Punti di vista

“Io, residente e proprietario in piazza De Gasperi. Sentenza giusta. Le colpe sono politiche”

Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Giovanni Boyl, residente e proprietario di immobili in piazza De Gasperi.

Spettabile redazione,

da proprietario di immobili di Piazza De Gasperi oltre che residente vi scrivo per segnalarvi la mia opinione su quanto accaduto su piazza De Gasperi.

Sarebbe stato auspicabile trovare una soluzione da parte del Comune di Como giunta Lucini prima di arrivare a una sentenza del tribunale, il Comune sarebbe dovuto intervenire prima per tutelare il residente che come ci insegna il codice penale ha diritto al sonno.

Il residente della piazza che ha fatto denuncia a difesa dei propri diritti non è l’unico residente ad essere stato disturbato in piazza De Gasperi a tarda notte da schiamazzi, ma è il solo che ha deciso di investire soldi in una lunga causa legale che poi gli ha dato ragione.

L’accaduto dimostra ancora una volta che la politica non è stata presente per capire e risolvere le problematiche dei residenti e dei commercianti ed essere mediatrice sempre tenendo in mano in codice civile e penale.

Prima della sentenza auspicavo a un silenziamento della piazza a mezzanotte che a mio avviso sarebbe stata bastante a risolvere tutti i problemi per i quali si è arrivati fino alla sentenza del tribunale, perché per i ristoranti sembrava meno penalizzante quell’orario e quella soluzione, ma il giudice ha giudicato diversamente da ciò e chi non ha almeno uno studio approfondito del codice non dovrebbe parlare giusto per aprire bocca.

La gente dovrebbe evitare di mancare di rispetto a quel residente dandogli la colpa assoluta di tutti i problemi, questi dovrebbero provare a vivere sotto qualche bar notturno e rendersi conto per poi aprire bocca invece alcuni di loro vivono in villette isolate di campagna mentre quel residente ha investito molti soldi in un immobile tra i più pregiati di Como.

Inoltre non sono i turisti che fanno baldoria ma sono comaschi o proprio quelli che vivono in villette isolate che poi vengono qui per far baldoria anche d’inverno, questo a dimostrazione che il plateatico incide relativamente sul rumore, è chi sta in piedi in gruppi a bere che fa più rumore, questo a dimostrare la sola riduzione dell’orario per il plateatico non sarebbe bastato a soddisfare il rispetto del codice penale art. 659 che dice:

“Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici (1), è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a trecentonove euro”.

[Articolo] del quale la Cassazione con sentenza n. 31279/2017 ha chiarito che: “In tema di immissioni sonore, deve ritenersi sussistere l’illecito amministrativo ovesi verifichi solo il mero superamento dei limiti differenziali”.Questo significa che basta che qualcuno faccia superare il limite e scatta la violazione, sia uno con un trombone che 100 con la voce alta.

Chi paragona la movida della costa adriatica con Como non ha alcuna conoscenza della costa adriatica né di Como perché parliamo di paesi poco popolati che si riempiono durante l’estate dei turisti; se c’è casino in alcune zone di questi paesini questo viene più tollerato perché la maggior parte dei residenti lavora negli alberghi, ristoranti e bar quindi beneficia dall’indotto mentre di comaschi che lavorano nei ristoranti e bar ce ne sono ben pochi.

Inoltre non si può paragonare il lungolago di Como gratuito a tutti e il lungo mare dell’Adriatico, infatti il vero lungomare è sulla spiaggia, solo lì si vede il mare e pagando l’entrata, gratis non c’è nulla anche se i prezzi degli hotel possono sembrare più bassi, a Como invece si può godere del lago gratis su una panchina o pagare tariffe di parcheggio estremamente basse come lo stadio che sta a un passo dal lago.

Tutte questioni importanti su cui la politica ha da riflettere anche per non penalizzare i comaschi che si vedono zone pubbliche sporcate gratuitamente o quasi da turisti che si portano panini da casa e qui non spendono nulla ma usufruiscono di servizi come la spazzatura.

Tornando al nostro discorso principale, la magistratura ha emesso una sentenza molto interessante, una via di mezzo tra le due richieste ed inoltre la cosa più importante è il silenziamento della piazza che sarà più importante per la soluzione degli schiamazzi per i quali molti non dormono, si arriva persino ad avere estranei a fumare, bere e gridare nei nostri cancelli di notte a fumare e a gridare perché quando la gente beve troppo ed è stordita non si rende conto perfettamente di tutto, il freno inibitorio funziona male o salta completamente, quindi non si rendono conto del casino che fanno o che si trova in proprietà privata a farlo oltre che in strada.

Rispetto per la magistratura che ha applicato il codice, il codice è quel insieme di articoli che ci definiscono una società e non una giungla, lo sforzo dei magistrati è lodevole e va rispettato, lo stesso vale per le forze dell’ordine, questa gente lavora giorno e notte e anche fuori turno per tutelarci, e sono spesso stati in difficoltà a causa di limitatissimi investimenti dello stato.

Per quanto riguarda il dehors coperto di cui si parla da mesi, se fosse una costruzione o come vogliono farlo passare ovvero un arredamento esterno se è davanti alle sole attività e al numero civico dei loro immobili allora sarei neutrale, se invece è un dehor coperto con tetto unico che prende tutto il plateatico attuale beh sono contrario e lo dico da proprietario già danneggiato dagli ombrelloni che mi impediscono parzialmente la vista lago.

Gli ombrelloni davanti a piani terra andrebbero limitati se sono davanti a altre proprietà come nel mio caso, immaginiamoci una costruzione seppure aperta con una tettoia, una vera schifezza dal punto di vista turistico e inaccettabile dal punto di vista paesistico per i motivi già esposti.

Ci sono molte cose per le quali il Comune può occuparsi come trovare una soluzione migliore per la spazzatura a Como e risolvere quell’orrore di montagne di marciume che illegalmente alcuni commercianti buttano davanti a immobili di proprietà altrui e per cui, nonostante segnalazioni, la passata giunta non fece nulla.

Grazie e cortesi saluti,
Giovanni Boyl

  1. Luigi

    Lettera imbarazzante: vuota nei contenuti; debole, debolissima nelle spiegazioni.
    Si è squalificato da sè

  2. Paolo Alberto Calisse

    Chiaro..
    Per chi legge attentamente e vuol capire.
    La tua libertà finisce ..dove inizia la mia.
    Come giustamente viene indicato
    ..”provare per credere..”
    Anch’ io ho Bar e Ristoranti sotto casa.
    Il problema è sempre all’esterno
    Sia i tavoli.. che i capannelli
    con animate discussioni..
    Abitare sopra una attività commerciale notturna non è proprio piacevole .
    L’eccesso di bevande ed altro..
    attenua i freni Inibitori con risultati..
    inaccettabili.
    Il Rispetto e l’ Educazione.. sono sempre più latitanti.

  3. Ettore

    Egregio Signor Boyle condivido in pieno la sua analisi e risultanze dei motivi che hanno portato alla drastica soluzione riparatrice.
    Non piu’ di qualche giorno fa’ postavo alcune delle sue sttesse dichiarazioni imputando alla politica locale ,ed evidentemente a quella precedente ,un mancato rispetto delle regole dopo una ritengo io troppo facile concessione di spazi pubblici.
    Era gia’ evidente per chi gira lo sguardo anche verso altre localita’ che per Como questa crescita esponenziale di esercizi commerciali con fuori area pubblica con tavolini non andava bene ovvero era poco armonica musicalmente parlando con le caratterristiche urbanistiche e morfologiche della cittadina .
    Mi sembra che sia stato dato agli esercizi commerciali il compito di sopperire alle mancate capacita’ del Comune di ideare e fare qualvosa per i giovani.
    Oltretutto come Lei scriveva dopo il danno la beffa e cioe’ nessun controllo successivo riguardo alle emissioni acustiche o comunque schiamazzi per i quali avvertitamente sarebbero dovuti essere responsabilizzati gli stessi titolari dei negozi.
    Invece no ! aperture a go’ go’ e via .
    Parlo io che provengo da Roma e quindi ne so’ qualcosa o ritengo di accorgermi di qualche differenza.
    Senza parlare di un aspetto economico che il Comune avra’senz’altro realizzato nel recente passato per i tributi relativi,alle concessioni degli spazi pubblici o no ?
    A quanto ammontano ?
    Sono stati controllati ?

  4. Carlo B

    Giovanni Boyl ci riferisce la realtà, che va oltre le tante, troppe, chiacchiere
    Como é una città, non é un lunapark o una Disneyland, sicuramente aperta e interessata al turismo, ma se vissuto all’interno di precise regole, che già ci sono, ma che vengono sistematicamente disattese soprattutto dalle persone nottambule, che come giustamente nota Giovanni Boyl, non sono turisti ma soprattutto “indigeni” quantomeno esuberanti (e probabilmente poco o nulla facenti visti gli orari in cui si vanno a coricare), regole che inoltre non vengono spesso fatte rispettare dai gestori dei locali.
    C’è ora da augurarsi che tutta la vicenda piazza De Gasperi servirà a responsabilizzare tutti quanti, anche se percepisco, leggendo alcuni interventi di lettori, che c’è una imbarazzante arroganza e ignoranza che impedisce a certe persone di capire

  5. Silvio

    Può una città essere messa sotto scacco da una sola persona?

  6. Carlo B

    Una città in scacco???
    ADDIRITTURA!
    Ma a che città si riferisce?
    A Como?
    E tutto per 100 posti a sedere all’aperto di 4 ristoranti costretti a chiedere a 100 clienti di finire la loro cena entro le 23 oppure entrare all’interno dei locali?
    Ma non si sta esagerando con questa vicenda?
    Sembra che sia l’unico problema di una città e dei suoi 83.320 abitanti, mentre sono ahimè ben altri i problemi
    Cantoni&Caso fatevi promotori di una petizione per concedere l’apertura fino alle 24 come sembrerebbe si erano accordate le parti, ma per favore chiudiamo definitivamente questa farsa

  7. Carlo

    Carlo, mio omonimo, potenzialmente preclude la fruizione della piazza in orari serali non solo agli altri 85k altri comaschi, potenzialmente ai 60M di italiani, ai 7Mld del mondo.
    Tutto per la lagna di una sola persona…

  8. Carlo B

    Simpatico amico omonimo, veramente la piazza non é mai fruibile (gratuitamente) perché é stata concessa in uso esclusivo (con sacrosanto relativo pagamento dei diritti) ai 4 ristoranti 🙁 diciamo che il feed minimo per usufruirne, una pizza e minerale, é sui 15€, sia chiaro per me assolutamente nulla da obiettare
    Che poi per lei le 23:01 siano ancora “ore serali” mi induce a capire quanto io sia ahimè superato, pensi che per me la sera vuol dire 20, massino 22; poi inizia la notte, verso le 6 massimo 7, inizia il mattino e massimo alle 8 inizia la giornata lavorativa ….. mamma mia quanto sono vecchio, fortunatamente ci siete voi, che cenate piacevolmente dopo le 23 godendovi il lago, che vi coricate alle …? vi svegliate alle ….? iniziate a lavorare alle ….?
    É sempre attuale un vecchio proverbio milanese:
    Chi laüra ghà una camisa e chi fà nagott ghe n’à dò

  9. Carlo B

    Aggiornamento!
    Sono appena transitato a piedi da piazza De Gasperi, e mi sono dilettato a contare i tavoli, sorpresa, sono ben 70, con un conseguente potenziale di circa 280 posti a sedere!
    Che dire, 280 persone che allegramente chiacchierano, anche senza particolarmente eccedere, alle 23:30/24, non credo siano esattamente un suono new age che concilia il sonno, neppure per chi abita a 200 metri

  10. passante

    ci sarebbe da fare due conti, il regolamento di occupazione suolo pubblico, che è un documento accessibile a tutti dal sito del comune, stabilisce un rapporto preciso tra metri quadrati di suolo e posti a sedere utilizzabili…questo rapporto è stato rispettato? così a sensazione sono costantemente presenti molti più posti rispetto a quanto il regolamento prevederebbe.
    la questione secondo me, al di là di questa premessa, è che vi è un completo disinteresse rispetto alle esigenze altrui, e non significa limitare un’attività economica (il limite delle 23 è a mio parere assurdo) ma significa che chi ha un’attività dovrebbe prendersi la responsabilità della gestione dei propri clienti intervenendo nel caso di eccessi, dovrebbe investire soldi per migliorare i propri locali con attenzione all’acustica, mantenere i livelli della musica a livelli umani e non spararla al massimo per farsi sentire dai passanti….

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