Punti di vista

Rancori, vendette e pomodori. Centrodestra: crisi senza temi né credibilità. Meglio il voto

Della giunta Landriscina si potrà del tutto legittimamente avere un’opinione positiva, incerta o ferocemente negativa. Ma se si tenta – per grandi linee, almeno qui – un’analisi a sorvolo del primo anno e mezzo di mandato è oggettivamente difficile tracciare bilanci catastrofici, men che meno definitivi.

Sul piano amministrativo, passi falsi – alcuni di entità trascurabile, altri gravi – non sono mancati, naturalmente.

Ne citiamo alcuni: l’estate oscena e imperdonabile dei cimiteri cittadini con la macchia indelebile a radici profonde del forno crematorio, innanzitutto; la pessima gestione dell’ordinanza (sparita) contro mendicanti e senzatetto dell’inverno scorso; il pasticcio di dichiarazioni e retromarce sul destino di piazza Roma; in generale, soprattutto nei primi mesi, una girandola di annunci e promesse, particolarmente da parte di alcuni assessori, che si sono rivelati abbondantemente sovrastimati o del tutto ingannevoli.

Nello stesso tempo, però, spostando lo sguardo su una prospettiva di più lungo periodo – sempre restando sul piano amministrativo e tralasciando la miriade di buche, buchette e lampioni spenti utili più alla contestazione facile su facebook che non per una valutazione generale – è davvero difficile collocare la giunta sull’orlo del burrone o nell’alveo del fallimento anticipato. Anzi, qualche motivo perché sindaco e assessori possano guardare con discreto ottimismo al triennio abbondante in arrivo sembrerebbe esserci e non essere di pura risulta.

Giunta Landriscina

Chiuso l’accordo con i privati, l’area Ticosa, ad esempio, nel volgere di qualche mese (sempre che la mitologica e sanguinosissima bonifica venga chiusa entro l’eternità) potrebbe trovare una nuova funzione, sia essa parziale o con occhi al definitivo; le paratie e la realizzazione del nuovo lungolago, partita doppia che nel bene o nel male si gioca in Regione, sembrano aver trovato una loro strada, sicuramente opinabile, ancora lunga e non priva di incognite ma in apparenza definita.

E ancora, volendo: entro il 2019 Como potrebbe avere finalmente giardini a lago completamente rinnovati; pur con i tempi apocalittici delle procedure, un nuovo piano del traffico è in itinere; c’è una Villa Olmo rinnovata (grazie ai predecessori) che attende soltanto di essere nuovamente posta al centro della Como turistica e culturale dopo anni di incertezze e cantieri; tutto si può dire tranne che l’allure internazionale della città (per quanto in gran parte per meriti congeniti e naturali, di cui l’amministrazione è beneficiaria più che motore) sia calato in questi 18 mesi.

Como parco di Villa Olmo allestimento per il fidanzamento indiano

Ma allora – in quadro che non appare tombale e, anzi, in potenza può offrire più chiari che scuri – perché siamo qui a raccontare di una maggioranza di centrodestra lacerata, devastata, ridotta a piccole tribù violentemente l’una contro le altre, con il sigillo del freschissimo ritiro (non dimissioni: le parole contano) degli assessori di Forza Italia da una giunta improvvisamente traballante e squassata dall’interno?

Accade per la straordinaria debolezza (o, ironia della sorte, per l’eccessiva forza) di uomini e donne che lo animano, Palazzo Cernezzi. Per le vanità, le ripicche, le simpatie o le antipatie reciproche, talvolta per un fossato antropologico che divide in maniera irreconciliabile anche i vicini di banco e di lista, i teorici compagni di coalizione. Nulla di politico, nulla di amministrativo, insomma.

Da un lato, la micidiale inconsistenza anche caratteriale di alcuni gruppi – dove la “sapienza” politica è totalmente assente, così come l’esperienza, e dove un briciolo di autonomia è del tutto impensabile – costituisce il terreno fertile perché germoglino e si incrudeliscano le insofferenze dei leader o dei capi a monte.

In questo, ci scuseranno i diretti interessati, l’inesistente peso politico della lista civica (di fatto, braccio operativo soprattutto dell’assessore Elena Negretti), il sostanziale riassunto assoluto dell’intero gruppo leghista in parole e opere del vicesindaco e deputato Alessandra Locatelli, la presenza del tutto trascurabile in aula e fuori di metà gruppo di Forza Italia e il coacervo di personalità debordanti in Fratelli d’Italia costituiscono fattori di instabilità “a prescindere”, nella maggioranza.

Ne nascono mostri: i meloniani che – al netto di ogni legittima opinione sulla proposta in sé – si battono fuori da ogni credibilità (almeno finché si è sotto la sigla di destra “Fratelli d’Italia”, partito la cui leader posta con buona continuità video di migranti additati a belve criminali) per tenere aperto il centro di via Regina, battaglia che – giusta o sbagliata che sia – deraglia automaticamente da un qualsiasi portato storico e programmatico di quell’area politica e diventa pura scimitarra ostruzionistica contro i “traguardi” leghisti;

Forza Italia – una sigla, non più un partito da anni, comunità che a Como è poi balcanizzata in almeno due fazioni interne – che oggi si scopre indignata dall’operato della giunta che sostiene, mettendo in uno sgabuzzino i propri assessori (che, diciamolo, almeno in un caso vorrebbe soltanto cambiare) ma che poi con piroetta francamente astrusa continua a garantire pieno appoggio al sindaco e alla maggioranza stessa (da notare: nel comunicato di ieri, non un solo tema amministrativo reale è citato come causa dell’Aventino al Bar Mariett);

la Lega e la civica che alzano mura e cavalli di frisia sull’istituzione di una Commissione speciale Sicurezza giusto per far pagare a Fratelli d’Italia la contrarietà ai sigili al centro migranti, il “tradimento” del potenziale presidente Sergio de Santis, passato da “Insieme per Landriscina” a Fratelli d’Italia nel 2017, e poi perché il tema in sé “deve” essere appannaggio puro dei salviniani.

Insomma, di questo stiamo parlando: invidie, vendette, rancori personali, sgambetti – l’esito delle elezioni provinciali dice qualcosa? – semplicemente travestiti con argomenti di cui i comaschi, con assoluta certezza, se ne infischiano bellamente.

O vogliamo credere che 83mila persone siano realmente interessate alla nascita di una commissione senza alcun potere reale o all’altezza dei pomodori negli orti comunali e che questi due “temi” possano incidere sul futuro del capoluogo?

E’ uno spettacolo triste, onestamente. Uno spettacolo che – se deve continuare – è meglio finisca comunque in fretta con un sipario abbassato e con le urne aperte.

  1. articolouno.mdp-como@virgilio.it

    E noi, con grande tempismo – almeno questa volta – abbiamo organizzato il nostro “Laboratorio politico – Parliamo di una Como diversa” per il prossimo sabato (ad Albate). Un appuntamento da non perdere.

  2. Renato Acquistapace

    Caro Lele stavolta non sono del tutto d’accordo con te, o meglio, le ripicche e le vendette non sono le cause di un fallimento ma soltanto la conseguenza.
    Como dovrebbe diventare una delle migliori small cities d’Europa. Una città sicura, viva, capace di attrarre talenti, investimenti e sviluppo per divenire laboratorio per l’innovazione, la semplificazione e la sostenibilità ambientale.
    Dopo 18 mesi ti pare che si stia andando in questa direzione?
    Non credo.
    E’ necessario alimentare un percorso di riqualificazione, rigenerazione e rilancio della città. Va tracciato il futuro della nostra città per i prossimi 10 anni.
    Ritieni che la strada percorsa fino ad oggi porti in questa direzione?
    Potrei continuare con un elenco di cose promesse che dopo 18 mesi o non hanno ancora visto la luce oppure sono tornate nella prevedibile impossibilità di essere realizzate.
    Oggi si parla spesso di “popolo sovrano”.
    Ecco, non trovo scandaloso chiedere al popolo di Como cosa pensi dell’azione dell’amministrazione locale.
    Trovo un atto di coraggio rinunciare alle poltrone per il bene della città.
    Trovo soltanto un poco irritante che quando si finiscono gli argomenti seri la si butti in vacca tirando fuori la solita storia dell’attaccamento alla poltrona.
    Naturalmente non vuole essere una critica al giornalista al quale mi lega un profondo rapporto di stima ed amicizia.

    • Emanuele Caso

      Continuo a non leggere un singolo argomento concreto e/o di peso, mi spiace. Ciao Renato!

  3. Renato Acquistapace

    Quello che ti ho scritto non è nient’altro che l’incipit del programma elettorale del Sindaco.
    Parola per parola.
    Le cose concrete se le stanno dimenticando.
    Ciao Lele!

  4. (IN 38 ANNI CHE SEGUO LA POLITICA COMASCA POCHISSIMO CHE HANNO LASCIATO LA “CADREGA” dal ‘94 NON SFIDUCEREBBERO NEMMENO UN SINDACO CHE LASCIA I BUCHI NELLE STRADE E MARCIAPIEDI (NON MI RIFERISCO A OGGI È IN GENERALE) E TIENE SOLO GLI AFFARI CORRENTI. SE AD AGOSTO COMO È MORTA CON EVENTI NONOSTANTE DA 5/6 ARRIVANO MIGLIAIA DI TURISTI DA TUTTO IL MONDO CON RECORD PER ALBERGHI E BAR ORMAI TUTTO L’ ANNO CON TANTI DEI PIÙ DEGLI 80 mila comaschi a casa per ferie fruite in altri periodi o crisi, la dice lunga come sia TURISTICA QUESTA CITTÀ….
    CONTINUO A LEGGERE DI LITIGI, SERATE SUGLI ORTI, PER NON PARLARE DI MOLTO ALTRO CHE NON VA, LO SCRIVE QUALCHE GIORNALISTA CORAGGIOSO, CHE COME DICEVA MONTANELLI “È DALLA PARTE DELLE LETTRICI E LETTORI, SONO LORO I PROPRIETARI” ALLORA MAGARI 18 CONSIGLIERI SI DIMETTEREBBERO …. MA CREDO CHE A COMO SULLE SEDIE DA ANNI IMMEMORI C’E UN MASTICE PARTICOLARE. ESPRIMO SOLO UN’ ANALISI NON UN GIUDIZIO SUL SINDACO O GIUNTA ATTUALE. LEGGO E MI SEMBRA CHE NON REGNI LA SERENITÀ, PRENDO ATTO DA CITTADINO DI QUESTO….. Abbracci

  5. Gigi

    Io è da mesi che sostengo non esserci più le condizioni per andar avanti, sin da prima del clamoroso default della delibera relativa alla Stazione Unica degli Appalti. È palese a tutti di come il Sindaco sia succube delle “zarine”, delle quali, al di là delle azioni da esse intraprese, non condivido assolutamente i modi di fare e di interfacciarsi con il resto del mondo; e mi par di capire di non essere l’unico a pensarla così. D’altro canto arginare lo strapotere delle “zarine” è impossibile, se non rimuovendole dai loro incarichi. E per il Sindaco rimuovere le “zarine” equivarrebbe a dimettersi dal proprio mandato. Fine della storia

  6. hakluyt

    @Fent, guarda che non è obbligatorio massacrare l’italiano, la punteggiatura e la buona scrittura per esporre le proprie idee.
    Tra l’altro è sgradevole (e contro la netiquette) scrivere in maiuscolo…

  7. Egregio Sgnor hktyvzxew (confido che venga abolito l’ anonimato), ha ragione ero in viaggio in 🚂 treno, clerico vagante, e il sito non mi permette di correggere, ho scritto di corsa Signor whyzxkaktyu, magari è uno dei 18 che dovrebbe avere il coraggio di dimettersi chissà, o qualche solone che ha fatto del male della Polis. Mi scuso in effetti ci sono errori e scritto in maiuscolo e non si fa, Signor kakkxyuvzpup staro’ più attento in futuro, avendo fatto correttore di bozze e insegnato italiano. Poi firmiamoci mettiamo la faccia Signor merxghdsvsa. Mario Bocola – Per migliorare le competenze linguistiche degli studenti è sempre più urgente la necessità di potenziare e rafforzare in tutti i gradi dell’istruzione, specialmente in quella dell’obbligo della primaria e secondaria di I grado, lo studio della grammatica italiana per evitare che gli alunni compiano vistosi errori di ortografia.

    Bisogna insistere a tutti i costi sullo studio della grammatica, morfologia e sintassi facendo imparare bene le regole della lingua con l’ausilio della teoria da applicare alla pratica, ossia in una consistente batteria di esercizi grammaticali da fornire agli alunni. Chi ha frequentato la scuola di un tempo – e studiato fin dalla scuola media il latino – sa quanto era importante lo studio delle strutture linguistiche dell’italiano e i maestri elementari avevano l’abitudine di far compilare diverse pagine di quaderno sulle regole grammaticali.

    Purtroppo è necessario ritornare a quel metodo pedissequo di insegnamento della lingua italiana se si ha la volontà di innalzare le conoscenze, le abilità e poi le competenze linguistiche degli studenti. In questo modo si eviterebbero molti errori di grafia e di lingua che non posso essere perdonati in nessuna maniera nemmeno come una semplice svista. Accanto allo studio della grammatica è bene affiancare la lettura e la ripetizione costante degli argomenti affrontati e studiati. Infatti i latini sostenevano che repetita iuvant, cioè le cose ripetute giovano. Lo studio frettoloso e approssimativo non è una buona base per costruire un sapere duraturo nel tempo, ma solo nozioni appiccicate che subito svaniscono come le nuvole dopo iun temporale.

  8. Gentile kakxyzuwz, è sgradevole l’ anonimato che non dovrebbe essere ammesso, magari è uno di quelli attaccati al cadreghino, o uno del Leviatano che ha fatto del male a Como in questi anni. Ero su un 🚂 treno veloce, scrivendo con un IPhone, mi scuso per carattere maiuscolo, e gli errori grammaticali di sintassi, avendo fatto il correttore di bozze e insegnato italiano, ho scritto di corsa, e non c è la possibilità di correggere, caro o cara kakkyuauvzmergh, il senso c’ è da analista se qualcuno vuole mandare a casa il Sindaco lo dica e sia coerente, e che magari ci siano anche 18 che abbiano il coraggio di lasciare la cadrega, buona serata, caro o cara kakkyuicxzmerdsauvz. Bisogna insistere a tutti i costi sullo studio della grammatica, morfologia e sintassi facendo imparare bene le regole della lingua con l’ausilio della teoria da applicare alla pratica, ossia in una consistente batteria di esercizi grammaticali da fornire agli alunni. Chi ha frequentato la scuola di un tempo – e studiato fin dalla scuola media il latino – sa quanto era importante lo studio delle strutture linguistiche dell’italiano e i maestri elementari avevano l’abitudine di far compilare diverse pagine di quaderno sulle regole grammaticali.

    Purtroppo è necessario ritornare a quel metodo pedissequo di insegnamento della lingua italiana se si ha la volontà di innalzare le conoscenze, le abilità e poi le competenze linguistiche degli studenti. In questo modo si eviterebbero molti errori di grafia e di lingua che non posso essere perdonati in nessuna maniera nemmeno come una semplice svista. Accanto allo studio della grammatica è bene affiancare la lettura e la ripetizione costante degli argomenti affrontati e studiati. Infatti i latini sostenevano che repetita iuvant, cioè le cose ripetute giovano. Lo studio frettoloso e approssimativo non è una buona base per costruire un sapere duraturo nel tempo, ma solo nozioni appiccicate che subito svaniscono come le nuvole dopo in un temporale.
    Davide Fent

    • hakluyt

      Adesso, visti i miglioramenti nella forma e nel contenuto, magari era a casa.
      E ha comunque mandato due volte lo stesso (o quasi) commento.
      Mah…

  9. Caro o Cara,
    Hkakmersfghda purtroppo con IPhone 📱 e IPad si fanno errori e su queste piattaforme, purtroppo, non si può correggere. Poi quando si è su treni 🚂 e si scrive veloce, grammatica e sintassi purtroppo saltano e non è bello, convengo. Inviterei a Davide e Lele, che saluto a vietare l’ anonimato. Poi diventa difficile parlare con cxxxywzmerdsssssssaefg se non si sa chi sia, chi rappresenta e cosa rappresenta. Caro o Cara, sa si sono trollinone anonimi/e che vivono con la paghetta di papino, si diverte a fare il castigatutti senza
    mettere nome e cognome, un pavido una pavida, o qualche politico che non ha il coraggio delle cose che scrive? O qualcuno che la “paghetta” non la riceve da babbo, ma da qualcuno del Leviatano, o è lui il Zorro mascherato xyxkakmerfgdaka che va a fare le pulci. Tutto ti è tanto familiare nel contesto d’insieme, quanto anonimo se preso un pezzo per volta. Tutti siamo estranei a noi stessi, e se abbiamo nozione di chi siamo è solo perché viviamo negli occhi degli altri. Beh spero che diventi obbligatorio firmarsi con nome e cognome . Buonanotte e Bon Dimanche
    Davide Fent

  10. hakluyt

    Mi sa che iPhone e iPad funzionano bene anche in treno, visto che in tutte le storpiature del mio nome ci sono in fila e in bella mostra le lettere m, e, r, d e a… 🙂

  11. Buonasera,
    Assolutamente, Caro o Cara Troll il messaggio in treno 🚂 era il primo scritto maiuscolo, dove non avevo avuto il piacere di incontrarla. Il resto è tutto
    casuale, d’ altra parte cari miei Troll
    Vi nascondete e non Vi palesate, CARI Ragazzi non si sa con
    Chi si sta parlando, poi IPhone 📱 IPad davvero storpiamo, io scrivo su Moleskine o quaderni come mio amico Andrea VItali,
    poi mia moglie riscrive su 💻 computer, poi stampo correggo e riscrivo, per me chi non si firma qui, su Twitter su Facebook e Social o Blog devono essere bloccati, segnaleremo Polizia Postale per sapere quale ardito o
    ardita si cela. Lei pensa male è stato
    tutto casuale. Non sopporto
    da sempre i Troll e chi non
    si firma. Comunque finisce qui, e scommetto
    che non ci saranno 18
    Consiglieri Comune di Como
    che si dimettono
    sono
    attaccati alla “cadrega” anche loro, tranne qualcuno. Il mio
    intervento conteneva delle proposte, che per lunghezza sono state tagliate. Impari il coraggio
    Caro Don
    Abbondio, non abbia paura delle sue 💡 idee. Buona serata e Buona settimana, confido che non giri per
    Como con il mantello e la maschera…..
    Davide Fent

  12. hakluyt

    OK, basta… :-))

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