Punti di vista

Como, il residente: “Mendicanti, centrodestra inerte. Io nei negozi assediati non entro più”

Lorenzo Giuriani vive in centro a Como. E’ un residente della città storica, come molti altri. E come molti altri segue le vicende dell’attualità cittadina, al più da un osservatorio privilegiato. E’ anche un nostro lettore. E come molti di voi hanno fatto o faranno (redazionecomozero@gmail.com) esprime i suoi punti di vista. In questo caso, anche per nostro tramite.
Il tema è quello – dominante, per certi aspetti, chissà se forse persino sovraesposto – dei mendicanti e dei questuanti per le vie di Como. Tema rovente, affrontato pubblicamente a muso duro dal centrodestra vittorioso alle elezioni del 2017 con un’ordinanza antiaccattonaggio varata a dicembre (scaduta 45 giorni dopo) e prossimamente con il nuovo regolamento di polizia locale (quello che prevede anche il Daspo urbano, come abbiamo scritto qui). Ed è esattamente su questa linea che si colloca il pensiero di Giuriani. Un pensiero certamente poco “politically correct”.

“Premettiamo subito una cosa – dice – io non ce l’ho con nessuno sotto il profilo personale, che si parli di clochard, mendicanti o migranti. Non è mai il singolo, la persona in sé l’obiettivo di certe riflessioni. Altro discorso, e a Como credo che ormai se ne abbiano diverse prove, sono i fenomeni nel loro complesso. O, peggio, i racket dell’elemosina o simili”.
Prima di andare al nucleo della sua riflessione, Giuriani fa una seconda premessa nella massima trasparenza possibile. “Non nascondo che in questa nuova giunta mi riconosco (pur avendo sostenuto direttamente Alessandro Rapinese nel giugno scorso ndr), mi sono riconosciuto anche alle elezioni politiche. Avevo aspettative, certamente anche sul tema dell’accattonaggio. Eppure vedo oscillazioni, incertezze sulle azioni da intraprendere per contrastare il problema. Ed è a questo punto, di fronte all’inerzia, che scatta la reazione del cittadino”.
Quella reazione – o almeno la sua reazione – certamente farà discutere.

“A questo punto la responsabilità diventa tutta del sindaco di centrodestra – specifica Giuriani – Ma sono meravigliato anche dell’atteggiamento dei commercianti che dovrebbero prendere posizione più chiaramente. Per parte mia, se un negozio è costantemente presidiato da questuanti, dichiaro di non entrarci più. Bisogna “punire” i commercianti. La prossima volta, con il negozio del caso accerchiato dai mendicanti, entrerò e dirò: avrei voluto acquistare da voi, ma…E me ne vado. Così magari si svegliano, i commercianti e anche il Comune. Perché la gente comincia a dire: votare questi o quelli (centrosinistra, ndr) è lo stesso. Brutta cosa”.
Parole pesantissime. “Cattivissime”, si potrebbero definire. “Non è questioni di essere cattivo – è la replica – Io stesso ho visto più volte un individuo passare da più di un mendicante, come a suggerire loro cosa fare, come comportarsi, come organizzarsi sempre negli stessi posti, agli stessi orari. Insomma, qualcosa di molto simile a un’organizzazione se non si vuole dire racket in senso pieno. Ecco, di fronte a situazioni simili, che si verificano tranquillamente sotto gli occhi del singolo cittadino, come è possibile che il Comune, la polizia locale, la polizia di Stato, i Carabinieri non possano fare nulla? Di questo passo, la situazione peggiorerà sempre più. E siccome i commercianti dovrebbero essere i primi ad avere interesse a un certo ordine e decoro in città, e credetemi, lo dico pur non essendo fanatico dell’una o dell’altra cosa, mi domando come possano accettare tutto ciò”.

Una domanda in sospeso. Diretta verso Palazzo Cernezzi ma che – con ogni probabilità con pareri opposti – interrogherò e farà discutere un po’ tutta la città.

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