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La mamma dalla Lombardia all’Isis, ora il piccolo Alvin è libero. Fermi: “Ti aspetto qui”

Alvin Berisha, il bambino di 11 anni, trattenuto da tempo in un campo di prigionia in Siria dopo l’arruolamento della madre nelle fila dell’Isis, è libero. Residente a Barzago, in provincia di Lecco, è stato liberato dal campo profughi di Al Hol grazie a una task force e in queste ore sta per essere prelevato al confine tra Siria e Libano. Poi si imbarcherà sul volo che da Beirut lo porterà a Roma e quindi di nuovo a casa.  La mamma, diventata foreign fighter, sarebbe invece rimasta uccisa durante un bombardamento e dopo la sua morte il piccolo è finito nel campo che ospita migliaia di mogli di miliziani del Califfato con i loro bambini, nella parte nord-orientale della Siria.

“Alvin libero, una bella notizia che ha trovato finalmente ufficialità, dopo che nei giorni scorsi avevamo illuminato anche il Pirellone per sollecitare la sua liberazione – ha commentato il presidente del consiglio regionale, il comasco Alessandro Fermi – Ora saremo lieti di poterlo accogliere e abbracciare a Palazzo Pirelli insieme a suo padre e alle sorelle in uno dei prossimi giorni, magari in occasione di una delle prossime sedute consiliari”.

“Complimenti a tutti coloro che hanno lavorato attivamente per raggiungere questo risultato e in particolare alla Croce Rossa Italiana, il cui ruolo è stato determinante per riportarlo a casa – aggiunge Fermo – Apprendiamo che avrà bisogno di cure per le ferite riportate a un piede, che sono certo le strutture sanitarie lombarde sapranno garantire al meglio qualora necessario”.

“La notizia della liberazione del piccolo Alvin mi riempie di gioia in quanto si tratta della conclusione positiva che da genitore mi aspettavo. Vorrei ringraziare le forze dell’ordine italiane per avere dato un contributo essenziale all’operazione: oggi è un giorno felice che ci consente di guardare al futuro di Alvin ed dei suoi familiari con maggior serenità”, ha aggiunto Paola Romeo (Forza Italia), prima firmataria della mozione approvata in Consiglio regionale che chiedeva di mettere in campo ogni azione diplomatica da parte dei Governi interessati per consentire la liberazione di Alvin Berisha dal campo siriano di Al-Hol.

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