Punti di vista

Cos’è ComoZero? Bella domanda

Niente di ambizioso, o forse sì: solo un modo di intendere le cose. Le storie – anche, fossero piccole, piccolissime – o i racconti, i retroscena, gli approfondimenti in modo che una comunità e un territorio abbiano più consapevolezza (quindi conoscenza) di quanto accade intorno.

Non è scandalismo, mai, non è Caccia al Mostro, mai. E’ un modo per dire: proviamo a raccontare quanto accade con disciplina, analisi e ricerca. Ecco, il nostro risultato sarà certo parziale ma risultato di un lavoro, di una fatica e di una verifica costante.
Non è ricerca della “verità” ma è ricerca di fatti (la verità la lasciamo, diceva il Professor Jones – Indiana – alle aule di Filosofia).
E i fatti, poiché spesso raccontati dalle persone, sono, altrettanto spesso, contraddittori. Vanno presi e guardati con attenzione, girati, talvolta aperti. Magari con incertezza e fatica. Ma sempre con, immensa, delicatezza.

Questa, davvero, è un’epoca difficile, lo sappiamo bene (anzi, benone). Ciascuno, tra Web e Social, è Sentinella della propria opinione e, drammaticamente spesso, ne fa un assoluto. A volte ne fa peggio: quando dirottato – involontario, leggerissimo, distratto – da cattive, se non false, notizie.

Non vi è colpa, vi è solo sentimento ventrale o ingenuità. Noi (che poi al momento siamo in due) siamo solo forti di un’enormità di anni di mestiere e proviamo a tornare allo stesso mestiere: cerchiamo di mediare tra i mal di pancia del Potere e i mal di pancia della Piazza. Purtroppo, e troppo spesso, le due cose coincidono.
L’Era della Comunicazione Totale sta muovendo i primi passi e tutti, tutti, dobbiamo essere bravi a operare una distinzione. Siamo ancora nel Neolitico del Digitale.

Il giornalista non è parte di una Casta (davvero, non più). Il giornalista – come chiunque abbia un lavoro – mette in campo i “ferri del mestiere” (e magari un poco di intuizione) e attua una mediazione controllata, verificata, complessa, faticosa e – talora – dolorosa. Più di tutto: onesta, senza preconcetto (mica è facile) tra quanto viene detto e quanto realmente accade. Abbiamo due nomi – Davide e Emanuele – sbagliamo come tutti e, come tutti, dobbiamo correggerci e imparare. Ma ComoZero è qualcosa di più grande. Un’ambizione, un orizzonte e probabilmente un’utopia.

E, forse, aveva ragione Eduardo Galeano: “L’utopia è là, nell’orizzonte. Mi avvicino di due passi e lei si distanzia di due passi. Cammino dieci passi e l’orizzonte corre dieci passi. Per tanto che io cammini non la raggiungerò mai. Allora, a che serve l’utopia? Serve a questo: perché io non smetta mai di camminare”.

Così vi promettiamo: non saremo mai fermi e trotteremo. Voi contattateci, sempre. Non smettete mai di raccontare.

Grazie,
ComoZero

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