Punti di vista

Patto per il Lago: a Villa Erba la fiera del “tutto&niente”. Forse era meglio una pizzata

Ora, per carità, che tutti i più o meno potenti dell’economia comasca, in una magnifica giornata di giugno, ieri siano finalmente riusciti a scalzare un matrimonio russo da Villa Erba per mezza giornata – cioè il vero core business del polo – per trovarsi tra lago, giardini e prosecchi a fare quattro chiacchiere tutti assieme, va benissimo.

Se poi ai tavoli per salvare il Lario e affrontare le sfide dei livelli, della navigazione, degli attracchi, delle rotte turistiche, trovi scrittori (Andrea Vitali), cantanti (Sulutumana) e scalatori (Ragni di Lecco), il clima è anche più allegro, pur se qualche domanda sull’esito tecnico dei dibattiti te la poni (per dire, coinvolgere il nuovo Distretto del Centro Lago faceva brutto? Comunque qui avete tutti i relatori).

La cosa, in assoluto, non fa male a nessuno, se non forse – rumors, non cifre ufficiali – alle casse camerali lariane che avrebbero speso 20mila euro per l’organizzazione del cocktail di mezza mattina.

Così come va benissimo che sotto il pomposissimo titolo “Stati generali del Lago di Como, Ceresio e laghi minori – Patto per il Lago di Como” ieri si sia ripetuta per la terza/quarta volta in una manciata d’anni (ricordate il “Patto per la nautica lariana” del 2011 e il sostanziale zero assoluto seguito dopo? E che fine ha fatto il prototipo della “Barca lariana” presentato nel 2014 e finanziato con 100mila euro dalle Camere di Como e Lecco?), si diceva, va benissimo che 24 ore fa si sia foraggiata Villa Erba per l’ennesima celebrazione di slogan, auspici, firme a raffica e strette di mano così calorose che se producessero denaro, la nautica comasca sarebbe salva e rilanciata da lustri.

E infine, va benissimo anche che per annunciare futuri e immancabili nuovi tavoli (a Como disboscheremo la Spina Verde, a suon di tavoli), o per urlare al mondo le meravigliose e progressive sinergie venture, o ancora per invocare il semidio “Faresquadra” si siano ritrovati a Cernobbio gli stessi – ma veramente gli stessi – attori che da anni possono comodamente farlo in Camera di Commercio, o al mefistofelico e quantomai inutile Tavolo per la competitività e lo sviluppo, negli enti istituzionali di vario livello tramite gli eletti lariani, in ogni associazione di categoria e al limite con una pizzata in Riva che costerebbe un pugno di euro a testa.

Detto quindi che tutto questo va benissimo – li abbiamo visti milioni di volte questi festival della cravatta e del tailleur; milioni di volte li rivedremo – e appurato che in almeno 8 anni di altri patti, micropatti, pari e patti per il Lago e le barche, il problema del livello del lago è identico a sempre e che sarà la forza della politica milanese e romana a gestirlo e non certo la forza dei “vogliamo contare!”;

dato atto che la nautica lotta ancora contro numeri difficilissimi e che, a dispetto del profluvio di patti, di porti attrezzati sul Lario ne sono nati ben pochi in questi anni;

che la promozione turistica mai passerà davvero dagli aperitivi a Cernobbio ma da ben altri centri di potere e che la kermesse di ieri sarà banalmente riassunta in autunno dalla materiale fusione delle Camere di Commercio di Como e Lecco;

insomma, chiarito tutto questo, vogliamo dirci che se – come riportano i quotidiani oggi – le prime azioni ipotizzate vanno nella direzione di spiaggette più pulite, cartellonistica turistica in inglese e ville sempre aperte, gli organizzatori e i partecipanti di ieri dovrebbero almeno interrogarsi seriamente un po’ in rapporto al grande folklore agitato a Villa Erba?

Non vogliamo dircelo?

Va bene, ci può stare.

Allora leggetelo tutto il “Patto per il Lago di Como, il Ceresio e i laghi minori” condiviso e poi firmato ieri da qualunque sigla possiate immaginare.

(Esagerazione? Ok, l’avete voluto voi: Regione Lombardia, Province di Como e di Lecco, Camere di Commercio di Como e di Lecco, Comuni di Como, Lecco e Cernobbio, Confartigianato Imprese Como e Lecco, CNA del Lario e della Brianza Unindustria Como, Confindustria Lecco e Sondrio, API Lecco, Compagnia delle Opere Como e Lecco, Confcooperative Como, Confcommercio Como e Lecco, Villa Erba, Politecnico di Milano, Università degli studi dell’Insubria, Autorità di Bacino del Lario e dei Laghi Minori, Navigli Lombardi S.c.a.r.l., CGIL, CISL, UIL, Soprintendenza per i Beni Architettonici e paesaggistici, Gestione Navigazione Laghi –Navigazione Lago di Como, Lario Fiere Como e Lecco, Autorità di Bacino Lacuale Ceresio, Piano e Ghirla, Agenzia per il Trasporto pubblico locale del bacino di Como, Lecco e Varese).

Alla fine, se il concetto di “Tutto &Niente” non vi è mai stato davvero chiaro fino in fondo, la garanzia è che d’ora in avanti ne avrete un’idea precisa come non mai.

E’ una promessa.

Cliccando qui potete leggere il Patto nella versione integrale e finale

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