Punti di vista

Metti sullo stesso piano il dormitorio e il beach volley. E tutte le vacche saranno nere

Per carità, oggi come oggi anche temi delicatissimi come il dormitorio, l’assistenza ai senzatetto, il sostegno ai più fragili possono essere buttati in vacca come un tombino qualsiasi.

Cioè, si può anche arrivare – come incredibilmente accade in queste ore – a paragonare con aria di scandalo e ghigliottina tirata a lucido un tema che coinvolge enti pubblici, associazionismo, ingenti finanze e persone deboli, con la pur opinabile (come tutto, a questo mondo) scelta del Comune di Como di ospitare un tappa del campionato italiano di Beach Volley con una spesa di 85mila euro.

Cifra, peraltro, che può essere legittimamente ritenuta folle, un po’ alta o persino minima, in estremo, visto che nessuno sa esattamente la destinazione di quella posta (per i campi? per ospitare le squadre? per servizi annessi? promozione?).

Ma torniamo al tema. Nessuno qui vieta di far correre la fantasia di alcuno nei paragoni più caleidoscopici: ognuno è assolutamente libero di paragonare il proprio figlio a Maradona, la propria auto alla Ferrari di Formula 1, l’aspetto del cognato con quello di Brad Pitt, il filmino amatoriale delle medie con i capolavori da Oscar.

Tutto è lecito, nel favoloso mondo della chiacchiere e della fantasia.

Si permetta, però, di opinare e sottrarsi un attimo al facile solletichìo dei ventri crassi rispetto al binomio dormitorio/beach volley.

Ph: Pozzoni

Perché lo scandalo relativo al fatto che la giunta comunale non abbia destinato un euro, in sede di bilancio preventivo, “al dormitorio” tout court (quale? dove? di chi?) ci può anche stare come critica di principio.

Una oggettiva inazione – con il freno politico dalle ali più estreme del centrodestra comasco e nazionale – su questo fronte è evidente, quasi dichiarata e rivendicata. E non sfugge a nessuno che la situazione sotto l’ex Chiesa di San Francesco, al Crocifisso e in tutti gli altri luoghi della disperazione della città, sia diventata insostenibile (soprattutto in prospettiva 2020-2021, quando i locali di Emergenza Freddo non ci saranno più) a fronte di risposte istituzionali tentennanti, pasticciate, incerte.

Però, a fronte di un tema caldo, che tale resta sfuggendo anche ai tentativi forzosi di ibernazione targati principalmente Lega, accostare al dramma dei senzatetto i sempre opinabili 85mila euro per la tappa cittadina del campionato nazionale di beach volley è demagogia della peggior specie populistica.

E non tanto e non solo perché l’eventuale investimento su un nuovo dormitorio permanente in città cadrebbe necessariamente, per l’appunto, nel capitolo di bilancio degli investimenti, mentre gli 85mila euro fatidici appartengono a tutt’altra voce di bilancio (le spese correnti, che nulla hanno a che vedere con gli investimenti).

Il tema vero, piuttosto, è che – nella piena liceità dell’attacco politico alla giunta Landriscina per i magri risultati ottenuti finora a dispetto della mozione trasversale approvata nel luglio 2019 – quelle due voci (una teorica, l’altra nero su bianco a bilancio e relativa al beach volley) non sono paragonabili tecnicamente, politicamente, finanziariamente.

Accostarle e metterle sullo stesso piano rappresenta soltanto un tentativo per strappare un po’ di indignazione a buon mercato. Se non altro perché i famosi 85mila euro tanto scandalosi, per un progetto complesso come quello del dormitorio destinato certamente a risultare milionario tra strutture, personale, sorveglianza, assistenza e via dicendo, servirebbero forse per acquistare un set di maniglie.

E poi su quale voce di bilancio e quale cifra nello specifico si sarebbe dovuta appostare una somma a casaccio per un generico “nuovo dormitorio” se oggi nemmeno esiste l’idea di una sede, di un progetto, di un conteggio anche minimo degli eventuali costi?

Concludendo: l’atteggiamento (o il non atteggiamento) della giunta Landriscina sul caso senzatetto può essere legittimanente contestato, attaccato, demolito. Idem per quanto riguarda la scelta di destinare 85mila al campionato nazionale dei beach volley di passaggio sul lago.

Ma accostare scandalisticamente le due cose è un non senso sotto ogni profilo che mixa un tema drammatico con una micro-decisione opinabile rendendo – come recita un vecchio detto – tutte le vacche nere sotto lo stesso cielo notturno.

  1. Comino

    Ogni riferimento ad un giornale locale che inizia con “La”, ha in mezzo uno spazio e finisce con “provincia” è puramente casuale e frutto della fantasia dell’autore 😉 😉 😉

  2. Altre amministrazioni di Como avevano speso non poco in fuochi di artificio e festeggiamenti vari per opere che abbiamo visto tutti che fine han fatto , l’attuale prosegue sulla stessa strada.

  3. upocattivo

    Detesto la vostra concorrenza, ma stavolta avete torto voi, sia nel merito che nel metodo.
    Nel merito perché rimane comunque valida (eccome, se è valida!) la considerazione che un Comune, a fronte di un’emergenza annosa come quella dei senzatetto e degli impegni (anch’essi annosi) di realizzare un dormitorio pubblico, scelga invece di finanziare uno sport seguitissimo in città (oh, yeah!) come la pallavolodaspiaggia.
    Nel metodo, perché solo addetti ai lavori (ehehe) e i cronaca-locale-addicted possono comprendere il significato del vostro articolo, altrimenti fondato su considerazioni – come dire? – un filo onanistiche.
    Per cui: continuo a detestare la vostra concorrenza (oh, se la detesto!), però stavolta ha proprio ragione lei.
    Voilà!

    • Emanuele Caso

      Nessun problema sulla divergenza di vedute. Se lei ritiene “onanistico” un ragionamento che segnala come sia assurdo mettere sullo stesso piano 85mila euro di spesa corrente con una teorica spesa milionaria nel capitolo investimenti di un bilancio comunale, ci può stare. Ma resta nei fatti demagogia senza fondamento né tecnico né economico: sono due cose che non c’entrano nulla.

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