Punti di vista

Villa Olmo: visione deliziosa di Manet o spiaggia di Riccione? Due cosine sul progetto

Il progetto prevede alcune modifiche per rendere maggiormente fruibili dal pubblico gli spazi verdi oltre che recuperare un rapporto più diretto con l’acqua … Attualmente, da un punto di vista funzionale, il parterre, pur se visitatissimo, è di scarsa fruibilità conseguente alla eccessiva estensione delle parti in ghiaia. Nel progetto definitivo verranno per questo inseriti più spazi di prato calpestabile (Da: villaolmocomo.it)

Così recita la presentazione del progetto del parterre di Villa Olmo. Bello, vero? Anzi, bellissimo. Visto sulla carta, seduti sulle sedie ergonomiche al fresco dell’aria condizionata di uno studio di architettura. Leggermente diverso oggi, 26 gradi e sole a picco, prati ancora recintati.  “Calma – direte – tra pochissimo le aiuole verranno restituite alla città nuovissime, ampliatissime, grandissime e calpestabilissime”. Alla faccia di quella maledetta ghiaia che chissà chi si credeva di essere per occupare così tanto spazio.

La facciata di Villa Olmo

Ancora qualche settimana e poi anche la tanto agognata ombra dei due olmi tornerà “maggiormente fruibile”.  Si, al netto di eventuali piogge che potrebbero inzuppare il prato, però (evento tutt’altro che raro a Como). O sempre che l’acqua degli irrigatori si sia già asciugata. O se non spingete un passeggino, se non arrivate dopo un cane che ha fatto pipì sul tronco, se non siete vestiti “della bella”, se non avete la gonna corta (pudiche che non siete altro). O se, non sia mai, avete avuto la malaugurata sorte di essere disabili, in sedia a rotelle o, orrore degli orrori, anziani.

PER APPROFONDIRE: VILLA OLMO

Già, perché la “maggiore fruibilità”, in nome di un non meglio definito concetto di estetica, non solo non prevede più le storiche panchine circolari, le uniche all’ombra dell’intero parterre, ma proprio non prevede voi. Siete come la ghiaia: eccessivi, superflui, da spostare più in là per fare posto ad altro che, nell’immaginario dei progettisti comodamente seduti al fresco del loro studio, è composto solo da giovani atletici dal look sportivo amanti del contatto con la natura con qualsiasi tasso di umidità.

Tralasciando l’idea di rendere calpestabile un giardino all’italiana, che sulla carta può evocare visioni tipo Déjeuner sur l’herbe ma che nella realtà, lo sappiamo tutti, sarà più simile alla spiaggia di Riccione, la prima domanda che sorge spontanea è “Ma prima di decidere di eliminare queste panchine, vi siete presi la briga di sedervi qualche giorno qui a vedere da chi è “visitatissimo” il parco?”.

Fontana di Villa Olmo

Non solo in un weekend di sole, però. In un giorno qualsiasi della settimana. Ragazzi? Si. Turisti? Certo! Ma soprattutto mamme e nonne col passeggino, signori anziani col bastone e il giornale sottobraccio: loro c’erano sempre ed erano sempre seduti su queste panchine a godersi il fresco. Ora, invece, sciò! Se volete l’ombra o, sentimentaloni che non siete altro, volete sedervi proprio su quelle panchine lì, potete sempre andarle a cercare nell’ombroso parco sul retro dove, ci assicurano, verranno ricollocate.

Villa Olmo

Come dite? Fate fatica ad inerpicarvi sui vialetti in salita con il bastone o la carrozzina del nipotino? O, addirittura, non capite perché non potete godervi il panorama del lago all’ombra come avete sempre fatto e vi sentite quasi discriminati? Che parolona! Quante pretese! Se proprio avrete caldo potrete “recuperare un rapporto più diretto con l’acqua”, semmai. Che non vuol dire fare il bagno nella darsena e neanche pucciare i piedi nella fontana ottocentesca ora fruibilissima e toccabilissima (auguri) senza quelle maledette siepi di bosso. Ma allora cosa avranno voluto dire?

Aspettate forse ho capito! Forse intendevano dire che potrete stare seduti a guardare il lago su una panchina sotto il sole a picco finché l’incipiente disidratazione non vi farà desiderare di bere due litri d’acqua e ve ne andrete finalmente a casa vostra. Ora tutto torna. Buona estate!

  1. Comino

    Beh si potrà sempre acquistare una bibita fresca e godere dell’ombra del baretto del lido (unico in zona). Quale problema c’è? Ah, già, non si sa se riaprirà! Beh allora in questo caso inizio a organizzarmi: coooocco bello… Coooocco fresco…. Anzi: côôôccôôôbbbêllôôô

  2. Carlo C.

    Il bar del lido, ingresso lato Villa, era aperto da marzo ad ottobre, sempre molto affollato.
    Perché non affidare la gestione di questo bar, oppure consentire una apertura nelle casette, ad una Onlus sociale? Esattamente come accade (solo la domenica, unico giorno di apertura del parco) alle Serre del Grumello

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