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Lasagne, calamari, una canottiera di lana. Trasformate il Natale dei nonni con un dono

Un piatto di lasagne per nonna Annunziata, per ricordarsi di quando le si cucinava per i nipoti la domenica, o per far ricordare a Franco il sapore di quelle che gli cucinava sua moglie.

Oppure i calamari fritti per Ines, che a 85 anni è pronta a concedersi uno strappo alla regola perché si sa, dopo un po’ la pastina della casa di riposo viene a noia.

O una canottiera di lana, perché chi la portava a Caterina, 98 anni, ora non c’è più e nessuno da un po’ le fa più questo regalo e lei è freddolosa.

Lucia sogna polenta e coniglio, Enrico la pallanuoto, Elisa un po’ di trucco. Fate un regalo ai nonni per Natale 

E poi c’è chi, come Giulia che a 79 anni, dopo una vita passata a insegnare al liceo classico vorrebbe tornare in cattedra o chi vuole esaudire un desiderio che porta nel cuore da tutta la vita come Antonietta che, a quasi 90 anni, desidera finalmente ricevere un anello con un brillantino “perché non ho mai avuto un fidanzato che me lo regalasse” o come Maurizio che sogna il trenino elettrico che desiderava fin da bambino e non ha mai ricevuto.

Non è mai troppo tardi per credere che i desideri possano avverarsi e non è mai troppo tardi per scrivere una lettera a Babbo Natale, ancora meglio, ai Nipoti di Babbo Natale.

Nonna Pina, i nipoti di Babbo Natale e quel dono che apre il cuore: Arlecchino a Teatro 

Dopo lo straordinario successo dell’anno scorso (800 desideri messi in rete da 43 strutture e esauditi a tempo di record), torna infatti anche quest’anno l’iniziativa dell’associazione Un Sorriso in più Onlus sostenuta dalla Fondazione Provinciale per la Comunità Comasca, i Nipoti di Babbo Natale.

E da stamattina, sul sito nipotidibabbonatale.it è possibile fare felice una persona ricoverata in una casa di riposo con un piccolissimo gesto, scegliendo tra una delle tante “letterine” pubblicate. Qualcosa che spezzi la routine quotidiana fatta sempre delle stesse persone e delle stesse cose, qualcosa che porti tra quelle quattro mura, per quanto amorevoli e accudenti, un po’ di quella vita che si è lasciata là fuori, almeno per un giorno.

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