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Quella furibonda dozzina: “Assessore non uccida il centro civico di via Grandi”

E’ rischio caos al centro civico di via Achille Grandi 21 e le associazioni che godono degli spazi si sono già attivate per cercare di porre rimedio a una situazione potenzialmente esplosiva. Le associazioni sono venute a sapere che la giunta ha deciso di spostare l’impiegata che da anni è a presidio dell’ex circoscrizione. E’ la persona cui tutti i gruppi e i cittadini che frequentano il centro civico a vario titolo si rivolgono per la gestione degli spazi.

La riorganizzazione del personale dei centri civici approvata in giunta il 28 febbraio infatti prevederebbe lo spostamento della dipendente, che svolge svariate funzioni anche di aiuto agli anziani del quartiere in difficoltà, da via Grandi a via Collegio dei Dottori.

Giusto pochi giorni fa l’assessore al Verde, Marco Galli, ha utilizzato il centro per un incontro pubblico

Una possibilità che spaventa molto i fruitori del centro di Como Borghi e San Martino, tanto che le associazioni hanno deciso di comune accordo di scrivere all’assessore alla Partecipazione Angela Corengia.

Nella lettera protocollata in Comune le associazioni scrivono: “Esprimiamo la nostra preoccupazione per la scelta di spostare, in via Collegio dei Dottori, il personale che attualmente garantisce la gestione e il presidio pressoché giornaliero del centro di via Grandi, lasciando così lo stesso, di fatto, privo di riferimento e interlocutore organizzativo.

Considerato che il centro ospita 18 associazioni, la maggioranza delle quali dedite a fornire servizi a vario titolo (ricreativo, formativo, culturale, assistenziale) che coinvolgono complessivamente diverse centinaia di utenti durante tutti i giorni della settimana e in tutte le ore del giorno, molti dei quali residenti nella circoscrizione di riferimento, risulta evidente come il venir meno di un referente amministrativo del Comune possa determinare il degrado di un punto di aggregazione sociale fra i più vivaci e partecipati della città”.

A spiegare meglio le preoccupazioni delle associazioni è Leone Rivara che se ne è fatto portavoce.

Leone Rivara, a sinistra (durante la manifestazione Solidarietà Spicciola)

“Se la dipendente dovesse davvero lasciare via Grandi, al centro civico mancherebbe un interlocutore fisso con i gruppi che fruiscono degli spazi. Andremmo incontro a una sorta di autogestione, in cui ogni realtà ha responsabilità di apertura e chiusura delle sale. Non ci sembra la soluzione più funzionale visto che questo centro è tra i più attivi della città, certamente più frequentato di quello di via Collegio dei Dottori. Chiediamo solo di essere ascoltati perché hanno preso questa decisione, che dovrebbe diventare realtà a breve a quanto ne sappiamo, senza nemmeno consultarci. Noi siamo assolutamente disposti a collaborare, a venire incontro al Comune se ha difficoltà di personale. Possiamo pensare a una soluzione che preveda che l’impiegata stia alcuni giorni in via Grandi e altri in via Collegio dei Dottori”.

Insomma la richiesta è di non far morire un centro civico che accoglie al suo interno tante realtà importanti per la comunità: dalla scuola di italiano per donne straniere all’associazione anziani “I Ragazzi della terza età” ma anche la onlus “I Bambini di Ornella” e il Circolo fotografico Como, solo per citarne alcuni.

L’articolo che avete appena letto è stato pubblicato su ComoZero settimanale (nuovo numero in distribuzione ogni venerdì e sabato in tutta la città: qui la mappa dei totem.)

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