Cultura e Spettacolo

De Sfroos ai fan: “Noi siamo la Curiera, il batel del Diavul del Coronavirus. Stiamo a casa”

In piena emergenza Coronavirus, sono tanti i Vip che sui Social hanno lanciato videomessaggi con l’invito a rispettare i provvedimenti presi dagli ultimi decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Sala Comacina il cantautore laghée Davide Van de Sfroos

Anche l’amatissimo artista del Lago di Como Davide Van De Sfroos, nella giornata di oggi, ha postato sulla propria pagina Facebook un video dove chiede di ridurre le uscite, evitare le festicciole, ma soprattutto obbedire a consigli e raccomandazioni emanati dal Governo in questi ultimi giorni.

“Stavolta c’è di mezzo l’uomo, la nostra regione e il nostro pianeta – così De Sfroos nel video lanciato sui social – abbiamo una gran voglia di muoverci, di andare e di riconquistare quella libertà che non ci rendevamo conto di avere”.

Sala Comacina il cantautore laghée Davide Van de Sfroos il 28 marzo 2009

Un messaggio che si rivolge ai fan e non solo, dove il cantante comasco esprime il suo rammarico per la situazione di stallo, ma invita tutti a rispettare le regole.

“Io sono parte di quella categoria che, come tante, è ferma – continua il cantante laghée – non si canta, non si suona, non si recita, non ci sono teatri, non ci sono riunioni, non ci sono spettacoli”.

Sala Comacina Sergio Bordoli il “Cimino” e il cantautore laghée Davide Van de Sfroos

E poi, con parole che chiaramente ricordano le sue più famose canzoni come “La curiera” e “El diavul”, rivolge il suo personale appello ai cittadini.

“C’è qualcuno che ha più voglia di noi di andare e diffondersi, il virus – prosegue van De Sfroos – ha bisogno di un treno, di una Curiera, di un Batel del Diavul, di un aereo. Noi siamo il suo veicolo. Più noi ci spostiamo, più lui si diffonde. Rimanendo a casa non per una vacanza ma per un’emergenza, si possono fare tante cose. Rivalutare pensieri, idee, si può approfittare del tempo per fare un po’ il punto della situazione nel nostro profondo. Probabilmente riusciremo a riprendere la nostra Curiera, per andare a scuola, per andare al lavoro, per incontrarci, per stare insieme agli altri, per tornare a cantare e a suonare e a festeggiare. Lui deve perdere, non noi.”

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