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Confesercenti a muso duro: “Mercato di Forte dei Marmi, pronti alle azioni legali contro i Comuni”

E’ una battaglia senza tregua quella che Confesercenti conduce da anni contro il Mercato di Forte dei Marmi. Con il sodalizio si è schierato tempo fa anche il sindaco di Olgiate Comasco, Simone Moretti (qui).

“Questa volta non siamo intervenuti prima contro il Mercato di Forte dei Marmi a Fino Mornasco solo perché abbiamo capito che nonostante gli incontri e i solleciti anche a mezzo stampa questa amministrazione rimane sorda alle nostre legittime richieste”, spiega il presidente dell’Associazione, Claudio Casartelli.

“Quindi servirà un’azione a un livello più alto: abbiamo attivato una raccolta fondi che ci consentirà di muoverci a livello legale verso l’amministrazione di Fino e verso tutte quelle amministrazioni che continueranno a portare avanti questo tipo di iniziative”. Insomma un’azione durissima, alzo zero

“Nello specifico – rincara Casartelli – l’esigenza di chiudere il centro di Fino Mornasco al traffico e di far vivere una giornata di festa per le vie del paese ai residenti di Fino e dei Comuni limitrofi ci trova pienamente d’accordo. Non si capisce però perché il sindaco continui ad occupare la via con un mercato che utilizza il brand di Forte dei Marmi, quando questi 5/6 consorzi di ambulanti che si richiamano al Forte sono stati tutti disconosciuti e dichiarati non appartenenti al mercato versiliano. Tutti i Comuni inoltre devono seguire le disposizioni della legge regionale che disciplina i mercati e l’attività di esercizio di vendita in forma ambulante”.

“Il Comune di Fino Mornasco – è la conclusione – se vuole organizzare altre giornate di festa e di chiusura al traffico della strada principale di percorrenza, lo faccia garantendo ai suoi residenti una differente offerta di intrattenimento culturale e sociale nel rispetto delle leggi sul commercio, ponendo al centro dell’azione soprattutto la valorizzazione delle attività commerciali insediate sul suo territorio”.

  1. Carlo

    Il “libero” mercato è sempre meno libero per gli altri che per sé stessi! Non comprendo per quale motivo la Confesercenti non agisca cercando di stimolare la competivita’ dei propri aderenti invece di porre barriere commerciali. Fa bene l’Amministrazione di Fino Mornasco a non farsi condizionare e a fornire ai propri cittadini alternative commerciali.

  2. Luisa Corti

    Beh, visto che quel mercato attira parecchio e quelli nostrani no, si capisce l’accanimento della categoria…

  3. fil

    una Confesercenti ogni giorno si sveglia e sa, che per mostrarsi ancora viva, dovrà dire una castroneria per finire su ComoZero.

  4. helmet

    Ogni giorno un Fil si sveglia troppo presto e invece che dormire e riposarsi, dice la sua stronzata senza senso.

  5. claudio casartelli

    be Confesercenti agisce cosi per la tutela del commercio ambulante e di riflesso per la tutela dei consumatori, questi ambulanti che si fanno chiamare Del Forte ( sono 7 consorzi che si fanno chiamare cosi) sono semplici ambulanti che nulla hanno a che fare con il mercato del Forte ( un consorzio è composto da ambulanti di Milano) vendono la stessa merce che si puo trovare sulle nostre bancarelle, molti hanno gli stessi fornitori, quindi identica qualità magari marchiata diversamente, spesso a un prezzo di gran lunga superiore, quindi parliamo di violazione dei regolamenti sul commercio ambulante e concorrenza sleale. Di fatto sono rimasti solo pochi comuni ad ospitarli.

    • Carlo

      La tutela dei consumatori è “mission” di altre Associazioni che non hanno nulla a che fare con la Confesercenti di Como che è un’Organizzazione Imprenditoriale di Categoria.
      La libertà di acquistare cosa si vuole, da chi si vuole, al prezzo che si vuole e dove si vuole è un diritto almeno equivalente a quello di chi svolge una libera iniziativa economica.

  6. claudio casartelli

    Sig. Carlo Assolutamente di nostra competenza quando qualcuno utlizzando un brend in maniera equivoca ti propone prodotti che nulla hanno a che vedere con quanto decantato, creando inganno verso il consumatore e creando sensibili danni al commercio locale.. si si ci compete 🙂

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