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Nasce “Como città di confine”. Dalla Caritas 200mila euro per accoglienza migranti e senzatetto

La Caritas Italiana stanzierà 198mila euro a favore della Caritas Diocesana di Como per rafforzare i servizi alle gravi marginalità già attivi sul territorio a sostegno di senza fissa dimora e migranti, sotto l’egida del progetto “Como Città di Confine” per tutta la durata del 2019.
Il progetto è stato annunciato a vent’anni dalla morte di Don Renzo Beretta, parroco di Ponte Chiasso ucciso a coltellate nel 1999 da uno degli stranieri accolti nella parrocchia della frazione sul confine italo-svizzero.
“Don Renzo era un prete di frontiera, con il vangelo in mano. Con questo progetto vogliamo ricordare una persona cara – ha spiegato Don Fabio Fornera, Vicario Episcopale per la Pastorale – dalla sua morte fino ad oggi, Como ha visto la nascita di tante realtà che si propongono di lottare contro l’emarginazione sociale. Il lancio di “Como Città di Confine” è volto a rafforzare proprio queste realtà e ci ricorda che la nostra Chiesa cammina ancora.”
“Como Città di Confine parte casualmente nel Mese della Pace ma ha la chiara intenzione di dimostrare che vivere in pace non è solo sperare che essa si realizzi. Occorrono dei gesti concreti per favorire la civile convivenza” ha affermato Don Roberto Bernasconi, direttore della Caritas Diocesana.

Il progetto verrà finanziato attraverso il fondo CEI 8 per mille, andando a sommarsi ad un ulteriore contributo della Caritas di Como di 50mila euro.  Si tratta di una prova tangibile, per Bernasconi, che il denaro donato alla Chiesa Cattolica non viene sperperato: “Saranno soldi che ritornano sul territorio senza disperdersi in mille rivoli o, peggio, risolversi in iniziative che non rispondono ai reali bisogni della gente. Nel nostro caso andranno a potenziare progetti e attività già presenti, il servizio casa, mensa e tutto ciò che serve per far fronte alle gravi marginalità”.
Durante la conferenza stampa di lancio del progetto, tenutasi oggi al Centro Cardinal Ferrari, Massimilano Cossa, direttore della Fondazione Caritas Solidarietà e Servizio Onlus, ha fornito alcuni dettagli sulla ripartizione e l’utilizzo dei fondi per i servizi già esistenti e per l’implementazione di nuovi.
“Si andrà a potenziare il dormitorio dei Comboniani di Rebbio che richiede circa 30mila euro all’anno, mentre la Mensa Migranti presso la Casa della Missione ne assorbe 100mila. Il servizio Porta Aperta richiede circa 25mila euro nei cinque mesi di attività, periodo in cui vengono accolte circa mille persone, rappresentando, forse, il servizio più significato nella Diocesi di Como – ha spiegato Cossa – verranno inoltre potenziate le attività di ascolto persone in transito nella città e  sarà fornita assistenza specialistica con lo sportello migranti di Porta Aperta per l’orientamento legale e burocratico, oltre che attività di supporto psicologico e psichiatrico”.

Per don Roberto Bernasconi uno degli obiettivi di “Como Città di Confine” è “entrare nel sociale e nel politico (inteso come vivere comune) concretamente, inserirsi nel dibattito civile della città, per dare il nostro contributo, mantenendo al centro dei nostri sforzi le persone che lottano quotidianamente per vivere”.

“La povertà più evidente di questo periodo è l’individualismo – ha continuato Bernasconi, non trattenendo parole critiche – Sembra quasi che quando hai risolto per te stesso allora stai bene. Ma è quando ti metti in relazione con la povertà altrui che comprendi di essere povero tu stesso”.

EDIT: In aggiunta a “Como città di frontiera”, La Piccola Casa Federico Ozanam e il Settore Servizi Sociali del Comune di Como hanno attivato una convenzione per l’accoglienza di persone senza fissa dimora.

A godere della convenzione, attiva dal 21 dicembre scorso fino al 21 giugno 2019 per un periodo sperimentale di sei mesi, saranno inizialmente cinque persone residenti nel Comune di Como e selezionate dai Servizi Sociali che verranno accompagnate inserite in un percorso di inclusione sociale e di autonomia. Terminato il periodo sperimentale, il progetto potrà ampliarsi e coinvolgere un numero sempre maggiore di utenti.

«Per il Comune di Como l’attenzione alla grave marginalità è fondamentale – ha affermato l’assessore alle Politiche sociali Alessandra Locatelli – Non si intende lasciare indietro nessun cittadino e stiamo cercando di migliorare sempre più i servizi disponibili sul territorio, in collaborazione con tutte le associazioni che lo vorranno e che sono preziose per il lavoro che svolgono».

  1. Bellissima risposta a chi dice “prendeteli a casa vostra”…la chiesa cattolica lo fa!!!

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