sanità

Bel colpo, dottoressa Enoc. Intesa Valduce: resta la terapia sub-intensiva neonatale

Da una decisione drastica a una mediazione accettabile per le parti e decisamente vincente per Como. Dopo l’annuncio della chiusura totale della terapia intensiva neonatale, all’ospedale Valduce, i vertici dell’azienda ospedaliera hanno incontrato i vertici regionali.

L’accordo è stato raggiunto: al Valduce resterà a pieno titolo la Terapia Sub intensiva, Cosa cambia dunque? Pochissimo: non si occuperà più dei bambini nati con peso inferiore ai 500 grammi, dei nati sotto le 32 settimane e delle gravidanze gravemente a rischio.

Casi che comunque sarebbero andati altrove, nel 2019 sono stati registrati 10 episodi di questo tipo su 1.200 nati, giusto per dare una proporzione chiara.

Eco la nota ufficiale che racconta il vertice di oggi

“Ho incontrato nel pomeriggio di ieri la dott.ssa Mariella Enoc, Procuratrice Speciale dell’Ospedale Valduce di Como, una struttura sanitaria che fa capo alla Congregazione delle Suore Infermiere dell’Addolorata. Durante il confronto abbiamo innanzitutto approfondito le normative nazionali, e in particolare il DM 70/2015 che impone di definire le singole strutture socio sanitarie regionali in base alle loro caratteristiche e competenze, alla casistica e alla complessità delle patologie e dei casi trattati”.

Giulio Gallera, a sinistra con il presidente del consiglio regionale, Alessandro Fermi, a destra

Lo annuncia l’Assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera.

“La dott.ssa Enoc ha compreso la specificità dei dettati legislativi nazionali e nel ringraziare per la disponibilità dimostrata ha assicurato che l’Ospedale Valduce, nell’ambito della normativa vigente, continuerà, come ha sempre fatto, a garantire un’assistenza di assoluta eccellenza alle donne che sceglieranno la struttura per il parto e a tutti i bambini che vi nasceranno”.

“Abbiamo condiviso che l’Ospedale Valduce, a partire dal 1 gennaio 2020 continuerà a gestire le patologie neonatali rivolte anche ai bambini prematuri in regime di Terapia Sub Intensiva secondo le proprie competenze specifiche e alle specialità dell’intero presidio. Contestualmente sarà avviato un monitoraggio, come prescrive lo stesso DM 70/2015, delle attività neonatali al fine di qualificarne la più idonea collocazione in base alle casistiche e all’offerta clinica dell’ospedale”.

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