Punti di vista

Aiutateci a capire: il bivacco da sgomberare vale solo per chi ha la pelle nera, giusto?

Questa volta saremo brevi.

Semplicemente, alla quarta o quinta volta in cui il principale quotidiano della città, La Provincia, associa ad articoli sul concetto di “bivacco” e per estensione a qualcosa che va sgomberato indistintamente, le foto a corredo di 3-4 persone di colore sedute sui gradoni del Mercato Coperto, attorno a una fontanella o sulle panchine dei giardini a lago (persone la cui unica caratteristica specifica, rispetto a un qualsiasi altri nucleo di persone pallide, gialle, verdi, o a strisce è, appunto, di avere la pelle nera), aggiungiamo qualche domanda a quelle già pubblicamente rivolte ai nostri amministratori, alle forze dell’ordine, a chiunque si occupi del tema e, in generale, ai nostri lettori (qui la risposta di Alessandro Rapinese).

Le nuove domande sono:

– il termine con accezione chiaramente negativa di “bivacco” vale soltanto per persone con la pelle nera?

– esattamente qual è il reato codificato, l’affronto al decoro e alla sicurezza che compiono 4-5 persone di colore sedute su un gradone, in una piazza o su una panchina?

– qual è il nesso tra il dormitorio pubblico e piccoli gruppi di persone di colore che di giorno si siedono in 4 o 5 sui gradoni del Mercato Coperto o sulle panchine dei giardini a lago?

– Questo qui sotto, ad esempio, è un bivacco anche se bianco e in piazza Cavour?

– E questo, sempre bianco ma a Villa Olmo, è un altro bivacco o no?

Grazie a chi ci potrà aiutare.

Per approfondire: Dormitorio, senzatetto, don Giusto: nella polifonia di una città manca la voce della Chiesa

  1. Gianpaolo Rosso

    Osservazione giusta che evidenzia l’evidenza del razzismo dei razzisti al governo della città.

  2. Andrea

    È un “bivacco in potenza” (un “quasi bivacco”, in pratica) : non appena il sole avrà fatto il suo dovere, e la colorazione della pelle sarà sufficientemente brunita, sarà un vero e proprio bivacco.
    Semplice, no?

  3. Mario

    Non penso sia sempre necessario mettere di mezzo il razzismo.
    Basta un cervello dotato di normale intelligenza per cogliere la differenza:
    – in un caso abbiamo accampamenti di turisti probabilmente poco educati e/o poco rispettosi dei luoghi, e se vi impegnate li trovate anche di colore, vista la quantità di turisti indiani presenti in città;
    – nell’altro caso abbiamo persone che non hanno dimora, lavoro, né, magari, titolo per essere nel territorio europeo, in precarie condizioni igieniche per sé e per la città.

    Per quanto entrambe le tipologie di accampamento possano sembrare più o meno sgradevoli, inopportune, dannose, poco rispettose, o come lo volete definire, non dovrebbe volerci, appunto, più della normale intelligenza per capire che le situazioni sono ben diverse, e che non necessariamente sia una questione di razzismo.

    E dovrebbe anche essere chiaro ai falsi puritani perbenisti pseudo-antirazzisti di cui ultimamente pullula la città, che un nuovo dormitorio non risolverebbe alcun problema. Servirebbe solo a togliere dalla vista dei predetti falsi puritani perbenisti un gruppo di persone in evidente stato di indigenza, senza casa, lavoro e speranza di vita. Ma non li toglierebbe dall’indigenza, non gli darebbe un lavoro, e, in definitiva, una concreta speranza di rifarsi una vita indipendente.

    E tale era la posizione, qualche mese fa, anche del PD Fanetti quando si dichiarò giustamente contrario ad un nuovo dormitorio comunale, ed è la posizione del direttore della Caritas diocesana da voi riportata. Non serve un dormitorio, ma un progetto più ampio di assistenza e riaccompagnamento di persone in crisi, affinché ritrovino una propria dignità e autonomia. Un progetto che non può essere comunale, ma dev’essere di scala provinciale/regionale, per il quale però il comune dovrebbe farsi forte promotore nelle sedi opportune. Ma a noi in Italia piace scandalizzarci delle emergenze, e curare i sintomi (i bivacchi) anziché le malattie (la difficoltà delle persone a reinserirsi e rialzarsi da una drammatica crisi personale). L’importante è nascondere sotto il tappeto (o dentro un dormitorio), a risolvere il problema ci penserà il prossimo (sia in senso politico come prossimo sindaco, sia in senso biblico, visto che ormai i problemi o li risolve il mondo del volontariato, che sa farsi prossimo degli ultimi, o non li risolve nessuno).

    P.S.: sarebbe anche bene ricordare che, non più tardi di quattro anni fa, un gruppo attualmente collocabile tra i falsi puritani perbenisti (e magari anche onorevoli) si oppose alla realizzazione di un centro di accoglienza (cioè un dormitorio) nell’ex-caserma dei carabinieri di via borgovico, nel frattempo destinata ad altri scopi. Cosa è cambiato da allora, a parte l’opportunità politica di distinguersi dalla Lega? Proviamo a chiederglielo?

  4. Dario C

    Pdioti, zecche comuniste, Carola comunista viziata delinquente, e allora il Pd ?, e allora Bibbiano? Decoro, decoro, decoro (scusate ma mi sto esercitando per migliorare il mio livello di leghismo. Consiglio la lettura di “Piccoli leghisti in erba crescono” di Alessandro Rapinese)

    • Dario C. ti è così difficile renderti riconoscibile mettendo nome e cognome come faccio io?

  5. Dario C

    Cercando di essere più seri, non sono un falso puritano perbenista o pseudo antirazzista (provo solo un’istintiva repulsione per il “prima gli italiani”) ma comunque il commento di Mario mi sembra abbastanza condivisibile. Bisognerebbe provarte a discutere di ogni problema con un po’ di buon senso e, appunto, intelligenza e non come tifosi al bar davanti a una bevanda alcolica.
    Se usando i termini “buon senso” e “intelligenza ho offeso qualcuno me ne scuso

  6. Se avessimo un governo serio sgombrerebbe TUTTI i bivaccanti. A prescindere da reddito e/o colore della pelle. Tempo al tempo.

  7. Io invece non trovo affatto condivisibile il commento di Mario.
    In primo luogo, perché nonostante i proclami sui rimpatri e sul blocco degli sbarchi, nonostante le promesse dell’attuale Giunta, i bivacchi ci sono ancora e sembrano essercene di più che gli anni scorsi. Bisogna cominciare a distinguere le “chiacchiere da bar” dai fatti: il problema non è risolto anche se si cerca di far credere il contrario.
    Secondariamente cosa significa “anti-razzista” ? Quelli che non sono razzisti!? Esistono persone, tra cui io, che non concepiscono alcuna forma di discriminazione. Non discriminano nessuno, neppure i razzisti. Quindi non sono “anti-razzisti” , semplicemente non sono “razzisti”.
    Infine, le opinioni di chi è contrario alla Lega non sono strumentali all’anti-leghismo, sono semplicementè opinioni differenti. La democrazia è fatta da chi governa e da chi non è d’accordo con le politiche di chi governa e si oppone.

  8. Leopold Bloom

    Quelli come Mario nelle prime righe vogliono sembrare ragionevoli nei commenti, ma, poi, non riescono a contenere l’avversione per i neri vissuti come concorrenti vista probabilmente la classe sociale.

    • Mario

      Io, invece, Le consiglio sinceramente di farsi vedere da uno bravo, e farsi aiutare. Intendo nella lettura dell’italiano, non mi fraintenda, perché, forse per via del suo essere irlandese, è evidente che ha delle difficoltà di comprensione. O forse il caldo, caro Leopold, unito alla sua smodata e ben nota passione per i rognoni di castrato alla griglia, Le hanno dato un po’ alla testa e non la fanno ragionare.

      Lei mi sta dando del razzista (“non riescono a contenere l’avversione per i neri”) per aver detto che la soluzione al problema, se così vogliamo chiamarlo, è un po’ più complessa del semplice dare un tetto sotto cui dormire? Che quella soluzione è buona solo per chi vuole togliersi dalla vista i senzatetto della città, fregandosene di cosa faranno dopo, una volta alzatisti dal letto sotto il predetto tetto?

      Mi spiega, esattamente, cosa c’è di razzista in questo pensiero?

  9. Larix

    Cominciamo così:
    http://www.treccani.it/vocabolario/bivacco/
    bivacco s. m. [dal fr. bivac, bivouac, che è prob. dal ted. svizz. biwacht «guardia notturna di riserva»] (pl. -chi). – 1. Sosta all’aperto, di breve durata e per lo più notturna, di truppe in movimento, o di gruppi di persone in viaggio, durante una lunga marcia, e sim.: il b. degli zingari intorno ai fuochi.
    Quindi se non c’è pernottamento non parliamo di bivacco.
    Non c’è nulla di vietato nello starsene seduti su un muretto o sui gradini di una scalinata pubblica, anche con una birra e qualche amico. Certo lo si può vietare presso i monumenti e le chiese, per rispetto. Ma che male si fa se si schiaccia un pisolino su una panchina in un parco? Chi non l’ha mai fatto durante l’Inter Rail?
    Se la permanenza diventa molesta è lecito che intervengano le forze dell’ordine. Diversamente, dove sta il problema?
    Nella civilissima e da tanti venerata Svizzera è assolutamente normale vedere persone sdraiate a leggere o a prendere il sole nei prati dei parchi pubblici. A Zurigo ho visto gruppi di persone fare yoga, tai chi, festeggiare compleanni in allegrissimi pic-nic. E i giardini a lago di Zurigo sono ben più curati e belli dei nostri. Ci ho perfino visto persone smaltire qualche birra di troppo.
    Finché si resta nei limiti del quieto vivere nessun problema. Certo a Zurigo nessuno fa pipì dietro i cespugli né abbandona i rifiuti nelle aiuole. Ma lì ci sono i bagni pubblici e un numero adeguato di cestini porta rifiuti e operatori che li svuotano con frequenza.
    Vietereste l’Oktober Fest a Monaco di Baviera perché c’è gente ubriaca che gira?
    Domenica sera, in zona monumento alla Resistenza Europea e diga foranea, i cestini erano sommersi dai rifiuti. Segno che le persone li usano ma non ce n’è abbastanza o vanno svuotati più spesso.
    Non si può puntare sempre il dito contro i diversi se noi siamo i primi a non dare il buon esempio e a non porre le condizioni per il rispetto della cosa pubblica.
    Una città linda come una sala operatoria è una città morta.

  10. Claudio Biffi

    Ma vi danno veramente tanto fastidio questi bivacchi? A me sinceramente che la gente sia davanti al mio veterinario d’urgenza a prendere l’ombra, o che sia al Broletto a bere Tavernello o che sia sdraiato nei giardini di villa Olmo sinceramente non mi interessa… Mi dispiace se la gente è disperata, non vede un futuro davanti a sé o se fa fatica quotidianamente a trovare qualcosa da mangiare… Purtroppo Como è una città vecchia e bigotta e dico purtroppo…

  11. ol Tivan - il vento del lago di Como

    quanta demagogia ! non mi par vero che qualcuno, forse intenzionalmente, ami mischiare le acque per far salire il torbido. Quelli che si sdraiano nei prati di Villa Olmo o in altri luoghi alla ricerca di un momento di fresco o di relax, normalmente hanno una casa o un albergo, dove lasciano i loro vestiti e dove rientreranno per dormire sui materassi che non si sono portati appresso. Rientrati, molto facilmente, oltre fare la doccia, espleteranno in bagno le loro funzioni corporali anzichè utilizzare come proprio gabinetto una pianta o un muro in pieno centro storico.
    quindi paragonare le due immagini è un esercizio destinato a confondere le idee di chi ne ha già poche e ben confuse. Per gli altri un penoso tentativo di ragionamento da azzeccagarbugli deviato da una visione della vita superficiale e emotivamente alterata.

  12. Dario

    Bivacco libero per tutti!! I problemi sono altri e le persone con dei problemi sono tante e non sono quelle che bivaccano! Il mondo sta andando a rotoli e voi ci preoccupate del decoro!!? Poveri noi!
    Dario

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