Punti di vista

Il Ticino vuole Lugano Marittima. Como? Una bella paratia, sogni infranti e giovinezza perduta

Mentre il turista va a zonzo felice (quasi) ignorando il moloch-cantiere-paratia che stupra da qualche era politica il lungolago cittadino, oltre confine (al solito) si pensa in grande.

E intanto sia lode a tutti gli dei se la ferita della promenade d’acqua dolce in qualche modo, per il gitante, non sia poi questo dramma.

Mentre si manda zia in ospizio per aprire un B&B pure nel sottoscala, per ora le cose girano ancora e si scattano foto nonostante tubi innocenti, legno marcescente e palancole (siamo l’unico posto al mondo in cui l’intera cittadinanza conosce il significato del sostantivo femminile palancola).

D’altronde Como-la-bellissima spesso è solo una rampa di lancio per lago&valli e il turista passa veloce (ma questo è un altro soggetto, per un altro film, ne riparleremo).

Nessuno nega la gemellarità virtuale di Como e Lugano sul fronte lungolago, pertanto, spesso, il paragone è servito come triste bollettino (ciclico) di uno scompenso evidente per progettazione e programmazione. Ma soprattutto: visione.

(Fotoservizio da Lugano ©Carlo Pozzoni per ComoZero, tutti i diritti riservati)

Il porno-confronto tra eden e vergogna 

Insomma, un po’ è vero, spesso sogghigniamo, boriosi, per alcune differenze storiche e culturali, magari ci incazziamo pure perché per loro noi siamo un Sud e non mandiamo giù la spocchia talora riservata ai frontalieri.

Però questi, che abitano iniSvizzera, ci sanno fare. Eccome.

Così, racconta in queste ore Ticino On Line, a Lugano si rilancia il sogno di una spiaggia in stile La Croisette tutta elvetica.

Un’idea lanciata a inizio 2019 da Alessio Petralli direttore della Fondazione Möbius Lugano (cos’è? Che fa? QUI) che martedì 6 agosto sarà al centro di un attesissimo dibattito alla biblioteca cantonale.

La Croisette – Wikimedia Commons

Un sogno e basta? Mica tanto, Petralli è assai praàgmatico. L’incontro prevede già una discussione sull’operativo e il fattibile.

Niente metadibattiti barbiturici sulle pre-condizioni-socio-economico-politiche-prodromiche-nellamisuraincui-a-un-tavolo-di-confronto in puro stile BelPaese (yawn).

Spiega il direttore a Tio: “Urs Lüchinger, geologo e presidente di Federpesca, che presenterà i vincoli geologici ed ecologici connessi a una spiaggia in cui lui crede molto. Luca Gambardella, direttore dell’istituto Dalle Molle di studi sull’intelligenza artificiale, che spiegherà come la digitalizzazione potrà contribuire alla creazione di un nuovo concetto di lungolago. Andreas Kipar, architetto paesaggista di fama internazionale, che ci mostrerà concretamente come potrebbe essere il futuro delle rive del Ceresio. Infine, il sindaco Marco Borradori, che darà un suo parere personale su questa idea”.

Alessio Petralli

Alla faccia del pensiamoci. Per una volta viene da dire: “Sì, il dibattito, sì”

E non ci si perde in pinzillacchere oltredogana, Petralli parla di studio di fattibilità da realizzare “con esperti che in due o tre mesi al massimo arrivino a proporre alla politica delle soluzioni concrete. Comprendendo costi e benefici”.

Piace, piace immensamente la velocità supersonica nel rapporto tra pensiero e azione, piace che i media la sposino, piace che dietro l’angolo non vi sia il terrore di un ricorso, di un appalto passibile di annullamento, di interessi non cristallini, dell’amico di un socio del fratello di qualche Carneade che vuole l’affidamento esclusivo per la fornitura di pop-corn agli operai del cantiere.

Piace questo sogno elvetico.

A noi, intanto, resta la paratia con palmipede galleggiante:

Una sorta di piccola e distorta Babele, piantata a memento.

Simbolo non di una colpa (che pure…), piuttosto di uno stato d’animo, di un ritmo mancato, di una bonaccia permanente. Come vi fosse una sorta di accettazione passiva, di sospensione dell’incredulità costante che lascia digerire tutto, anche quando questo tutto è chiaramente offensivo, decisamente inappropriato.

Non è solo questione di soldi gettati (gravissimo, ovvio) ma di attese mancate, di sogni infranti, di giovinezza perduta, di qualcosa che qui, da queste parti, fa mettere il bavaglio immediato a chiunque osi solo dire, manina alzata: “Hey, gente, ho un’idea”.

No? Non è così? Noi, qui, giochiamo solo a buttar cumulonembi sopra il dibattito?

Mh: San Martino, Ex Baden Powell, Lido di Villa Geno, Ticosa, Piazza Roma, Stadio, Politeama, Cineteatro Manzoni di Albate, Grandi Mostre, Villa Olmo, Infopoint Turistico, Eventi Estivi, Ex Uli, Casa del Fascio, Ostello di Villa Olmo, Torre Pantera, Palazzo Natta, eventi perduti, eventi fuggiti. Solo così, a memoria.

Epitaffio (che non onora il defunto): il cantiere è stato affidato l’8 gennaio del 2008.

 

  1. Leopold Bloom

    Botta Bruni Landriscina. Un fil rouge mortale per la città con l’appoggio della regione lombardia.

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