Punti di vista

Como: l’oltraggio alla morte dei giganti, l’oblio sui nani in vita. Ora basta

Quanto documentato quest’estate da noi – la quinta? la decima estate? – e da altre testate rispetto ai cimiteri di Como è qualcosa di scandaloso, di vergognoso, di inaccettabile. Non può esistere – non è mai esistita nella storia dell’uomo – una civiltà che possa dirsi tale se non ha rispetto per gli avi, per le madri e i padri che la comunità hanno forgiato.

Quando l’offesa colpisce chi non può difendersi – e chi, più di un defunto, non può farlo? – essa trascende i micragnosi ragionierismi, i burocratici cavilli, i pietosi rimpalli di accuse o contro-scuse.

Quando l’oltraggio si accanisce sugli affetti e la memoria, l’inciviltà imbocca una parabola che porta l’onta al suo punto di partenza. Colpisce i responsabili in pieno volto, senza che barriere e paraventi limitino il danno.

Di fronte a sacrari che affogano nell’incuria, davanti all’affettuosa malinconia dei sorrisi in bianco e nero soffocati in giungle senza senso, se le corsie del ricordo diventano viottoli campestri, nessun appalto ha più valore, nessun bando ha più significato, non c’è ragione che possa dirsi buona.

Il colore politico di chi governa e di chi si oppone, la fazione al timone e quella di chi soffia controvento, la saccoccia elettorale più o meno colma non possono competere con la morte, con i misteri che lascia a chi la affronta dopo, alla pace che si cerca nella mamma sempre bella, nel papà che è sempre fiero, nel nonno che non smette di sorridere ai nipoti.

Per questo, perché i nani sulle spalle dei giganti non finiscano nell’oblio già da vivi, all’indecenza dei cimiteri cittadini va posta fine subito. Senza un giorno in più, senza togliere un minuto in più al decoro che merita chi ha costruito ciò che qualcuno, oggi, pensa persino di governare.

  1. Carlo B

    Un vero pugno nello stomaco.
    La pubblica amministrazione comunale temo annoveri numerosi dirigenti, parecchi impiegati e pochissima manovalanza, soprattutto con mansione specifiche che i contratti sindacali impediscono di modificare anche solo per una temporanea emergenza, e questo è il risultato ….. DEGRADO OVUNQUE
    C’è poi una singolare situazione, dove riscontro che esistono numerose associazioni di volontariato, che puliscono boschi e fiumi, si occupano di animali, danno lustro a sentieri e laghetti montani, ma evidentemente non sono “stimolati” al decoro cimiteriale o delle zone della città più in evidenza della zona turistica.
    Lungi da me il voler minimamente criticare queste encomiabili realtà, evidenzio solamente che magari alcuni dei giovani volontari comaschi, prima di andare a pulire il corso del torrente Lura, forse avrebbero potuto pulire il Monumentale o la scalinata della passeggiata a lago, ricevendo sicuramente la nostra sincera gratitudine

  2. l’armando

    Bravo Lele,
    Un articolo degno di essere conservato tra la grande cronaca !
    Dimenticare i campisanti significa non voler ricordare la storia.
    Spero che quanto scrivi sia da pungolo per smuovere rapidamente chi deve operare.

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