Punti di vista

L’ex Cgil: “Benvenuto Salvini”. Locatelli con gli autisti picchiati. Como, Lega nuova sinistra

C’è molto, molto, molto di più del fatto in sé, nella già non banale visita di domani a Como da parte del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per portare solidarietà ai due autisti di Asf picchiati lunedì da un gruppo di stranieri (quattro sono stati arrestati e processati; le due vittime sono finite in ospedale per accertamenti).

Al di là della capitalizzazione politica che la tappa lariana del leader inevitabilmente porterà alla Lega (la vicenda è ideale: autisti italiani e comaschi picchiati da extracomunitari) ciò che accadrà domani, assieme a quanto accaduto tra la notte di lunedì scorso e oggi pomeriggio, segna forse una pagina politico-sindacale storica per Como. O almeno, mette l’ennesimo segnalibro su un romanzo già in pieno svolgimento da un paio d’anni.

Il titolo della storia, più o meno, potrebbe essere questo: Lega (soprattutto) e in parte i Cinque Stelle si preparano a diventare la nuova sinistra – forse anche sindacale – comasca. O, se si volesse essere ancora più cattivi, si potrebbe dire che la destra comasca, con le venature grilline-barra-populiste, è già la nuova sinistra. Ma forse sarebbe troppo.

Forse.

Sta di fatto che l’elenco di indizi su questa mostruosa fagocitazione da parte del tandem Salvini-Di Maio di ciò che un tempo erano l’anima e la vocazione del centrosinistra, del Pd e del pulviscolo di movimenti di sinistra-sinistra ancora presenti sulla scena, sono tantissimi. E non serve scendere fino alla sconfitta del centrosinistra alle elezioni 2017 a Como, Cantù ed Erba passate al centrodestra, oppure tornare alle Regionali e Politiche del 4 marzo scorso. Basta limitarsi anche alla sola aggressione ai due autisti di Asf avvenuta 48 ore fa.

Dopo il fatto, agli atti ufficiali risulta poco più del nulla dalla galassia mancìna: si ricorda giusto un burocratico comunicato della Filt Cgil che minaccia l’ennesima agitazione, chiede gli immancabili tavoli iper istituzionali ma nemmeno cita la solidarietà ai due dipendenti percossi. E poco o nulla d’altro.

Non risultano altre note, agenzie o dispacci ufficiali (si badi: ufficiali) da parte di Pd, Leu, Possibile, movimenti vari, Osservatori vari, intellettuali vari ecc.

Nel frattempo – dopo questa intervista: “Violenze e insulti, indifesi. Io non reagisco più. Il sindacato? Dorme” – lo storico ex rappresentante della Cgil nella Rsu di Asf, l’azienda di trasporto, oggi parla così.

“Salvini a Como? Ma sono ben contento che venga! La Lega – dice Patrizio Chiappa, autista – potrà anche farsi pubblicità venendo qui, ma la sinistra e il sindacato sono da troppo tempo inesistenti in azienda. Mai visti né sentiti, figuriamoci in queste ore. In Asf ormai il 70% e forse più vota Lega o Cinque Stelle, posso garantirlo. La sinistra ci ha mollato, se Salvini ci porta solidarietà e ci assicura maggiore sicurezza per il futuro, va benissimo. E’ più facile riconoscersi in lui, oggi, per un autista come me, che non in chi dice di difendere i lavoratori e non si fa mai vedere”.

Parole come pietre scagliate verso Pd, Cgil, Cisl e galassia rosso-rosa in genere.

Non basta?

A dilaniare il vasto silenzio ufficiale del centrosinistra locale – a ridurlo in brandelli – arriva il pragmatismo (ex) padano. Un esempio: il vicesindaco di Como e deputato Alessandra Locatelli – la Lega in città – già nella notte tra lunedì e martedì scorsi ha telefonato ai due autisti ancora in ospedale e ha portato loro la solidarietà sua e di Matteo Salvini. Poi, oggi pomeriggio, la stessa Locatelli – con il sindaco Mario Landriscina – ha incontrato i due dipendenti di Asf picchiati. E domani, come ampiamente noto, il ministro dell’Interno e leader supremo della Lega sarà in città per portare solidarietà.

Lucro politico? Sincera empatia? I dibattiti fioriranno, giustamente. Ma poi restano i fatti: Salvini, Locatelli, la Lega, la destra comasca in genere, in queste ore ci sono stati. E ci saranno ancora domani. Il mondo di sinistra – che grida al populismo e inveisce contro la demagogia – è muto e invisibile. Assente.

Stupisce poi così tanto, quindi, ipotizzare che la destra comasca – che si mischia tra i lavoratori, mentre altrove si aspetta sempre e solo un naziskin per scendere in piazza – stia diventando la nuova sinistra?

redazionecomozero@gmail.com

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