Attualità

Cimiteri comunali: nel dossier riservato di fine 2013, la vergogna che viene da lontano

Nessuno o quasi può dirsi innocente per la trascuratezza generale dei cimiteri cittadini, a quanto pare.

Tanto è vero che un dossier riemerso dagli archivi comunali e datato dicembre 2013 mostra come molte delle situazioni di degrado o incuria emerse in maniera devastante lo scorso mese di agosto (un culmine comunque insuperato) avessero messo radici, anche tecnicamente, molti anni prima. Dove per molti anni prima si può comodamente intendere anche prima dello stesso 2013, quando la giunta Lucini era succeduta all’esecutivo Bruni bis da 18 mesi.

Il dossier in questione, redatto dagli uffici comunali con materiale raccolto dalla primavera del 2013 fino alla fine dello stesso anno, si intitola “Ricognizione sullo stato di fatto e sulle condizioni di manutenzione dei cimiteri cittadini”.

Alcuni dettagli sembrano voler stabilire un filo nero che collega l’estate appena trascorsa al passato delle strutture.

Ad esempio questo passaggio sul numero dei dipendenti in forza al settore: “Il personale operativo pienamente idoneo allo svolgimento delle mansioni, senza alcuna limitazione di tipo funzionale, è di 8 persone di cui 2 a tempo determinato. Ne consegue una condizione complessiva di inadeguatezza degli standard di pulizia e mantenimento del decoro, rilevabile all’interno di tutte le strutture”.

Problema antico, dunque, quello del personale. A cui evidentemente nessuno negli anni ha saputo mettere mano efficacemente. Lo si deduce anche da quest’altro inciso del dossier 2013: “La fisiologica diminuzione del personale in servizio e il mancato turnover, uniti alle problematiche connesse alla particolare natura delle mansioni previste, hanno reso nel tempo sempre più difficoltoso assicurare anche i servizi minimi necessari”. E quest’estate, viene da aggiungere, lo si è visto in maniera insuperabile dopo 5 anni di mancate misure strutturali.

Altro passaggio feroce messo nero su bianco nel dicembre 2013: “Si può affermare che anche dal punto di vista della manutenzione strutturale lo stato complessivo dei cimiteri cittadini è rivelatore di molteplici situazioni di criticità, che in alcuni casi arrivano al degrado”. La situazione del forno crematorio del Monumentale, addirittura completamente fermo dal 4 giugno 2016, è probabilmente l’emblema della situazione che viene da lontano.

Il documento, poi, si addentra ad analizzare le situazioni specifiche dei singoli camposanti. E già 5 anni fa, sfogliando le pagine, ad esempio si parla del cimitero di Civiglio come di un luogo che presenta “situazioni potenzialmente rischiose dal punto di vista della sicurezza per i visitatori” e che “per la limitatezza degli spazi di manovra è assolutamente poco funzionale per gli operatori cimiteriali”, oltre a un lungo elenco di crepe nei muri, cornicioni degradati, infiltrazioni d’acqua.

Per il vecchio cimitero di Camnago, si loda l’impegno dei volontari che già all’epoca si presero cura della struttura con numerosi interventi di manutenzione, ma sul piano strutturale si afferma che “la restante parte del cimitero appare particolarmente degradata”, con un lungo elenco di problemi.

Nel cosiddetto “nuovo” cimitero sempre di Camnago si lamenta invece “la presenza di barriere architettoniche all’ingresso” per la presenza di numerose scale “che richiedono anche interventi di ripristino”.

Questi sono solo alcuni micro-esempi, ma problemi simili (quando non proprio in fotocopia) vengono poi elencati per quasi tutti i 9 cimiteri cittadini. Ma per tornare al collegamento con la più stretta attualità, interessanti sono le pagine dedicate al Monumentale e alla struttura di Camerlata, finite nell’occhio del ciclone nelle scorse settimane.

A Camerlata la cosa più impressionante sono le foto relative alla primavera 2013: tombe e vialetti affogavano nell’erbaccia alta o altissima anche 5 anni fa, esattamente come nell’agosto scorso.

Una vergogna che pare ormai inscritta nella tradizione, quindi.

Simbolico poi uno scatto: la stessa, identica transenna bianca e rossa è collocata da un lustro davanti a una delle due scale che conduce alla disastrata cappella del cimitero. Un monumento all’eternità burocratica.

Addirittura, persino il problema delle macerie accatastate al fondo del cimitero di Camerlata – quelle che hanno spinto i consiglieri Alessandro Rapinese e Paolo Martinelli a chiedere ripetutamente interventi nelle scorse settimane – erano già identico a oggi. E irrisolto come oggi.

Infine, per quanto riguarda il Monumentale, basti l’incipit 2013 del paragrafo specifico: “All’interno del principale cimitero cittadino si riscontrano le situazioni più gravi dal punto di vista strutturale”. Serve aggiungere altro, alla luce di un forno crematorio spento da 2 anni e mezzo?

  1. ettore.tocci@alice.it

    Pronto …pronto !!!
    c’e’ qualcuno della vecchia giunta che ha da dire qualcosa ????
    Reember o non ricordo !!!!!!
    o i soliti ipocriti

  2. G.

    Ottima indagine giornalistica.
    Il culto e la pietà per i morti sono una delle tradizioni piu’ ancestrali che hanno segnato la cultura latina e italica dagli etruschi e dai romani fino ai poemi di Foscolo, percorrendo l’intera era cristiana.
    Lasciando da parte per un attimo le responsabilità delle singole amministrazioni, questa incuria e indifferenza generale è segno che qualcosa si è spezzato nella nostra civiltà.

  3. Gigi

    Ovviamente nessuno ha colpe, suppongo.

  4. comasca di como

    Si potrebbe chiedere all’ assessore in forza nel 2013. Sempre che risponda!!!! Forse il cimitero del suo paese è più in ordine……

  5. ol Tivan - il vento del lago di Como

    le colpe pesantissime di tutti gli Assessori del passato non giustificano certo l’incapacità dell’attuale. e non mi si dica che non ne sapeva nulla perchè le competenze gli sono state passate pochi giorni prima. da Cittadino che si informa la cosa era nota da anni. poi, sarebbe buona norma, e indice di serietà, prima di accettare un incarico verificare se esistono problemi pregressi in modo da vedere sin da subito di porvi rimedio. ma se se le deleghe servono solo a far bella figura sul biglietto da visita ma soprattutto se del nuovo incarico non ne sai nulla, bhe meglio tornare a scaldare la scrivania dell’ente pubblico senza più funzioni,

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