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Se esistono persone così, allora c’è speranza: mettiamo ‘Le mani in pasta’ per Attivamente

In una giornata di freddo e pioggia battente, in giorni di brutte notizie che rischiano di farti perdere la speranza nel genere umano, una conferenza stampa come quella di ieri mattina (e mi si perdoni l’insolito sentimentalismo) è una carezza per l’anima.

Perché oggi, presso la sede della Fondazione Provinciale della Comunità Comasca, la Cooperativa AttivaMente ha presentato ufficialmente la raccolta fondi “Le mani in pasta” per sostenere le spese per l’acquisto della nuova sede nell’ex Pastificio Castelli, in Valmulini.

Sai che novità, un crowdfounding in più tra le mille raccolte fondi prenatalizie, viene da pensare. E invece no, perché, che poi uno decida o meno di contribuire (e ovviamente la speranza di chi ci sta mettendo l’anima è la prima), questa resta una di quelle iniziative che ti fanno dire “Se esistono persone così, allora c’è speranza”.

Perché questa non è una semplice raccolta di soldi per pagare un nuovo ufficio, è un progetto per la città che Jacopo Boschini, presidente della cooperativa, riassume così: “5 dipendenti, una decina di collaboratori e una media di 100 persone alla settimana che gravitano nel piccolo scantinato di Attivamente per corsi e laboratori ma anche con storie difficili di tossicodipendenza, abusi, anoressia e, spesso, la paura di rivolgersi direttamente ai Servizi Sociali o al Sert o ad altri enti ufficiali. Per questa crescente responsabilità è stato cercato un nuovo spazio e ora è quasi tempo di traslocare (a inizio 2019)”… e di pagare i conti.

Sono quasi pronti, infatti, i nuovi spazi (con tanto di chiostro) che ospiteranno uffici, laboratori, spazi per gli spettacoli e il counseling acquistati con il contributo iniziale della Fondazione Comasca attraverso un bando della Fondazione Cariplo (100 mila euro a fondo perduto su circa 500 mila di investimento). Obiettivo è quello di iniziare a raccogliere 40 mila euro entro marzo attraverso la piattaforma di crowdfunding della Fondazione Provinciale della Comunità Comasca.

Ma dal momento che Attivamente ha fatto dell’accogliere e del ricevere, ma anche del restituire (non inteso in forma materiale, naturalmente) una filosofia di vita e di lavoro, ci si poteva aspettare un semplice grazie? Assolutamente no. Ringraziamenti “social”, l’inserimento nella “bacheca dei donatori” ma anche inviti a uno speciale seminario sulla sessualità dedicato ai genitori, iniziative di formazione, tazze, the, gioielli (“tutti realizzati da piccole realtà del territorio per sottolineare il nostro legame con la città”, come racconta Simona Rusconi, responsabile a livello locale della cooperativa), saranno il “regalo” che riceverà chi vorrà, a sua volta, regalare un contributo.

E la presentazione “corale” di ieri è stato il modo migliore per dare voce a tutte le anime di questo progetto. Accanto a Giacomo Castiglioni, presidente della Fondazione Provinciale della Comunità Comasca e a Michele Borzatta vicepresidente di ConfCooperative (che ha offerto supporto tecnico), una emozionatissima Anna Veronelli che, assolti rapidamente i doveri istituzionali di rappresentante dell’Amministrazione Comunale, ha espresso un augurio che è quasi una sfida, quello di “andare oltre l’Associazione intesa come un luogo in cui accogliere e ascoltare i bisogni della città per riuscire a cogliere e intuire i bisogni non espressi da questa comunità”.

Proprio per fare questo serviva un nuovo spazio perché, come sottolineato da Sara Malinverno (responsabile dell’accoglienza di AttivaMente), “l’accoglienza parte anche dal luogo ed era fondamentale trovare un luogo che rispecchiasse questa nostra anima e filosofia” o meglio ancora, per usare le parole di Bruno Rampoldi, direttore del Consorzio Abitare che ha intrapreso i restauri dell’ex Pastificio Castelli, “serve un luogo in cui generare relazioni, superare la diffidenza e passare dalla semplice comunità che vive nello stesso posto (e qui troveranno spazio, oltre alla cooperativa Attivamente, anche la Casa dei Bambini della Fondazione Scalabrini, abitazioni private e studi tecnici) alla cordialità”.

Una rete di relazioni che Attivamente ha già intrecciato e che, come precisato da Valerie Moretti (anima, insieme a Boschini, di AttivaMente), “ci permette di accogliere chi ha bisogno di aiuto ma anche, nel caso non fossimo in grado di farlo in prima persona, di diventare a nostra volta creatori di relazioni mettendo in contatto le persone con altre realtà che possono aiutarle”. E poi relazioni con tutta Italia perché, come racconta Michela Mannari (responsabile della comunicazione) “a Como si mette a punto l’idea, prova, si sperimenta e poi usciamo (e il progetto Questo Mostro Amore, nato a Como e arrivato fino a Napoli è solo un esempio).
Un grande progetto per la città e un grande spazio finalmente recuperato dopo anni di abbandono. Che ora bisogna pagare, però.

Campagna di raccolta fondi “Le mani in pasta”
Qui il progetto 

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