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Lo sguardo degli dei: Fabio Polosa e quelle fotografie (comasche) scattate dal cielo

“Tanta bellezza non può essere frutto del caso; pensieri e meditazioni che non possono che sorgere spontanei ammirando la bellezza naturale del Lago di Como. Un luogo unico in Italia, il terzo lago per dimensioni, il più profondo e quello più dannatamente difficile da fotografare”.

Descrive così il suo Lago di Como visto dal cielo Fabio Polosa, fotografo piemontese specializzato in fotografia aerea che presenta proprio in questi giorni la sua dodicesima fatica dedicata, appunto, alle bellezze del nostro lago colte da un punto di vista inconsueto.

“Uno dei libri più complicati che ho realizzato – racconta – doveva uscire un anno fa ma non ero soddisfatto degli scatti e ho deciso di rifarne metà con nuovi punti di vista, per rendere il racconto più ampio e completo”.

Perché, come una vera diva, il lago di Como è capriccioso e non si concede al primo appuntamento ma richiede un lavoro minuzioso, pianificato fin nei minimi dettagli.

“Questo è un territorio difficile da fotografare, con punti inaspettatamente in ombra – spiega – lo abbiamo percorso su e giù per otto volte dall’alba al tramonto, in aereo e in elicottero, scattando anche fotografie d’alta quota, tra i 2500 e i 4000 metri, per raccontare anche il territorio circostante. Non volevamo che il libro diventasse la classica raccolta di foto di ville e paesi”.

E così, oltre agli imprescindibili must have, ecco le Grigne, i Corni, il Crocione, una centrale idroelettrica, i kitesurf a Lecco e il pilota di un motoscafo che manda l’elicottero a quel paese, il tutto in un libro bellissimo ma vivo: “La fotografia aerea è un racconto del territorio e del rapporto tra le persone e l’ambiente. Quello che fotografiamo è un’opera corale che noi proviamo a raccontare cogliendone anche il lato b, i cortili, quello che c’è dietro le facciate, la vita”.

Ma il lago di Como resta il lagopiùbellodelmondo anche visto dal cielo? “Dall’alto, il lago è bellissimo, assomiglia molto a un fiordo norvegese, è unico in Italia”. E, prima di attribuirci anche il titolo di fiordopiùbellodelmondo godiamoci il lago, e non solo, da questa meravigliosa prospettiva.

L’articolo che avete appena letto è stato pubblicato su ComoZero settimanale, in distribuzione ogni venerdì e sabato in tutta la città: qui la mappa dei totem.

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