Punti di vista

Giro d’Italia: prima Simona Rossotti. Sul podio anche Landriscina. Piccole polemiche addio

FOTOSERVIZIO MATTEO CONGREGALLI

Alla fine ha avuto ragione prima di tutto lei: l’ex assessore Simona Rossotti, la prima – e per un lungo tratto di strada – l’unica a Palazzo Cernezzi a volere veramente il ritorno del Giro d’Italia a Como e a lavorarci direttamente (spesso a braccetto con il collega Marco Galli).

Obbiettivo che avrebbe fatto gola a qualsiasi amministrazione comunale e che invece per lei è diventato una sorta di Mortirolo da scalare, per quanto incredibile, tra il gelo iniziale quando non la contrarietà aperta dei suoi stessi vecchi “capi”, dal sindaco Mario Landriscina in giù.

Rimarrà nella storia, a maggior ragione riletta con il senno di oggi, la conferenza stampa di due mesi fa a Villa Olmo, quando Rossotti annunciò ufficialmente l’addio nell’aria da tempo e con il primo cittadino non ci fu nemmeno un piccolo, minuscolo, microscopico cenno di empatia, saluto, ringraziamento. Epica frattura, degna conclusione di un amore mai sbocciato e finito male (qui il resoconto dell’epoca).

Detto questo – e riconosciuto l’enorme e silenzioso lavoro degli uffici comunali che almeno fino al 6 marzo scorso lavorarono con Rossotti – questa è una storia dove, una volta tagliato il traguardo, due “nemici” possono essere comunque vincitori (quasi) sullo stesso piano. Anche senza guardarsi negli occhi.

Perché anche se palesemente controvoglia, anche se senza entusiasmo, anche se con un profilo così basso da risultare sospetto, anche Landriscina ha oggettivamente vinto la sua partita.

Alle 18.08, a tappa comasca finita, si può dire che la macchina organizzativa e gestionale del grande evento ciclistico abbia funzionato. Forse dire alla perfezione sarebbe troppo: ci sarà sempre e comunque qualcuno che avrà patito i disagi inevitabili per una manifestazione sportiva così impattante sulla vita quotidiana della città tra strade chiuse, divieti, occupazione degli spazi e così via.

Eppure, dando comunque per scontato il malcontento di alcuni, il Comune nel suo complesso, ma ovviamente a partire dal sindaco (non può valere solo per le cose negative), ha dato una sua impronta per mitigare, controllare, gestire gli aspetti potenzialmente catastrofici di un capoluogo chiuso al traffico per un pomeriggio intero, giusto per dirne una.

Ma come lo stesso primo cittadino aveva spiegato ufficialmente in consiglio comunale (altro merito, qui il discorso) vi è stata una contrattazione da pari a pari con Rcs per calzare a pennello la tappa e il suo impatto sulla città. E quella trattativa, che ha incluso cambi di percorso e altro, si è rivelata vincente: disagi contenuti, organizzazione senza sbavature, piani di mobilità alternativa a buon fine. Si può dire che l’amministrazione abbia dato un’ottima prova.

La migliore dimostrazione? Lo straordinario spettacolo che hanno dato le migliaia di comaschi assiepati per le strade ad attendere e incitare i ciclisti, l’atmosfera di grande festa popolare ed entusiasta tra vie, piazze e lungolago, la sensazione generale di un evento (grazie anche a forze dell’ordine, polizia locale, operatori sanitari, protezione civile, volontari) sempre sotto controllo.

Nel giorno doppiamente impegnativo delle elezioni europee, peraltro, concomitanza che – sì, certo, anche nelle redazioni – più volte aveva fatto balenare l’ipotesi di un possibile disastro, se tutto non avesse funzionato bene.

Invece, a quanto pare, tutto ha funzionato sostanzialmente bene. La città, gli abitanti – appassionati di ciclismo o no – e i tifosi giunti apposta si sono goduti una bella giornata di sport. Cosa che non guasta: una giornata trasmessa dalle tv di mezzo mondo, con uno spot impareggiabile (l’ennesimo) per un territorio baciato dalla fortuna e che certamente avrà regalato qualche larghissimo sorriso a molti operatori economici.

Insomma, salvo catastrofi ex post, la temutissima prova del Giro d’Italia a Como si è risolta in un solido successo: organizzativo, sportivo, popolare, mediatico.

Un successo capace di far sembrare piccole – anzi, ancor più piccole – le polemiche politiche di un un paio di mesi fa, con uno dei due-tre eventi agonistici più importanti d’Italia ridotto a “scandaletto” per i 260mila euro di investimento pubblico. Quegli stessi 260mila euro che probabilmente hanno generato il ritorno positivo più ampio e variegato che si ricordi per un’iniziativa di Palazzo Cernezzi.

FOTOSERVIZIO MATTEO CONGREGALLI

  1. Comino

    Bravi tutti. A partire da tutti noi che abbiamo lasciato a casa l’auto e ai tanti venuti in treno o con i mezzi. Bellissima giornata. Grazie anche al meteo (che credo abbia anche scoraggiato molti, non c’era infatti nemmeno a Cernobbio il solito disastro di traffico per il concorso d’eleganza). Bell’evento. Bella gestione. Bei ricordi.

  2. Carlo B

    Sono francamente stupito di tutto questo enfatizzare la giornata di oggi, mi spiegate di grazia cosa ha avuto di così diverso rispetto al quasi annuale arrivo del giro di Lombardia?
    Il percorso in città? No, direi quasi identico, anzi meno impattante visto che non ha interessato la zona nord ovest della città.
    Le persone presenti? non ho visto questa enorme ondata di persone, in una domenica poi di fine maggio che avrebbe comunque portato migliaia e migliaia di persone in convalle riempiendola in ogni dove.
    Eppure é da mesi che si annunciava la possibile apocalisse, piano straordinario, ripetuti appelli, ed ora dobbiamo pure sorbirci lo sviolinamento a Landriscina & co.
    domani mattina questo “enorme” successo di oggi cosa ci porterà in più di positivo?
    ZERO !!

  3. pipperaio

    Resta il dubbio del perchè di quella spesa sproporzionata: il regalo ai commercianti, in termini di maggiori affari per un solo giorno, ha portato entrate compensative al Comune?
    Oppure si qualifica come un buco di cassa senza senso?
    Possibile che le polemiche per quel buco di cassa si sopiscano per il successo della giornata?
    Lo “scandaletto” per i 260mila euro di investimento pubblico è ancora uno scandalo e non si esaurirà a causa della bella giornata di oggi.
    Hanno vinto i pezzi grossi, pur guardandosi tra loro di traverso; ai sudditi restano tempi duri in cui, quando chiederanno servizi e giustizia, avranno per risposta “non ci sono soldi”.
    Stiamo peggio di prima…

  4. Comino

    …. e c’è anche chi sarebbe stato più felice se fosse andata male…

  5. Pliniano

    Il commentatore “pipperaio” ha colto PERFETTAMENTE il nodo centrale.

    I soldi spesi per un duplicato primaverile di una gara che si disputa ormai annualmente non hanno ragione di essere stati sperperati così.

    A parte se si pensa da baristi/affittacamere, ovvio.

  6. COcittadino

    Bene l organizzazione ma resta il dubbio sulla costo-benefici. I costi tra l’altro sono molto più alti del versamento a rcs mancano tutti I soldi per il personale extra coinvolto per esempio

  7. l’armando

    Bellissima festa, bellissima manifestazione.
    Non si è lavorato invano…
    Chiederei i crudi numeri all’Assessore per indicare le presenze sul territorio -includendo il ritorno mediatico mondiale.
    Spero che i bravi giornalisti di Comozero li possano pubblicare affinché i detrattori prendano visione che contestare non sempre paga.

  8. Mariagrazia

    C’è una emorme differenza, a livello mediatico, fra il Giro d’Italia e quello di Lombardia !!!!

    • Carlo B.

      Esattamente, il giro di Lombardia é una gara MOLTO più importante di una qualsivoglia tappa del Giro d’Italia, una classica al pari di poche altre, come la Milano San Remo, la Parigi-Roubaix o la Gand-Wevelgem, con un riscontro di valore sportivo e mediatico oggettivamente molto superiore
      Per un ciclista, un conto é vincere il Giro di Lombardia mentre ha un appeal ben inferiore vincere la quindicesima tappa Biella Como
      Se poi, per incensare la giunta di CDX, si vuol far credere che domenica abbia vissuto un evento pari alla olimpiade, prego accomodatevi

      • Comino

        Carlo, è vero che il Lombardia è decisamente più importante, ma una bella vetrina primaverile, in vista della bella stagione, è molto importante.

  9. pipperaio

    Ci puo’ essere una enorme differenza, anche a livello mediatico, tra un Comune che risponde alle richieste reali dei suoi cittadini con il solito “non ci sono soldi” e un Comune che evita di buttare in Giro 290mila euro per poterli usare a favore dei suoi cittadini.
    E’ vero che “contestare non sempre paga”, ma non certo a seguito della pubblicazione dei dati sul “ritorno mediatico mondiale”…
    Bisogna subire in silenzio?
    Da quando?
    Per aiutare i nostri poveri commercianti?

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