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A Lora, l’ora di Londra: la scuola di Como dove si diventa eccellenti inglesi. Senza tragedie

L’inglese, che tragedia. Quanti arrivati al termine del percorso scolastico e avendo studiato la lingua fin dalle elementari non hanno ottenuto i risultati sperati e si sono fermati a “The cat is on the table”?.

Forse, non sarebbe accaduto se aveste frequentato l’Istituto Comprensivo Como Lora Lipomo, un’eccellenza lombarda dell’insegnamento bilingue grazie al progetto IBI/BEI cui Lora partecipa insieme a sole sei altre scuole della Regione.

“Ormai si tratta di una vera e propria peculiarità del nostro istituto – spiega la dirigente scolastica Michela Ratti, alla guida del comprensivo dal 2014 – Dal 2010 infatti nelle classi della scuola dell’infanzia c’è un insegnante madre lingua inglese in co-docenza. Inoltre i bimbi di 5 anni vengono aiutati con un percorso propedeutico a inserirsi alla primaria”.

Alle elementari infatti, oltre alle canoniche ore di studio dell’inglese, insegnanti formati appositamente fanno lezione di arte, geografia e scienze in lingua. Lo stesso accade dal 2015 con il progetto Excellence nelle classi delle secondarie.

Daniela De Fazio e la scuola-mondo di Rebbio, dove il grembiule è un dono per chi ha meno

“Gli insegnanti che partecipano ai progetti di lingua hanno dato all’inizio del percorso la loro disponibilità – aggiunge la dirigente scolastica – Quindi hanno seguito dei corsi per raggiungere un livello di lingua adeguato e un metodo apposito per insegnare in inglese le altre materie. Sono 32 i docenti che partecipano e ancora oggi fanno formazione continua”.

Per dare qualche altro numero sono 850 i bambini e ragazzi che godono del progetto divisi in 7 sezioni dell’infanzia, 21 della primaria e 14 della secondaria. Bambini per lo più del territorio di appartenenza ma un buon 25% circa arriva da fuori, proprio attirati da questa importante possibilità.

“Il nostro obiettivo fin dall’inizio era di dare un’offerta formativa di qualità a livello statale – spiega Michela Ratti – non ci sono infatti costi aggiuntivi per i progetti strutturali che vengono portati avanti nell’orario scolastico tradizionale. Chiediamo solo un contributo alla scuola dell’infanzia per le lezioni con l’insegnante madrelingua”.


Ciò che più sorprende resta comunque la risposta dei bambini e dei ragazzi. “Fin dall’inizio l’approccio degli insegnanti è ludico e la risposta degli alunni è positiva e naturale – racconta la dirigente scolastica – in terza media gli studenti hanno la possibilità di affrontare l’esame in inglese e i nostri ragazzi lo affrontano parlando con naturalezza, non in modo scolastico o meccanico. La mission di questo tipo di insegnamento è infatti prima di tutto la comprensione orale, in modo tale che per loro i suoni della lingua inglese siano normali”.

Extracurricolare è invece la possibilità per gli alunni di prepararsi e sostenere gli esami per le certificazioni Cambridge di lingua inglese. “Il Ministero in terza media richiede al massimo un livello A2 mentre alcuni nostri ragazzi riescono ad arrivare fino al B2” ha concluso Michela Ratti.

L’articolo che avete appena letto è stato pubblicato su ComoZero settimanale, in distribuzione ogni venerdì e sabato in tutta la città: qui la mappa dei totem.

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