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L’Inps cerca casa. Se avete 5.300 metri quadri liberi (magari in centro) fatevi avanti

La Previdenza cerca residenza. Dopo 53 anni l’Inps di Como deve cambiare casa.

Una rivoluzione urbanistica e delle abitudini cittadine, quella decisa dall’Istituto. E’ di pochi giorni fa, il 2 dicembre, l’annuncio: “Indagine di mercato per ricerca di un immobile in Como da destinare a sede della direzione provinciale Inps”.

Situazione che non coinvolge solo il capoluogo lariano ma numerose città italiane (Pavia, Roma, Bergamo, Varese, tanto per citare) e che segue la Legge del 2001 sul “processo di privatizzazione e valorizzazione degli immobili di proprietà delle Pubbliche Amministrazioni”.

Di fatto l’edificio di via Pessina è già in mano al Fondo Immobili Pubblici. Insomma, l’Istituto paga un affitto e ora cerca nuova dimora, anzi una mega-magione viste le necessità dell’Ente. Le specifiche dell’Avviso sono sono molto precise: “L’edificio dovrà essere destinato a ospitare complessivamente circa n. 165 postazioni di lavoro. L’affollamento medio giornaliero nell’immobile è di circa 320 persone, compresa l’utenza.

La superficie complessivamente richiesta è pari a circa 5.300 metri quadri netti totali”, segue elenco di funzioni specifiche e necessità strutturali. Poi si legge ancora: “L’immobile dovrà essere già esistente e dovrà essere collocato nel territorio del Comune di Como, preferibilmente in posizione centrale, in un’area facilmente raggiungibile sia con i mezzi di trasporto pubblico che mediante traffico veicolare privato, ed essere possibilmente posto nelle vicinanze di aree di parcheggio”. Il documento privilegia inoltre “la distribuzione dei locali su un unico piano, preferibilmente terra”.

Disponibilità richiesta “Primo luglio 2021”, spiega la direttrice, Rosaria Cariello, in carica da marzo 2017. Stipula del contratto definitivo di affitto non oltre il 30 giugno 2022.

A quando risale la struttura di via Pessina?
L’inizio dell’edificazione risale al 1964. L’immobile è stato progettato a cura del Servizio Tecnico dell’Istituto.

Che dimensioni ha?
L’immobile ha una superficie lorda complessiva di circa 8.000 metri quadri, comprese le aree esterne.

Avete quantificato l’eventuale investimento?
L’investimento sarà valutato in relazione agli immobili proposti.

Un trasloco, se avvenisse, davvero imponente. State già ipotizzando la logistica?
I servizi logistici saranno pianificati e contrattualizzati a seguito dell’individuazione dell’immobile di destinazione.

A quanto è stato venduto l’edificio?
L’immobile è stato trasferito al Fondo Immobili Pubblici con Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze iil 23 dicembre 2004 insieme con un gruppo di fabbricati di proprietà dell’Istituto, 36 in tutto, ubicati in tutta Italia per un valore totale di € 511.896.600.

L’articolo che hai appena letto è stato pubblicato su ComoZero settimanale, in distribuzione ogni venerdì e sabato in tutta la città: qui la mappa dei totem.

  1. Chiedere uno spazio all’interno del comparto dell’ex Ospedale Sant’Anna? Area ben servita dai mezzi pubblici, con a fianco un autosilo sotto-utilizzato, occasione di vera rigenerazione urbana. Semplicemente perfetto

  2. Gieffe

    Sono un ex dipendente che è fortunatamente riuscito a “fuggire” grazie a quota 100. La notizia che l’Inps “cerca casa” mi lascia sgomento, perché noi dipendenti siamo stati vessati da anni di lavori di ristrutturazione che comportavano rumori insopportabili, polveri e emissioni nocive, continui cambi di postazione e grandi difficoltà di rapportarci tra noi e con gli utenti. Lavori svolti su un immobile non di proprietà e che, ora che i lavori sono al termine, l’Inps abbandona, mentre da quanto mi risulta è tuttora proprietario della vecchia sede di via Perti, che avrebbe dovuto vendere e che invece da anni è lasciata in uno stato di abbandono e di degrado. Bisognerebbe che qualcuno approfondisse questo enigma per il quale l’Inps possiede decine di immobili di proprietà e persino un museo di opere artistiche di pregio a Roma, che però non dismette preferendo pagare affitti altissimi e farsi carico di ristrutturazioni – mettendo in continua sofferenza i propri dipendenti e l’utenza – terminate le quali abbandona gli immobili. Se qualcuno è in grado di comprendere questa logica secondo me assolutamente perversa è pregato di spiegarla, perché per me tutto questo è davvero un mistero.

  3. Comino

    “Avete quantificato l’eventuale investimento?
    L’investimento sarà valutato in relazione agli immobili proposti.”: FORTUNELLI. io invece con i soldi miei la casa la cerco in base al budget…
    Comunque la soluzione c’è: l’autosilo val mulini. In settimana ci si posteggiano i dipendenti, nei weekend le (poche) automobili.

  4. L’ottimizzazione degli spazi non è il piatto forte per i gestori degli immobili pubblici. Se si pensa alla Caserma De Cristoforis, ai padiglioni vuoti dell’ex Ospedale psichiatrico, ai padiglioni dell’ex Ospedale Sant’Anna, agli ex edifici scolastici non utilizzati in città ci si chiede di cosa si sta parlando quando l’INPS cercav5300mq. Se poi si obietta che le manutenzioni non fatte hanno reso questi immobili dei ruderi inutilizzabili, ci si chiede a cosa serve lasciarli in questo stato e piuttosto abbatterli.
    La crisi in Italia non è solo economica ma è anche e soprattutto di idee. E a Como, purtroppo, è solo di idee.

  5. Stefano Legnani

    Tutto ciò è merito della finanza creativa di Tremonti: vendere l’immobile di proprietà per poi rimanervi in affitto pagando per 15 anni oltre 400.000 Euro all’anno. Non c’è che dire: un’idea veramente geniale. Fai cassa al momento, ma poi di indebiti per l futuro. Complimenti ai geni della finanza.

  6. Claudio Caporicci

    No, caro signor Legnani, l’INPS non “fece cassa”, perché i quattrini della vendita della sua sede di via Pessina furono incamerati dal ministero diretto dal geniale e creativo Tremonti. Con quella brillante operazione l’INPS perdette la sua proprietà e si vide attribuire l’obbligo di pagare un ingente canone per poter restare nella “sua casa”.

  7. Stefano Legnani

    In base al Decreto Legge Tremonti la cessione degli immobili sedi degli enti previdenziali alle società di cartolarizzazione è avvenuta a titolo oneroso con versamento del prezzo di cessione, peraltro inferiore al valore venale, agli stessi enti previdenziali. In ogni caso, indipendentemente dalla circostanza che il ricavato della vendita sia stato incassato dallo Stato o dagli enti previdenziali, resta l’assurdità di vendere un immobile di proprietà pubblica per poi continuarne l’utilizzo pagandone il canone.

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