Punti di vista

Le zanzare, l’orgogliosa militanza, il “piglio littorio” di Salvini. Ci scrive Chiara Braga

Lunedì scorso, sotto il titolo “Giorgetti, Molteni e i big leghisti tra folle, cucine e zanzare. Alfieri e il Pd a Fantasilandia” avevamo dato conto del momento opposto di due partiti (e di due militanze politiche): il Pd e la Lega.

Da un lato, i democratici davanti all’ennesimo rovescio elettorale, dall’altro il partito di Salvini in impetuosa crescita.

A corredo simbolico ma anche sostanziale di un Partito Democratico sempre più arroccato tra segreterie, congressi fantasma ed eterne “rifondazioni della sinistra”, alcune immagini di segno opposto: le affollatissime feste leghiste in provincia di Como alla presenza dei massimi big nazionali del partito, da Giorgetti a Molteni, come spesso accade mischiati tra i militanti, alle tavolate, sui palchi.

Immagini che arrivavano pochi giorni dopo la visita di Matteo Salvini in Prefettura e che si ripetono da anni. Chiaro il concetto di fondo, che intendeva esprimere la crisi anche popolare del Pd a fronte di una delle chiavi del successo leghista: il “popolismo”, che è cosa diversa – benché magari parallela – al populismo tout court.
Oggi, in risposta e controanalisi di quel punto di vista, riceviamo e molto volentieri pubblichiamo – nel pieno stile della testata – l’intervento/replica della deputata comasca del Pd, Chiara Braga, in forma integrale di seguito.

Carissimi,

per chi fa politica a Como e dunque ha il dovere di capire ciò che accade qui e quel che si pensa di ciò che (realmente) accade, leggere Comozero è una grande opportunità. E per me è ovviamente anche un piacere.

Sono queste premesse che mi fanno sentire legittimata a dissentire – per “fatto personale” ma anche per convinzione politica – dall’articolo di Emanuele Caso in cui si descrive una Lega “vicina al popolo” grazie all’esposizione alle zanzare lariane di due suoi esponenti e invece un PD “lontano dal popolo” e forse dal pianeta Terra a causa delle dichiarazioni del suo segretario regionale.

La convinzione politica: non commento il commento alle dichiarazioni del mio segretario regionale, ma che si provi, anche con fatica, a ragionare, non mi sembra un fatto negativo. Non tutto può ridursi a un tweet.

Il fatto personale: da sempre – e anche dopo essere diventata deputata – faccio la cameriera e aiuto in cucina alle Feste dell’Unità: non per il tempo di un selfie ma per davvero, vicino alle friggitrici (che magari tengono lontane le zanzare), riempiendo i piatti e portandoli ai tavoli: dove tra una salamella e un bicchiere si riesce anche a parlare di politica (o magari si deve rimandare il discorso perché il servizio va fatto in fretta e la cucina chiama).

Forse guardare a ciò che sembra vero ma è solo propaganda può essere un buon esercizio, tanto più se fatto da giornalisti in gamba.

Pare che ce ne sia uno che studiando la mappatura dei voli per la Libia avrebbe scoperto che il Ministro che con piglio littorio è salito su uno spartano aereo militare a elica, dopo essersi fotografato a bordo è sceso per prendere un lussuoso e comodo Falcon a reazione.

Pare, ma non ho riscontri; ne aspetto dalla stampa indipendente, che spero riveli che alcuni reucci sono nudi, o almeno molto poco vestiti.

Un caro saluto e buon lavoro,

Chiara

  1. Antonio

    Ma perchè, Chiara Braga fa politica? A Como poi?
    Penso che la Festa dell’Unità sia l’unica volta in cui si faccia vedere sul territorio…
    Resto perplesso quando leggo queste cose!

  2. ol Tivan - il vento del lago di Como

    certo che valeva la pena di scrivere una lettera per chiarire con che mezzo Salvini è andato in Libia.
    e pensare che mi sono messo a leggerla ….
    forse poi si capisce perchè il PD non è più di “moda” : una volta parlava di problemi ora di pettegolezzi.
    Brava Braga !

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