Punti di vista

Taxi, caos e dimissioni. Poi spunta questa bellissima lettera di Riccardo, tassista di notte

Sul numero della scorsa settimana di ComoZero settimanale e poi su ComoZero.it abbiamo dato conto della critica situazione dei taxi in città: 45 in tutto, probabilmente troppo pochi in una fase di boom turistico senza precedenti. Un quadro complicato che, poiché anche in una fase di stallo su possibili cambiamenti, ha visto le dimissioni dal consorzio “Como Radio Taxi”, 35 vetture gestite, del presidente Alberto Tabacco.

Queste le sue motivazioni: “Mi sono dimesso perché è diventato impossibile muoversi in questa situazione. Con il Comune erano stati trovati degli accordi (presentati in conferenza stampa ad aprile) ma nulla è andato a buon fine – spiega Tabacco – avevo proposto un Radio Taxi unico ma non è stato accettato, abbiamo fatto tutto un discorso sui turni con l’obiettivo di coprire le fasce più critiche e la notte ma non è andato a buon fine, così come il servizio prenotazioni che non esiste più. Ho lottato per questa cosa ma internamente non si è trovata una soluzione e il consorzio non può imporre nulla a nessuno”.

Oggi a Tabacco risponde (con mano tesa e offerta di un caffè assieme) Riccardo Bassan, tassista – come si definisce egli stesso – “della concorrenza”. Eppure nella lettera c’è solidarietà, spirito costruttivo, molta umanità. Lo scritto era tra i commenti all’articolo originario. Ci è parso giusto “prelevarlo” e farne un articolo a se stante.

Di seguito, la lettera di Bassan a Tabacco in forma integrae.

Caro Alberto,
io posso capire il tuo rammarico, immagino che dall’”alto” della tua posizione ti possa sentire spodestato a causa del malcontento che si è generato all’interno del Radiotaxi Como e ti sto scrivendo io che sono uno dei dieci della “concorrenza”, ma allo stesso tempo solidale con ciò che hai espresso e ti ammiro per il coraggio perché mi rendo conto che non è facile fare un proclama di questo tipo, ma permettimi di dire che secondo il mio punto di vista, queste collaborazioni familiari di cui il signor Bargna parla non sono regolamentate né a livello comunale né tantomeno consorziale e che forse prima di parlare di licenze supplementari e di radiotaxi unico bisognerebbe partire proprio da lì ottimizzando gli orari e le fasce di lavoro di chi ha la fortuna di avere un collaboratore sul proprio taxi.

oznor

Ti rispondo pubblicamente in quanto collega e ragazzo di trentatré anni, purtroppo non ho la tua esperienza e non arrivo da una famiglia di tassisti come la tua, ma permettimi di dire che forse per risolvere i problemi legati al servizio bisognerebbe farsi un bell’esame di coscienza, un lungo bagno di umiltà e scegliere di passare più tempo sui posteggi in momenti come questo che siamo in pieno boom turistico.

Lo sai bene come sono fatto e ti rispondo con il rispetto che ti ho sempre portato, ma forse è arrivato il momento di dare l’esempio e mi rivolgo a te in primis che sei l’autore di questo sfogo e ai colleghi più virtuosi che leggeranno questo mio pensiero. Dobbiamo impegnarci di più tutti quarantacinque appellandoci al nostro buon senso per tutelare la nostra posizione futura.

La mia è una risposta da singolo e ci tengo a specificarlo, non ho avuto pressioni e non c’è nessun conflitto di interesse. Sono un professionista orgoglioso del mio lavoro e sacrifico molto tempo per essere presente il più possibile, infatti sto scrivendo dal mio telefonino tra una corsa e l’altra alle quattro di notte e mi scuso con chi legge se grammaticamente non sono un fenomeno.

Infine mi rivolgo a te Alberto per l’ultima volta augurandoti tanta buona fortuna, proprio come hai fatto tu quella sera che eri arrabbiato con me e mi hai scritto quel messaggio al veleno.

Ti aspetto in stazione per un caffè perché in fondo si bisticcia sempre per poi fare pace.

Riccardo Bassan
Licenza 41 del comune di Como
Tassista della notte

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