Punti di vista

Vigili e nuove regole. Il direttore di Gente: “Como sotto scacco, divieti paranormali. Sindaco mi scriva”

“Il nuovo regolamento di polizia urbana, cioè dei vigili, stila una serie di divieti e reati che se i turisti li conoscessero annullerebbero la prenotazione negli Airbnb e non ci andrebbero più nella Como bella”.

Una catastrofe, uno scenario apocalittico quello immaginato da Monica Mosca, direttore del settimanale Gente, che nell’ultimo numero dedica una lunga riflessione alla nostra città con un editoriale dal titolo che è a un passo dal necrologio “Como, la perla del lago, è sotto scacco. Di una pioggia di divieti paranormali”.

In pratica, secondo il direttore di uno dei settimanali italiani più letti, Como da meta turistica si starebbe trasformando in un luogo orribile, in cui nulla potranno le bellezze del lago e i monumenti di fronte al divieto di fumare al parco giochi o entrare in un negozio senza prendersi la briga di spingere la porta.

Acqua per la pipì di Fido (con museruola), negozi a porta chiusa, no volantini, no falce in mano. Vigili: -3 giorni al regolamento

Perché, passi la bottiglietta per sciacquare la pipì dei cani (“Coscienza civica, riconosco”) e ma le porte dei negozi chiuse in nome del risparmio energetico, a leggere quanto scrive il direttore, sarebbero pronte a trasformarsi in tagliole per gli incauti clienti che si azzardassero a infilare la testa per chiedere un’informazione: “Avranno clienti decisi a Como, che aprono la porta per entrare e per uscire veloci come fulmini, e mai che sovvenga loro di tenerla socchiusa infilando il naso per un’informazione – scrive paventando commesse severe come le nostre mamme quando, da bambini, ci sgridavano per la stessa ragione – Chiuda la porta! Dovrebbe tuonare il negoziante, perché se un vigile passa di lì una sonora multa non gliela toglie nessuno”, immagina Mosca.

Ma non finisce qui, perché nell’elenco delle nefandezze che faranno di Como una città fantasma, entrano anche gli artisti di strada, che potranno suonare “solo se passeranno le selezioni, un po’ come le audizioni di X Factor” (in effetti…), fumo e alcol proibiti nei giardini (in realtà solo nelle aree giochi), il divieto, che in effetti può far sorridere, “di attraversare luoghi abitati con falci, scuri, coltelli” ma anche quello, scontato ma non troppo, di salire su “tetti, cornicioni, inferriate, cancellate” o arrampicarsi sugli alberi. E poi “buttate griglie e barbecue, tanto sono proibiti. Rassegnatevi a usare il forno”, che detta così può sembrare un attentato alla gita di Ferragosto ma, se immaginiamo i giardini a lago trasformati nella sagra della costina da famiglie di gitanti, qualche ragione l’amministrazione l’ha avuta.

Realtà? Iperboli? Quel che è certo è che l’editoriale si chiude con un invito al sindaco Landriscina a concedere al settimanale un’intervista per spiegare le ragioni di questi divieti: “Signor sindaco di Como, mi scriva che la intervistiamo. E ci spiega”.

Ed ecco svelato il vero nocciolo della questione: la comunicazione, evidentemente insufficiente. Va spiegato con molta chiarezza, non solo al direttore di Gente ma anche a tutti coloro che hanno commentato in questi giorni i vari articoli sull’argomento, perché (e aggiungiamo anche “se”) questi divieti non sono letali per la città che desideriamo essere ma la vogliono rendere più accogliente e non un luogo da cui scappare a gambe levate.

Che è poi l’unico modo per farli rispettare. Risponderà, il sindaco?

  1. Gigi P

    Che bella pubblicità per Como

  2. Che bassi livelli di giornalismo…

  3. Elisa

    Chiedere di chiudere la porta nei negozi, non mi sembra assolutamente un dramma. Negozi spalancati come si trovano a Como mi fanno molto irritare pensando all’inutile spreco di energia. Non credo proprio che i turisti si spaventi o per questo motivo!

  4. giorgio

    Alcune cose sono sensate (tipo chiudere le porte d’inverno), altre completamente senza senso (audizioni per artisti di strada), altre ancora vanno integrate (bene vietare i barbecue ai giardini a lago, ma si pensi anche ad aree attrezzate dove invece sia permesso).

  5. Luisa Corti

    Se la signora vuole un’intervista la chieda Lei al sindaco: mi sembra più educato. Inoltre aspetti a criticare se non conosce i perché di norme tanto chiare…

  6. Charles

    Ottima giornalaia… Articolo dell’anno… 🤣 🤣 🤣

  7. Valerio

    L’obbligo di porte chiuse per i negozi c’è anche:
    – a Milano: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_novembre_29/inquinamento-porte-chiuse-negozi-legge-che-nessuno-rispetta-business-e3e7daac-d4d0-11e7-b070-a687676d1181.shtml
    – a Bologna: https://corrieredibologna.corriere.it/bologna/cronaca/17_novembre_16/bologna-obbligo-porte-chiuse-negozi-multe-fino-500-euro-ceab7958-caeb-11e7-8a46-7e0822ff6416.shtml
    – in Toscana vi è una direttiva regionale: https://firenze.repubblica.it/cronaca/2019/09/11/news/toscana_stop_alle_porte_dei_negozi_spalancate_la_mozione_approvata_dal_consiglio_regionale-235740089/?refresh_ce
    – a Bolzano: http://www.altoadige.it/cronaca/bolzano/porte-chiuse-i-negozi-insorgono-1.15541
    …e si potrebbe continuare con un lungo elenco.
    Basta documentarsi un po’, fenomeno evidentemente sconosciuto alla grandissima ed illustre “giornalista”, per scoprire che Como non è assolutamente l’unica né la prima ad adottare una simile ordinanza.

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