sanità

Mariano, Cantù, Menaggio e cardiochirurgia, ecco il futuro: il Sant’Anna potenzia i servizi

Asst Lariana, il bilancio dei primi sei mesi dell’attività 2019

Dea di II livello

“Dal gennaio di quest’anno, nell’ambito della riorganizzazione della rete emergenza-urgenza, siamo stati individuati da Regione Lombardia come sede di D.E.A. (Dipartimento di emergenza-urgenza e accettazione) di II livello. Coerentemente alle indicazioni del DM 2015 (Erogabilità, appropriatezza prescrittiva prestazioni assistenza ambulatoriale) l’assetto clinico-organizzativo del presidio ospedaliero Sant’Anna dovrà pertanto allineare il proprio profilo di offerta”. Questo il punto di partenza indicato da Fabio Banfi, direttore generale dell’Asst Lariana, su questi primi sei mesi di lavoro.

Convenzione con la Cardiochirurgia di Varese

“Lungo questa traiettoria – aggiunge – si colloca la convenzione stipulata con l’unità operativa di Cardiochirurgia, a direzione universitaria, di Varese e i sempre più stretti rapporti di collaborazione con l’Università degli Studi dell’Insubria”. (Sul tema segue nota di approfondimento, ndr)

Configurazione dell’ospedale Sant’Anna

“Da tempo, del resto – sottolinea il dg – il network ospedaliero dell’Asst Lariana, e in particolare il Sant’Anna, ha abbandonato una configurazione di natura generalista e nel suo asset di accreditamento vanta alte specialità (Neurochirurgia, Maxillo-Facciale), linee di attività di elevato contenuto specialistico in grado di esprimere volumi e casistica di oggettivo impatto in ambito chirurgico (Chirurgia Vascolare e Toracica), un comparto clinico, medico e chirurgico, un parco tecnologico di elevata qualità e complessità, linee di produzione del settore radiodiagnostico e cardiovascolare (Radiologia Interventistica, Emodinamica ed Elettrofisiologia)”.

Nuovo Piano Organizzativo

“Abbiamo già iniziato a lavorare al prossimo Piano Organizzativo, che dovrà poi essere sottoposto e approvato dalla Regione – prosegue Banfi – e possiamo anticipare che puntiamo a qualificare ulteriormente alcuni settori (Neuroscienze, Materno-Infantile, Chirurgia Oncologica) che già nel corso di questi mesi hanno espresso potenzialità di sviluppo”.

Punta a crescere anche l’offerta rivolta ai pazienti dializzati che verrà incrementata al Sant’Anna con 12 nuovi posti letto, operazione che si concluderà entro il 2020.

I presidi di Cantù-Mariano Comense e Menaggio

Nel network dell’Asst Lariana i presidi di Cantù-Mariano Comense e Menaggio “rappresentano peculiari realtà territoriali di eccezionale importanza per la dimensione di coesione sociale e territoriale che esprimono in virtù del bacino di utenza intercettato e della domanda sanitaria soddisfatta”. In particolare “L’ospedale di Cantù – aggiunge Banfi – vedrà, nel corso dei prossimi mesi, continuamente perfezionate le proprie dotazioni tecnologiche e impiantistiche. Il complesso di Mariano ha definito puntualmente la sua mission di struttura polivalente nel settore delle degenze di comunità, riabilitative, della specialistica ambulatoriale e dei servizi sociosanitari e sociali. Il presidio di Menaggio – dove ribadiamo che non è prevista alcuna chiusura di servizi – è caratterizzato attualmente da un processo di consolidamento di strutture operative e dotazioni e da ottobre affronterà una fase di sviluppo delle proprie potenzialità”.

Il Presst di via Napoleona

Per quanto riguarda il presidio polispecialistico di Como, in via Napoleona, “dopo il trasferimento della Medicina Sportiva dall’Ats all’Asst Lariana – ricorda il dg – verrà classificato come PRESST (Presidio socio-sanitario territoriale) grazie alla pluralità e al livello di integrazione dei servizi alla persona presenti (clinici, specialistici ambulatoriali, dedicati alla presa in carico di pazienti cronici, socio-sanitari, medico-legali, consultoriali, amministrativi…)”. Sono un discorso a parte la “Cittadella della Salute”, così come l’area del San Martino, visto che Asst Lariana è solo uno degli attori in campo.

I poliambulatori territoriali

Per quanto riguarda, infine, i numerosi poliambulatori ubicati in condizioni di prossimità dell’utenza in ambito territoriale (da Ponte Lambro a Centro Valle Intelvi, da Olgiate Comasco a Porlezza, da Tavernerio a Maslianico, solo per citarne alcuni), “concorrono a realizzare l’obiettivo strategico del sistema sociosanitario regionale rappresentato da una profonda e preziosa integrazione tra rete ospedaliera e territorio”.

Produzione in aumento di un milione e 500mila euro

“Tutti questi fattori e il qualificato apporto e la professionalità dei nostri collaboratori, posizionati a qualsiasi livello gerarchico della nostra organizzazione – conclude Banfi –  hanno fatto sì che in questi primi sei mesi la produzione dell’Asst Lariana sia superiore di un milione e 500mila euro rispetto all’anno precedente”.

La convenzione con la Cardiochirurgia di Varese rappresenta il punto di partenza per il rilancio e l’ulteriore sviluppo dell’area cardiologica del Sant’Anna

“Con questa convenzione sono state poste le basi per il rilancio e l’ulteriore sviluppo dell’attività del settore cardiologico”. Così il direttore generale dell’Asst Lariana Fabio Banfi ha illustrato il senso dell’accordo che è stato stipulato per l’ambito cardiochirurgico. Gli attori in campo sono la Cardiochirurgia a direzione universitaria, diretta dal professor Cesare Beghi, presso l’ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese, la Scuola di specializzazione in malattie dell’apparato cardiovascolare dell’Insubria, diretta dal professor Roberto De Ponti, la Cardiologia e l’Emodinamica del Sant’Anna, dirette rispettivamente dal dottor Carlo Campana e dal dottor Mario Galli. Il fronte istituzionale è rappresentato appunto da Asst Lariana, Asst Sette Laghi e dall’Università dell’Insubria, oggi rappresentata da Giulio Carcano, presidente della Scuola di Medicina dell’Insubria. “La volontà corale – sottolinea Banfi – è lavorare ad una forte integrazione tra ospedale ed ambito universitario, su specifici settori clinici”.

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