Sport

Quando lo sport non è cosa da maschi: Katia, prima regina del Coni

E’ in distribuzione da stamani il nuovo numero di ComoZero settimanale (ecco dove potete trovarlo). Intanto riproponiamo l’ampia intervista a Katia Arrighi, signora dello sport a Como.

A Como lo sport ha il sorriso luminoso di Katia Arrighi, da marzo 2017 prima donna a ricoprire la carica di delegato Coni nella provincia lariana. Una delle pochissime in questo ruolo in tutta Italia. Una presenza femminile che Katia ha voluto raddoppiare lo scorso agosto quando ha nominato coordinatore tecnico del Coni di Como Elena Marzorati, già responsabile provinciale Fijlkam, federazione che unisce diverse arti marziali. “E’ il mio braccio armato” scherza Katia. “Cerco di organizzare tecnicamente, appunto, i progetti e le idee”, fa eco Elena.

Come siete state accolte in un mondo tradizionalmente maschile? “Non mi aspettavo di dover lottare così, però ho sempre amato lo sport e continuerò questa esperienza fino a fine mandato”, sottolinea Katia. “Io invece me lo aspettavo – aggiunge la respondabile tecnica – soprattutto visto che il mio ruolo è sempre stato occupato da uomini. Normali resistenze ma stiamo comunque portando avanti tanti bei progetti sia del Coni nazionale sia di stampo comasco. Penso a “Sport e integrazione” con le donne che hanno subito violenza, “Sport e sicurezza” con Polizia di Stato e locale e “Sport ed educazione civica” con i ragazzi delle scuole di Sagnino, Monte Olimpino e Ponte Chiasso».

Entrambe mogli, madri ma soprattutto grandissime appassionate di sport. “Da ragazzina ho praticato ginnastica artistica alla Polisportiva di Fino Mornasco di Arduino Francescucci – ricorda la delegata Coni – un amico scomparso troppo presto. Ho capito in fretta che non sarei diventata una campionessa (ride, Ndr) ma in me è rimasto l’amore per lo sport”. Nella vita quindi ha fatto altro, è consulente del lavoro ma mette anima e corpo nella promozione dello sport in provincia di Como. E’ proprio questo lo scopo del Coni sul territorio, ente che molti vedono come un’entità completamente astratta e di cui non capiscono gli obiettivi.

“Il Coni è l’unico ente certificatore sportivo italiano, ha dovuto subire profonde modifiche negli anni – evidenzia Katia – e soprattutto spoliazioni economiche. Sono veramente felice che nell’ultimo periodo molte associazioni sportive si sono avvicinate e interfacciate con noi”. Delle 26mila associazioni sportive dilettantistiche presenti in Lombardia, 1.600 sono in provincia di Como e di queste 230 nel capoluogo. “Un dato in linea con le altre province con le nostre stesse dimensioni”, sottolinea il delegato. Che sport praticano i comaschi? Tra le federazioni con più associazioni affiliate la Figc (calcio), la Fipav (pallavolo) e la Fci (ciclismo).

La situazione dello sport comasco qual è? “Vedo davvero tantissima voglia di fare tra le associazioni ma senza dubbio c’è un problema di primaria importanza: l’impiantistica. Il Coni purtroppo sulle strutture non ha potere perché o sono pubbliche o private. Oggi si pagano almeno 25 anni di malagestione del bene pubblico – chiude Katia – ma sono tanti i sindaci che si danno da fare e che cercano di sfruttare opportunità come il bando “Sport e periferie” per ottenere fondi dallo Stato e sistemare le strutture”.

  1. Beh, meglio fare case per chi ne ha bisogno che palazzetti per divertirsi…

  2. Panathlon Como

    Per dovere di precisione vista l’inesattezza della giornalista e della delegata provinciale, la nostra Past President ed attuale consigliera Prof. Renata Soliani aveva già ricoperto negli anni passati il ruolo di responsabile tecnico del CONI.

  3. hakluyt

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