Punti di vista

Sfogo d’artista: “Eventi estivi, così si tratta l’arte? Non partecipo, spero nessuno lo faccia”

Per motivi del tutto comprensibili, l’artista ha chiesto la riservatezza (naturalmente previo confronto e verifica). Ma la testimonianza che ci è affidata merita la pubblicazione perché, pur riflettendo naturalmente un caso singolare con relative opinioni, appare un po’ come una summa delle tante perplessità registrate in queste ore sul bando per gli eventi estivi appena pubblicato dal Comune di Como e presentato dall’assessore Carola Gentilini e dalla dirigente Maria Antonietta Marciano, con tanto di novità degli sgabellini portatili da prelevare (e riportare) all’autosilo di di via Auguadri per assistere agli spettacoli di piazza e di strada (che, però, sono probiti agli artisti di strada).

Pubblichiamo dunque di seguito il testo integrale (per interventi redazionecomozero@gmail.com).

Adesso parto con la solita polemica, ma tanto ormai nient’altro si può fare circa l’accoppiata Como e Arte.

Dunque, finalmente l’11 Luglio, esce il bando per gli eventi estivi di Como (giusto un po’ in ritardo, ma andiamo oltre).

La città che vieta agli artisti di strada l’utilizzo dell’amplificazione e di determinati luoghi del centro, è la stessa poi a permetterne l’utilizzo agli spettacoli che parteciperanno al bando.

Ma i signori ci tengono a precisare che non è un bando per artisti di strada, ma per artisti “in strada” e quindi sono ben accette performance/spettacoli di “circo, teatro e giocoleria varia”. Qualcosa non mi torna, e forse qualcuno dovrebbe spiegargli cosa fanno gli artisti di strada.

Ma va bene così (più o meno).

Sono tanti i punti che mi lasciano senza parole, ma non voglio essere troppo pesante e noiosa, e mi soffermo su alcuni soltanto.

Come per esempio il fatto che bisogna pagare 32€ per partecipare, di cui 16 per istanza di partecipazione e 16 per la presentazione dell’offerta. Tutto ciò mi ricorda molto la partecipazione ai vari pseudo concorsi per artisti. Non è la cifra il problema, quanto il fatto che io debba pagare per mandarti una proposta di spettacoli, che forse nemmeno accetterai.

Dunque il bollo di 32€, insieme al modello F23, il versamento, le Poste, la scansione, il PDF, l’agenzia delle entrate, la firma digitale, file zip, chiavi di accesso, la piattaforma Sintel, un giro su te stesso, e tutti giù per terra.

Semplice, no?

“Vabbè, ma cosa sarà mai? Al giorno d’oggi questa procedura è normale” diranno i più di voi.
D’accordo, sarò strana io, e sarà che a me queste cose non vanno giù, soprattutto se il bando lo mandi fuori solo ora.

Ma non finisce qui.

No.

Dopo esserti registrato alla piattaforma, devi prenotarti online nel calendario, ma se la data da te scelta è già occupata, puoi sempre metterti in coda. E se non puoi farlo, ti scegli un’altra data. E se per la data che scegli, non riesci ad acquisire l’ID (sempre meglio mettere le mani avanti), un giro su te stesso e di nuovo tutto giù per terra! (Suvvia, permettetemi di essere un po’ tragica).

Dopo tutto ciò sarai valutato in base ad un punteggio, e sentite un po’ qui:

– 8 punti per “la capacità di elaborazione di proposte altrui” mentre solo 5 per “performance di carattere autorale”. Quindi, se il tuo spettacolo l’hai creato, scritto, diretto, prodotto tu, guadagni meno punti. Ma pensa un po’.  Però non scoraggiarti, puoi sempre guadagnare punti per l’originalità della proposta, forse!

– 3 punti per ogni premio vinto /collaborazione con artisti noti, secondo la definizione in uso alla SIAE.  Solo e secondo tale sacra definizione;

– 1 punto per ogni 2 minuti di performance oltre ai 30, perché giustamente, per rimanere coerenti con la nostra società, si guarda alla quantità, e non alla qualità.

Infine una commissione giudicatrice valuterà e deciderà le proposte. Ma chi saranno questi fantomatici esponenti della cultura comasca che daranno il verdetto, ancora non ci è dato saperlo.

Mi piacerebbe saperlo, o forse no. Forse è meglio così: non sapere. In generale.

Fare finta di non sapere che a Como l’arte e la cultura vengono trattate così. È questo il valore e l’importanza che date?

Da parte mia/nostra ho/abbiamo deciso di non partecipare, non perché non abbiamo i requisiti, anzi. E’ per tutto il resto, per la farsa che continuamente creano.
E in cuor mio, spero che nessuno partecipi.

Auguri invece a chi parteciperà (e mi raccomando fate in fretta, avete solo 6 giorni), a chi vincerà, a chi guarderà (e ricordatevi di portare le sedie da casa). E sempre lunga vita a Clown e Buffoni (quelli veri però!!!).

Buona estate Como!

  1. Gigi P

    Come darle torto…

  2. mssmm

    [ mi vengono in mente i mungo jerry ( mungo chi ? ) : bottiglie, asse da lavare e sgabelli ]

    ( ci salveranno le vecchie zie ? NO )

  3. Luisa Corti

    Solo abusivi a suonare a Como…

    • A Como suonano solo artisti “burocrati” o presentati da Agenzie o organizzazioni strutturate che, presumo a pagamento, attivano l’iter procedurale, regolano il volume dell’amplificatore e forse invitano a partecipare i turisti con il megafono. Questo, se non ho capito male, si evince dal Bando.
      Alla fine è meglio essere “abusivi” o pagare, presumo, con il proprio lavoro le Agenzie o organizzazioni strutturate? Io ho la mia risposta. Immagino quale possa essere la sua.

  4. Roberto

    Questa volta posso non solo condividere un pensiero ma anche anche essere parte di una scelta. Cara Como, ti saluto. Questo bando è il tipico bando italiano. Lo sforzo per trattenermi è enorme. Lasciamo perdere poi il discorso chi porta i soldi a chi. Sei tu comune che paghi il mio onorario, la mia commissione, per la performance che vuoi bandire, non il contrario. Il mondo alla rovescia.

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