sanità

Calzine, coperta e cappellino di lana: il kit di 118 e Asst Lariana per salvare i bimbi nati fuori dagli ospedali

Nelle province di Como, Lecco e Varese, nel 2019, il servizio di emergenza-urgenza del soccorso sanitario è intervenuto 36 volte per parti che si sono verificati al di fuori dell’ospedale.

Un fenomeno questo che coinvolge sia mamme che partoriscono per la prima volta che mamme che hanno già partorito, sia italiane che straniere, sia giunte al termine che in anticipo rispetto alla previsione del parto, che abitano nelle vicinanze o lontano da un presidio ospedaliero.

Tra i potenziali rischi di complicazione che si possono verificare con maggior frequenza nel parto extra-ospedaliero, figura l’ipotermia, ossia il calo della temperatura corporea che se inferiore ai 36° nei neonati e soprattutto nei neonati prematuri, può comportare un aumento dei rischi di gravi complicanze per la salute.

Da queste premesse nasce il progetto “Una calda accoglienza”, promosso dall’Aat 118 e dalla Patologia Neonatale-Tin dell’Asst Lariana e che vede il coinvolgimento anche delle Patologie Neonatali-Tin dell’Asst di Lecco e dell’Asst Sette Laghi, di Areu e di Soreu. I mezzi di soccorso che operano nell’ambito territoriale della Soreu dei Laghi (Como, Lecco e Varese) saranno dotati di kit, tutti di lana, composti da un cappellino, una coperta e un paio di calzine.

 

A realizzare i corredi saranno le volontarie dell’associazione Cuore di maglia che nel frattempo ne hanno già preparati 60. Le prime donazioni per l’acquisto della lana sono arrivate dal Lions Club Lombardia Triangolo Lariano, presieduto da Maria Elisabetta Raggi, ed ulteriori fondi potranno essere versati direttamente sul conto corrente dell’associazione Cuore di Maglia (Iban IT88H0521610499000003339422).

“Questo progetto – spiegano i referenti Alessandro Picone, infermiere dell’Aat 118 di Como e Stefania Vezzali, infermiera della Patologia Neonatale-Tin dell’Asst Lariana – ci offrirà l’occasione di sensibilizzare gli operatori del soccorso, soccorritori e personale sanitario, sui rischi connessi alla riduzione della temperatura corporea dei neonati alla nascita e sulle sue conseguenze. Verranno poi raccolti tutti i dati dei piccoli nati sul territorio e confrontati con le medie rilevate per i neonati partoriti in ospedale. L’obiettivo è capire se il mantenimento di una temperatura ideale dei bambini nati in ambito extra-ospedaliero possa rivelarsi funzionale nella riduzione di eventuali complicanze patologiche”.

“Il controllo della temperatura corporea dei neonati è un’esigenza ancora oggi segnalata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità anche all’interno degli ospedali, quindi figuriamoci per un bimbo che nasce all’esterno – osserva Mario Barbarini, primario della Patologia Neonatale-Tin dell’Asst Lariana – Occorre sapere che la testa da sola rappresenta un terzo della superficie corporea di un neonato e la sua copertura è pertanto fondamentale per il mantenimento di una temperatura ottimale”.

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