Attualità

Funicolare tabù, lettera accorata da Brunate: “Appello a Striscia e Iene. Tpl? Dà del lungo”

Le questioni sul piatto sono moltissime, decisamente pesanti e denunciate da anni.

I pendolari infilati nelle stesse code dei turisti con inevitabili ritardi per chi va al lavoro o rientra a casa, il caldo estivo con i vagoni sovraffollati, senza finestrini e con l’aria condizionata che non fa in tempo a rinfrescare l’ambiente, stazioni sottodimensionati rispetto agli afflussi.

E’ solo una minima (ma minima davvero) parte del lunghissimo elenco degli enormi disagi raccontati dai cittadini di Brunate, moltissimi pendolari per cui la funicolare è un mezzo di trasporto e non un’occasione (oggettivamente meravigliosa) turistica o per una scampagnata domenicale.

Nulla di nuovo sotto il sole si dirà, vero. Vero anche che nessuna delle questioni  – sotto, consigliamo di leggere il precisissimo documento diffuso da una residente di Brunate – puntualmente elencate pare abbia trovato soluzione.

Così in queste ore la residente, via Social, ha diffuso la stessa lettera inviata tempo fa a tutti i media locali spiegando come, di fronte a quelle che parrebbero le mancate risposte-azioni dell’ente proprietario (Cpt che ha appaltato il servizio a Atm), l’appello sia stato girato a Striscia la Notizia e a Le Iene.

Insomma dalla piccola parrocchia ora ci si rivolge direttamente ai piani alti dell’informazione.

Scelta che in genere, lo dice la storia, sembra pagare e portare risposte immediate. Sperando che le grandi redazioni diano ascolto. Ecco:

Buonasera a tutti, ho aspetto fino ad ora con la speranza che qualcosa si muovesse. Ho chiesto informazioni ma non mi è stato risposto. Allora oggi ho scritto a “Striscia la notizia” e al “Le Iene” il testo qui sotto riportato. Vi terrò informati

SEGNALAZIONE – FUNICOLARE BRUNATE/COMO
Buongiorno,
mi appello a Voi perché abbiamo bisogno di un aiuto per risolvere una situazione che oramai per gli abitanti di Brunate (paese che si trova su una collina che domina Como) è diventata “un problema”.

Il nostro paese è collegato alla città da una funicolare; in realtà vi è anche una strada ma priva di servizi autobus e le cui dimensioni non sopporterebbero un traffico di pendolari.

Per anni si è viaggiato in tranquillità – la funicolare fu inaugurata a fine ‘800 e le sue dimensioni (al di là dell’ovvio cambio di vetture) di fatto sono rimaste invariate – poi con l’esplosione del turismo, che per carità nessuno critica, tutto è cambiato.

Per molti di noi prendere la funicolare è diventato un “tabù”. Le file di chi scende o sale (soprattutto turisti) sono divenute “chilometriche”.
Recarsi al lavoro o a scuola e rientrare poi alle nostre case è diventato, di fatto, assai difficoltoso.

C’è chi non riesce più a rientrare nella pausa pranzo o chi deve attendere anche più di un’ora per poter tornare a casa dopo una giornata di lavoro o studio.
Le settimane scorse ci si è, quindi, determinati a preparare una lettera / petizione che ha raccolto, in soli 15 giorni, 491 firme e che ho inviato alla proprietà e a chi gestisce il servizio, oltre che ai sindaci, di Brunate e di Como, ed ai quotidiani e TV locali e di cui allego copia.

A seguito di ciò il quotidiano “La Provincia” ha pubblicato ben due articoli – che allego – con altresì la presa di posizione di CPT, proprietaria della funicolare.

Per inciso copia della lettera è stata trasmessa anche a TPL. Nei giorni successivi la situazione sembrava essersi sbloccata – o almeno si sperava che si potesse trovare una “modus vivendi” che assecondasse i diritti di tutti – tanto che sono stata contattata dal Sindaco di Brunate il quale, nel corso di un appuntamento presso il suo ufficio, ha manifestato la volontà e l’intenzione dell’amministrazione di cercare una soluzione che potesse aiutare gli abitanti del paese.

Tra l’altro, pare che del problema si fosse già parlato con TPL nel giugno 2019 sottolineando:

° il caldo sahariano che attanaglia l’interno delle vetture nei mesi estivi con casi di passeggeri colti da malore. Su tale punto si precisa che le carrozze non sono fornite di finestrini e che l’aria condizionata non possa funzionare. In realtà vi è si una ventola per ogni scompartimento che però perde di potenza quando le vetture sono in movimento;

° Le stazioni, a monte ed a valle, sono sottodimensionate ad accogliere un numero così elevato di turisti – 3.000 al giorno ed anche più il sabato e la domenica – con ad esempio solo 2 bagni (uno per gli uomini ed uno per le donne) e file interminabili che escono addirittura dalle stazioni.

Alla richiesta di un varco ai tornelli che potesse favorire gli abbonati/residenti – per inciso non si cercano privilegi o sconti e basterebbe mettere un semplice cartello su due varchi (a monte e a valle) che già esistono; con una spesa di pochi euro – sarebbe stato risposto all’amministrazione di pazientare fino a fine settembre 2019 in quanto l’azienda era impegnata in un progetto molto importante “su gomma” relativo, pare, ad altre realtà.

Di fatto ad oggi credo che il sindaco non sia stato ancora convocato (pare per ulteriori urgenze in TPL) e settembre è già passato nonostante basterebbe deliberare l’apposizione di un cartello che, si ribadisce, avrebbe un costo di 5/10 euro e non comporterebbe mancati guadagni per alcuno (i turisti continuerebbero a salire e fare i biglietti con regolarità) nè sorgerebbero impropri privilegi se – anche nel caso non si voglia consentire l’accesso, con biglietto dell’ultimo momento – si consentisse un varco almeno agli abbonati (che possono essere anche non residenti).

Unica “toppa” da parte di chi gestisce il servizio a tutti i problemi è stato oscurare i vetri con una pellicola adesiva per ridurre – secondo chi l’ha fatto – il caldo. Si noti che la funicolare è costruita con grandi vetri per permettere di godere della splendida vista che si ha su Como mentre si sale verso Brunate e che fanno???? OSCURANO I VETRI limitando di conseguenza la visuale senza risolvere minimamente il problema – provare per credere -.
La situazione attuale più o meno è questa.

ATM, che gestisce l’impianto vetture, che si era aggiudicata l’ultimo bando pare non abbia interesse ad investire soldi essendo il bando scaduto – ma quanto costerebbe un semplice cartello su uno dei tre tornelli a valle e su uno dei tre a monte di cui uno, quello a valle, scarsamente utilizzato perché riservato alla carrozzine? – e, pertanto, si aspetta che venga presentato il nuovo bando.

CPT proprietaria della struttura afferma che non può far nulla e che tutto dipende, fino a nuovo bando, da ATL.

Per inciso, e senza nessuna vena polemica, il Presidente di CTP, geom. Daniele Peduzzi, è stato candidato sindaco alle ultime elezioni di Brunate e non aveva fatto mistero che si sarebbe interessato – in veste di amministratore – per trovare una soluzione alle giuste richieste del paese.

Tuttavia, una volta non eletto come sindaco e divenuto presidente della CPT si è accorto che “non si può fare nulla fino a settembre 2021 e che tutto è molto complicato”.

TPL, che secondo CPT potrebbe fare, non ha mai risposto alla richiesta di 491 cittadini. I dipendenti della funicolare, tra di essi ci sono anche residenti, cercano in ogni modo di alleviare il malcontento ma, ovviamente, non hanno poteri decisionali e per noi non possono fare nulla e che, a malincuore, “dobbiamo arrangiarci”.

In che modo?
Dovremmo passare davanti a tutti i turisti ed utilizzare – impropriamente – il tornello per le carrozzelle senza che vi sia una esplicita autorizzazione? In questo modo oltre che fare un qualche cosa di non opportuno si rischierebbe ogni volta di litigare con i turisti che – in assenza di un cartello autorizzativo – si sentirebbero presi in giro.

Scavalcare se troviamo il tornello bloccato? Sperare nel loro buon cuore del controllore chiedendo – a rischio del suo lavoro – di favorire il nostro passaggio?
Ovviamente NO.
NON SAREBBE GIUSTO VERSO DI NOI, VERSO I DIPENDENTI DELLA FUNICOLARE E PARADOSSALMENTE VERSO IL TURISTA.
E nel frattempo è praticamente un rimbalzarsi di responsabilità: CPT rimanda ad TPL (che secondo noi ci sta “dando del lungo”) e ATM, che con un bando scaduto di fatto gestisce struttura ed incassi, pare, ma si spera che non sia così, non essere più parte in causa.
Sono consapevole del fatto che l’Amministrazione Comunale deve mantenere un rapporto diplomatico con i vari Enti, ma noi come cittadini siamo esasperati e, quindi, abbiamo pensato di rivolgerci a chi solitamente sta dalla parte delle persone sperando che questo possa dare una mossa.
Confidiamo veramente che Voi ci possiate aiutare.
Cordiali saluti.

  1. Gigi

    Venezia ha avuto un problema simile col servizio vaporetti e ha risolto così facendo:
    – differenziazione delle tariffe tra utilizzatori assidui (residenti, pendolari, city user) e utilizzatori sporadici (turisti). I primi, dotati di un’apposita tessera – Venezia è unica CARD -, pagano il biglietto 1,50€ a fronte dei 7,50€ pagati dai secondi.
    – differenziazione delle code. Coloro che sono dotati della tessera hanno un’apposita fila prioritaria per facilitare il loro accesso ai mezzi.
    Così facendo il Comune di Venezia è riuscito a garantire un servizio di trasporto a basso costo e regolare ai suoi cittadini e a far ricadere la maggior parte del costo sui turisti o utilizzatori saltuari.
    Che si possa fare anche qui una cosa simile?

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