Punti di vista

L’attacco alla stampa, i silenzi di Palermo come esempio. L’incredibile show tv di Landriscina

Spiace umanamente dirlo, ma l’incredibile show di questa sera del sindaco Mario Landriscina nel salottino settimanale di Espansione Tv – dialogo giornalistico che, peraltro, per tutte le altre testate risulta praticamente proibitivo se non negato tout court da tempo – dimostra esattamente quanto serva una sana iniezione di politica e realismo a Palazzo Cernezzi.

In estrema sintesi, il sindaco ha accusato tutti i media esistenti (salvo la tv) di fare “disinformazione di ogni tipo”, di alimentare “situazioni deplorevoli sul piano del linguaggio e dei rapporti tra le persone” e di fare “chiacchiericcio inutile” mentre lui, anzi la giunta (o quel che ne resta) è “concentrata sulle cose importanti”.

Culmine dell’assurdo, il parallelo tra il fastidioso vociare degli organi di stampa comaschi rispetto alla sostanziale e continua disintegrazione della sua stessa giunta mentre – parole di Landriscina – “a Palermo qualche giorno fa il sindaco ha cambiato 6 o 7 assessori in una volta sola e nessuno ha detto niente, non ho visto alcun clamore”. Insomma, il silenzio della stampa palermitana eletto a paradigma ideale della buona informazione.

E ancora: Landriscina ha espresso lamentele per “l’assessore Negretti attaccata duramente”, per altre non meglio specificate “situazioni squalificanti mentre a me piacerebbe parlare dei problemi della città” e invece – anche per colpa dei soliti media cattivoni – “non ci facciamo mancare niente sulle polemiche, sui veleni, sugli insulti”. Il tutto, ovviamente, senza che nessuno – in tanto sproloquio senza contradditorio – abbia eccepito alcunché.

Bene.

Allora, forse, è necessario ricapitolare due cosette sul perché giornali e siti di informazione, in queste settimane, sembrino al primo cittadino così brutti-brutti, mentre, forse, semplicemente pongono domande a cui da tempo non viene data risposta.

1) dal nulla, uno degli assessori simbolo della giunta Landriscina, Simona Rossotti, si dimette (splendido peraltro il passaggio del sindaco in cui ha specificato che “a oggi nessuna decisione ufficiale è stata assunta”, mentre Rossotti ha già consegnato la lettera di dimissioni) e nessuno ha ancora capito bene perché, per quali ragioni, con quali motivazioni; non è forse questo un problema su cui tutti i media e non soltanto la tv locale avrebbero meritato una parola? O la tanto magnificata città turistica è importante soltanto nei giorni dispari?

2) a novembre, una delle principali forze della maggioranza, Forza Italia, ha ritirato di punto in bianco gli assessori Franco Pettignano (poi rientrato già a sera come Fratello d’Italia) e Amelia Locatelli, di fatto sulla base di accuse berlusconiane al primo cittadino di immobilismo, di mancanza di condivisione, di scarsità di risultati; è questo il “chiacchiericcio inutile” dei media o forse in quell’esecutivo c’è qualche enorme problema tuttora irrisolto e per cui la città meriterebbe di sapere qualcosa di più?

3) Como, con tutto il rispetto, è fatta certamente di tombini, lampioni e multe, le uniche “cose serie” di cui vorrebbe occuparsi il sindaco, probabilmente; ma Como è anche un capoluogo di provincia, una delle città italiane più famose nel mondo, un luogo baciato dal cielo in cui le lampadine dei semafori sono importanti come in ogni angolo del mondo, ma che nel contempo ha necessità vitale di politica, di visione, di programmi di ampio respiro; ma sul serio questi concetti nel 2019 vanno ancora ribaditi e chi non si occupa soltanto di buche nell’asfalto può essere catalogato con sprezzo come distillatore di veleni e inutilità?

4) infine, Landriscina ha definito il suo compito “una grossa fatica, alla quale non ho intenzione di rinunciare con il mio impegno, ma solo se ne vale la pena per la città”. Giusto. Ma è chiedere troppo cominciare anche a chiedersi se la difesa del Bunker Cernezzi sia l’unica misura per pesare quella presunta pena o, invece, magari, il metro non debba essere finalmente allargato anche a tutta quella fetta di Como che non si accontenterà mai degli innocui telegrammi a mezzo tv lanciati dal sindaco una volta a settimana perché vorrebbe semplicemente capire come mai, a nemmeno due anni dal voto, la giunta perda pezzi su pezzi e molte delle grandi promesse della campagna elettorale siano ancora drammaticamente sulla carta, oltre che sul canale 19?

Ma parliamo solo di lampadine e siepi da potare. Parliamo di cose serie, insomma.

  1. mssmm

    ( la TV locale, privata, si rivolge a una platea di ultra cinquantenni conservatori ; non può fare diversamente: sicurezza, migranti, servizi sugli animali da compagnia ecc ecc )

  2. Carlo B

    Ho avuto la medesima sgradevole sensazione mentre ascoltavo le esternazioni del sindaco.
    Forse in effetti é meglio che si limiti a recepire e rispondere di pulizia di strade e tombini e di taglio delle siepi, anche se poi viene immediatamente smentito dai concittadini come ad esempio é accaduto proprio ieri sera per la pulizia marciapiedi di via Leoni
    E in questo disastro assoluto leggo che Forza Italia vorrebbe rientrare in giunta?

  3. Libero

    Bene, anche questo è “cotto” allora avanti il prossimo “salvatore della patria”che freme da anni all’opposizione…..
    Salvo poi rendersi conto che governare è un’ altra cosa….

    • Buongiorno Libero,

      questo messaggio per dirle che condivido il suo post: governare è diverso dal fare opposizione. Detto questo però credo che sia evidente anche a Lei che sia sconveniente avere sindaci privi di esperienze politiche di un certo rilievo. Sbaglio?

  4. Renato Acquistapace

    L’attuale fallimento dell’amministrazione cittadina è di fronte a (quasi) tutti. Spero anche sia ben visibile ai dirigenti di Forza Italia.

  5. Comino

    Impariamo dall’omertà sicula. Il sistema funzionerebbe meglio, lavorando serenamente senza giudizi o intrusioni non desiderate.
    Auspico che questo mio commento venga censurato 😉

  6. periferico

    se almeno strade e giardini fossero in ordine….

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