Punti di vista

Fridays for future, criticateci. Ma con occhi e parole giovani, senza piombo e cattivi maestri

La critica alla stampa è sempre sacrosanta, esattamente come sacrosanto è il diritto della stampa di criticare. Dunque, nulla da eccepire sulla sostanza della lettera incattivita e accusatoria firmata dal movimento “Fridays for future Como”, inviata a varie redazioni e che pubblichiamo sotto.

La sostanza del documento è che giornali e tv travierebbero pesantemente il messaggio complessivo e genuino del movimento ambientalista, sminuendone la portata, quasi ridicolizzandolo e annegandolo nel più becero qualunquismo. E’ possibile: nessuno – almeno in questa redazione – può ergersi a paladino della verità. E quindi esiste certamente la possibilità che i media abbiano sbagliato cronche, analisi e valutazioni, a partire da noi che però – lo si conceda – siamo anche stati l’unico e il primo media che seguì (con affetto, si può dire?) i pioneristici scioperi per il clima di Davide Faifer e di qualche altro compagno di scuola davanti al Comune di Como, con il sole, con la pioggia, con la neve.

Ma al di là di questo, ciò che stupisce seriamente del comunicato a dito alzato ricevuto oggi è altro.

Sono il tono generale e persino lo stravolgimento stesso che il movimento vorrebbe auto-imporre alla sua stessa natura, originariamente meravigliosa nella sua giovinezza esuberante e trasparente (e proprio per questo nuova, in un certo senso rivoluzionara) ma che oggi apprendiamo radicalmente invertita.

Questo il passaggio in questione: per il fatto che adesso anche “adulti di svariate età” partecipano alle manifestazioni, i Fridays ci chiedono “di non parlare più di noi come di un movimento generazionale, perdipiù composto da giovani sprovveduti”.

C’è anche la bacchettata specifica su una definizione usata spesso qui: “Guerrieri del clima”, naturalmente da noi sempre intesa non in senso bellico o aggressivo bensì come sottolineatura della “battaglia” iniziata dal movimento. Per carità, può anche essere stata una parola eccessiva. Sicuramente apprendiamo non essere gradita. Può starci. Ma allora sulle parole è bene fare attenzione da ambo le parti visto che si viene accusati di aver parlato di “guerriglieri”, che come è facilmente intuibile è cosa ben diversa.

Comunque se anche l’espressione “guerrieri del clima” secondo il movimento “involontariamente svilisce il senso delle nostre lotte politiche, che rischiano così di apparire caricaturali” ne terremo conto. Così come terremo conto dell’espressione “frusta metafora” che si trova nel comunicato, una definizione che davvero non sembra appartenere a un 18enne.

In altri passaggi, ad ogni modo, si leggono frasi così:

– “Un errore storico grossolano che stride con il tono paternalistico di chi con arroganza si erge a colui che sa”;

– “al riconoscimento della nostra lotta preferite opporre il nichilismo”;

– per arrivare al gran finale che sconfina nella lezione di giornalismo: “Che tristezza, che senso di impotenza comunicate ai vostri lettori ripetendo la consueta frase «è sempre andata così, perlomeno dal dopoguerra in poi. E, ci potete scommettere, andrà così anche stavolta». Se anziché condividere o semplicemente descrivere lealmente le nostre lotte preferite restare seduti a guardare, non possiamo che augurarvi buona visione. Ma, per favore, tenete a freno nichilismo e sarcasmo. Noi non siamo come voi”.

Ora, per quanto riguarda ComoZero, nulla da eccepire su osservazioni, critiche e divergenze di vedute. Noi non imponiamo sacre verità a nessuno (tantomeno ai Fridays for Future) e da nessuno ce le facciamo imporre (tantomeno dai Fridays for Future, che continueremo a seguire come abbiamo sempre fatto, con passione e nell’assoluta libertà di giudizio e valutazione di ogni singolo evento).

Il tema, piuttosto, è un altro: il comunicato che alleghiamo qui sotto sembra figlio di un’elaborazione esterna alla spontaneità del movimento, lontano dalla freschezza, dalla meravigliosa giovinezza, dall’irruenza talvolta scomposta ma efficace e produttiva del mondo giovanile che ha dato origine a tutto.

Improvvisamente, la lunga paginata che alleghiamo sembra sfuggita a un lessico anni ’70, grigio, incattivito, plumbeo, pregno di termini ed espressioni che nulla hanno a che vedere con l’onda travolgente degli studenti in piazza, con il loro entusiasmo, con la loro legittima capacità e volontà di criticare un sistema ma facendolo con occhi, parole e gesti propri, non mutuati da generazioni di vecchie pantere velenose. Ora, invece, all’improvviso, ecco un insolito bollettino livido, apparentemente più figlio di un politburo anziano che di una travolgente onda giovane.

E allora ai Fridays possiamo soltanto dire: criticateci, stimolateci. Smontate i nostri giudizi, pregiudizi, commenti. Ma fatelo (anzi, tornate a farlo) con la forza magnifica dei vostri 18 anni, con il futuro negli occhi e nelle parole. Vi preghiamo, sul serio: non cedete alla dannata tentazione del ciclostile di piombo, siate l’energia vera del 2019, non l’onda maligna di epoche chiuse e ammuffite. Nel caso, sfidiamoci a viso aperto. Noi e voi. Senza cattivi maestri alle spalle.

Di seguito, il comunicato integrale dei Fridays For Future.

Prendiamo spunto da articoli recentemente letti da noi su alcune testate locali per scrivere alcune precisazioni, delle quali vi preghiamo di prendere atto.

Uno di questi articoli, intitolato «Lasciamo invecchiare quei giovani in piazza» sembra trasudare sedicente delusione per ciò che le lotte politiche del passato non sono riuscite a ottenere. E fotografa il nostro movimento come composto da giovani inconsapevoli come quelli di un tempo, incitandoli a «lasciar subito perdere se pensano di risolvere i problemi devastanti creati da un modello di sviluppo come il nostro (…) con l’uso di borraccette al posto delle bottigliette».

Altri articoli, apparentemente più amichevoli, non perdono tuttavia l’occasione di etichettarci come «guerriglieri del clima», definizione certamente giornalistica, ma che involontariamente svilisce il senso delle nostre lotte politiche, che rischiano così di apparire caricaturali.

Desideriamo anzitutto suggerire agli autori dei suddetti articoli di analizzare il fenomeno che il nostro Movimento rappresenta provando ad andare un poco più in profondità. E sentiamo l’obbligo di precisare che il gruppo FridaysForFuture Como è nato sì, grazie alla volontà e alla spinta di ragazzi giovani. Ma che successivamente al 25  gennaio 2019, data del nostro primo sit-in del venerdì davanti al Comune di Como, si sono unite a noi persone di svariate età, che collaborano con il gruppo di studenti originario e concorrono con eguale peso e dignità alla realizzazione di tutte le nostre iniziative, così come accade nei gruppi di altre città italiane.

Per questo motivo vi chiediamo di non parlare più di noi come di un movimento generazionale, perdipiù composto da giovani sprovveduti.  Questo semmai è ciò che pensa la Giunta comunale, i cui componenti pensano di liquidarci arrogando argomentazioni di questo genere. Oppure non nascondetevi dietro ai giovani e abbiate il coraggio di definire sprovveduti anche gli adulti che vi partecipano, magari argomentando un po’ meglio le vostre convinzioni.

Così come vi chiediamo di rinunciare a definirci utilizzando la frusta metafora del «guerrigliero». Nulla infatti ci è più estraneo di tale simmetria. E poiché riteniamo che anche le parole siano importanti, incoraggiamo tutti coloro che condannano le guerre (immaginiamo la stampa libera, anzitutto) a eliminarne le immagini relative, a iniziare dal proprio vocabolario. Anche se le utilizzate per semplice ironia.

Questa lettera è sì in risposta agli articoli in questione, ma si rivolge anche a tutti coloro che sentenziano senza conoscere nulla delle nostre discussioni, dei nostri obbiettivi; a coloro che superficialmente emettono sentenze invece di cercare un utile confronto del quale chi appartiene al nostro Movimento, e soprattutto i giovani, necessita e ricerca.

Dismettete il facile qualunquismo e riflettete su un punto che lascia tutti noi letteralmente basiti: la noncuranza con cui la stampa, non solo cittadina (insieme ad ampi settori di opinione pubblica) trascuri il destino della propria prole. Ci viene da chiedere:  voi commentatori che seminate sarcasmo sulle nostre borracce, voi autori di “epiche” cronache delle nostre iniziative, avete per caso figli? E il futuro dei vostri figli vi preoccupa, oppure no?

Le parole sono importanti. E chi scrive in un determinato modo è chiaro voglia screditare il movimento e i giovani stessi; auspica e ricerca un loro fallimento in modo da non dover trovarsi nella situazione scomoda di ammissione dell’errore. E di poter ritenere assolti i propri, che evidentemente fatica ancora ad accettare di avere commesso. Ma gli errori sono l’essenza di ciò che riesce. Grazie agli errori impariamo, ed è fondamentale sbagliare. Se noi, ad esempio, vincessimo la lotta, il merito sarebbe anche vostro: merito dei vostri errori.

E invece purtroppo parlate di noi in questo modo: «Sono loro il vero problema. Loro sono quello che noi eravamo una volta». Al riconoscimento della nostra lotta preferite opporre il nichilismo, secondo cui non essendo riuscite le generazioni precedenti a modificare il mondo, lo stesso varrà anche per quelle attuali. Un ragionamento che spinge a pensare che nella storia umana non vi sia stato e mai vi sarà alcuna evoluzione . Una logica palesemente falsa. Un errore storico grossolano che stride con il tono paternalistico di chi con arroganza si erge a colui che sa, colui che sa sempre e comunque più degli altri.

Siamo convinti che una concezione del mondo che spinge al nichilismo non possa portare a qualcosa di buono. Non incoraggia a unire le generazioni, recuperando quella forza necessaria che probabilmente è mancata in quegli anni che hanno lasciato un’inguaribile ferita. Secondo noi non serve a nulla descrivere il nostro Movimento scrivendo che «l’aspetto psicologicamente più toccante è vedere come il cerchio della storia e della vita si chiuda sempre. Cambiano le stagioni e le generazioni, ma le dinamiche dell’agire umano restano sempre le stesse». Non serve stare a guardare sperando che nulla cambi soltanto per poter dire di averci visto lungo.

Ci chiediamo quale bisogno spinga a sfamare il proprio ego screditando chi studia, si impegna e lotta per un sistema politico che non sia basato sullo sfruttamento. E’ questa la nostra istanza principale e da qui conseguono e convergono i più svariati temi politici: sfruttamento delle risorse, sfruttamento della forza-lavoro, sfruttamento della donna, sfruttamento del corpo della donna, sfruttamento dei più deboli, sfruttamento del mercato libero, sfruttamento degli animali non umani. E rifiuto, anche semantico, del concetto di guerra.

Infine scrivete che alcuni dei partecipanti alle manifestazioni potrebbero avvertire solo il bisogno di «esserci, di sentirsi parte fondativa di qualcosa di nuovo e unificante». Ammettiamo come tale concetto sia parzialmente condivisibile. Ma all’interno del gruppo FridaysForFuture Como vi sono anche persone consapevoli, che conoscono le dinamiche di piazza e non solo. Che hanno commesso errori e hanno avuto la forza di riconoscerli e il coraggio di ammetterli. Che non rinnegano il loro passato e oggi hanno il coraggio di rimettersi in gioco perché semplicemente hanno a cuore (forse a differenza di voi) il futuro dei loro discendenti e del pianeta che ci ospita. Sarà nostro compito quello di trasformare il senso di appartenenza in consapevolezza politica.
Che tristezza, che senso di impotenza comunicate ai vostri lettori ripetendo la consueta frase «è sempre andata così, perlomeno dal dopoguerra in poi. E, ci potete scommettere, andrà così anche stavolta». Se anziché condividere o semplicemente descrivere lealmente le nostre lotte preferite restare seduti a guardare, non possiamo che augurarvi buona visione. Ma, per favore, tenete a freno nichilismo e sarcasmo. Noi non siamo come voi.

Cordiali saluti,

Fridays For Future Como

  1. Luisa

    Mi permetto di rispondere al comunicato Friday For Future o quantomeno di esprimere il mio pensiero
    Ho quasi 60 anni e sinceramente leggere una replica ad un articolo che non voleva essere nichilista e sarcastico ma lasciava spazio “solamente” ad un pensiero con libera espressione delle situazioni in merito alle cose e/o fatti per come siamo abituati a vederle andare da anni….scusate ma mi è sembrato davvero esagerato
    Cmq diipende dai punti di vista e da come siamo abituati a leggere fra le righe
    Ci auguriamo tutti, premetto io parlo come mamma e nonna, che le cose possano cambiare e che VOI GIOVANI siate per tutti quelli della mia generazione un ESEMPIO da seguire con veri e tangibili cambiamenti
    Cosa che purtroppo io stessa sommessamente ho dovuto “accettare” o magari anche solo “rassegnarmi” nel dire tanto le cose non cambieranno MAI
    Grazie per l’attenzione a tutti voi

  2. L’aspetto che rende qualsiasi messaggio politico, anche il più stimolante, antipatico e irritante è il fanatismo.
    Quel fanatismo tipico dei momenti più beceri della nostra storia: quello nazionalista e grottesco del fascismo; quello ascetico e dottrinale della sinistra marxista; quello ottuso e antimodernista dei Neocon e, infine, buon ultimo, quello ansiogeno e apocalittico degli ambientalisti.
    Per continuare a difendere la Natura, bene universale, sarebbe meglio che questi ragazzi e i loro attempati nuovi amici perenni rivoluzionari, imparino a essere meno giudici e più testimoni.
    Le cause, anche le migliori, diventano barzelletta se condite con la fanatica rigidità di chi crede di aver diritto di imporre la propria unica visione della vita e dell’esistenza. Le proprie ragioni bisogna argomentarle, non imporle come se fossero dogma..Tra l’altro con i giornalisti si finisce per ottenere l’effetto contrario….i ragazzi non lo sanno ancora, gli attempati rivoluzionari non l’hanno ancora capito.😊

  3. Il comunicato di Fridays disorienta,caro Caso, proprio perché esce da quel recinto sociale dentro il quale certa stampa vuole rappresentarlo. Un movimento che studia,approfondisce, che è insieme protesta e proposta e non è solo una rappresentazione generazionale. Ed allora proviamo a descriverlo con logiche nuove,scevre dal pregiudizio. Con quella freschezza che si chiede a loro, e che manca quando si accosta un comunicato intelligente ad un plumbeo ciclostile anni settanta.

  4. Luisa

    Concordo con Gioele👍

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