. FdI ha ritirato la firma dalla delibera ma abbiamo comunque raggiunto un risultato: finalmente si parla di sicurezza in consiglio comunale e questo lo rivendico”.

Sia il Pd, ma ancor più il capogruppo Cinque Stelle Fabio Aleotti hanno però attaccato duramente.

“La coerenza è un pregio che forse non tutti hanno – ha detto quest’ultimo – Ma forse per chi è stato eletto in una lista civica (De Santis, con “Insieme” ndr) e ha poi cambiato partito si può derogare. E non apprezzo nemmeno la linea comandata dall’alto della Lega ai cui consiglieri viene chiesto di intervenire per perdere tempo: sul bilancio zero domande di chiarimento, mentre le loro domande di chiarimento ci hanno tenuti un mese a parlare del regolamento sugli orti e stasera presentano 16 emendamenti. La dignità di questo consiglio comunale deve essere rispettata, non mi farò mai più coinvolgere in certe strumentalizzazioni politiche”.

In effetti, con un chiarissimo intento dilatorio vista la frattura di maggioranza, praticamente tutti i consiglieri leghisti hanno posto una sequenza infinita di domande di chiarimento che hanno portato via moltissimo tempo. L’obiettivo è stato centrato in parte (la discussione non è chiusa, proseguirà stasera) ma non ha lenito le ferite del centrodestra. Fatte anzi deflagrare dal capogruppo di Forza Italia, Enrico Cenetiempo.

“Gli emendamenti della Lega sono una manovra pretestuosa ma li vaglieremo tutti a costo di fare anche molto tardi – ha affermato il forzista – In merito alla Commissione speciale sulla sicurezza, la nostra posizione è rimasta sempre la stessa dalla firma della delibera a oggi. E la porteremo fino in fondo perché ci crediamo, la parola data per noi resta una sola”.

Ad agitare ulteriormente il clima, il consigliere Alessandro Rapinese che – per parlare del voltafaccia di Fratelli d’Italia – è ricorso nientemeno che a una citazione tratta da “Il giorno della civetta” di Leonardo Sciascia: “E quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie:  gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i pigliainculo e i quaquaraquà”.

Ne è seguita una accaloratissima replica per fatto personale di Sergio De Santis (integrale nel video sotto). “Voi volevate un utile idiota che mandasse a casa il sindaco, ma non l’avete trovato. Ma lei, consigliere Rapinese, cosa ne sa di uomini e ominicchi? Lei si deve sciacquare la bocca. Io nel ’92 ero capitano a Palermo, ero in via D’Amelio, ero a Capaci mentre lei giocava a bocce. Lei, consigliere Rapinese, dovrebbe vergognarsi”.

Burrasca vera e totale, dunque. Con appuntamento a stasera per il bis.

  1. Renato Acquistapace

    La posizione del gruppo di Forza Italia in Consiglio Comunale mi pare sia stata chiaramente espressa dal capogruppo Cenetiempo. La delibera di istituzione della commissione speciale sicurezza ha radici lontane e padri certi.
    Ieri la parola che più echeggiava in aula è stata “coerenza”.
    “Credo in ciò che dico, faccio ciò che credo”.(cit)

  2. ciccio

    Dopo un anno e mezzo di chiacchiere, di pseudo-commissioni e nulla di fatto, ora parlano di un’ennesima commissione per la valutazione della sicurezza, creando “crisi” a puntino. E pensare che altre persone in giorni non sospetti, nel stesso tempo speso per le loro chiacchiere, avevano creato un gruppo di vigili in borghese, e per maggior sicurezza dei cittadini avevano disseminato la città con le prime telecamere di controllo.
    Complimenti vivissimi all’attuale amministrazione per l’alto livello qualitativo di risultati che si stanno ottenendo (naturalmente i miei complimenti sono sarcastici).

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