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Frank e “il pane di Gandhi”: tutti in fila per le sue pagnotte acqua, farina e anima

Per Frank Metzger, fare il pane non è solo impastare acqua, farina, sale e lievito ma è una questione esistenziale. “Non serve complicare il pane. Se hai bisogno d’altro significa che non hai capito nulla. Lo stesso vale nella vita che dovrebbe essere semplice senza bisogno di aggiunte”.Trovare il senso della vita in un impasto non è da tutti, ma ha sicuramente funzionato per Frank, 59 anni, che alla fine degli anni ‘80 ha lasciato il proprio lavoro da educatore nella cooperativa “Casa di Gino” a Lora per cominciare a fare il fornaio – senza un forno e senza aver mai fatto il panettiere in vita sua.

“Attorno al 1988 ho fatto un’esperienza in una comunità di lavoro gandhiana in cui abbiamo appreso i segreti dell’economia non violenta, rispettosa dell’uomo e dell’ambiente – ricorda il fornaio, nato ad Albate da madre tedesca e padre svizzero – mi hanno dato tre formule per il mio pane. Ma tornato a casa non avevo nulla”.

Frank ha quindi cominciato a costruire un forno nel suo garage di casa a Capiago, ormai destinato a trasformarsi in un vero e proprio laboratorio.

“Oggi c’è un impianto fotovoltaico per l’illuminazione. La legna, come gli ingredienti, viene direttamente dal contadino, a chilometro zero – continua Frank che si ispira a principi di autarchia alimentare allevando anche animali da cortile – ed è tutto privo di sofferenza e violenza”.

Il fornaio vende i propri prodotti, in larga parte, a negozi della provincia di Como. Ma molti privati fanno la fila per aggiudicarsi una pagnotta che, assicura: “riesce a durare addirittura una settimana”.

Non solo clienti, però, cercano Frank. Molti aspiranti fornai si rivolgono all’uomo per apprendere i segreti della panificazione in quello che inevitabilmente, finisce per essere parte di un percorso mistico di vera e propria illuminazione.

Frank è infatti anche l’autore di diversi libri di crescita spirituale ed evoluzione personale.

“Il pane è una metafora della vita. Se lo prepari con sentimenti negativi, di fretta, senza rispettare i tempi di lievitazione farà male alle persone. Fare il pane nel modo giusto, nel modo antico, contribuisce alla crescita personale di tutti, di chi lo produce e di chi lo consuma”.

L’articolo che avete appena letto è stato pubblicato su ComoZero settimanale, in distribuzione ogni venerdì e sabato in tutta la città: qui la mappa dei totem.

  1. Nunzia Bonsanto

    Compro il pane di Frank, da quando lo conosco, cioè da 20 anni, me lo portava in erboristeria e da allora non compro più altro pane, perché il suo pane è un alimento sano, vitale e benedetto. L’ erborista di Carate Brianza, Alberto Calori, della bottega della Natura, me lo aveva fatto conoscere dicendomi che il pane di Frank era un pane speciale, perché Frank aveva un’energia particolare nelle mani… Lui è speciale, ha molti talenti, è un Maestro, ed è pure generoso.
    Quando ho saputo che offriva sedute di meditazione, mi sono precipitata, mi ha aperto un mondo, una visione nuova e armoniosa per la mia crescita interiore, e non solo per la mia. Visto il benessere che la meditazione con Frank portava, perché non proporlo anche alle mie care amiche di paese? E tutto iniziò…
    Da quasi tre anni ci si ritrova per meditare alla casa delle erbe Ritrovate di Rovenna. Il gruppo WhatsApp si chiama:
    meditazione, pane ed erbe, mi è venuto spontaneo chiamarlo così, e a distanza di tempo ha il suo perché, fosse solo per questa condivisione. Già perché io di quello mi occupo, di erbe, sono una guaritrice verde Iridologa e con lui ho fatto passi da gigantessa, in questa terra sconosciuta, come Comoscauta.
    Il martedì mattina meditiamo, prendiamo il pane, e beviamo una tisana.
    E poi è nata anche la scuola degli Operatori del Cambiamento, con i ritiri spirituali e 13 membri, a gennaio partirà il nuovo corso. Insomma se da un buon pane nasce tutto questo, cos’altro potremo aspettarci ancora dalle meditazioni di Frank?
    Una vera benedizione averlo incontrato, grazie Alberto Calori.
    Grazie a tutti.
    Nunzia Bonsanto

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