Politica

Caso Scibelli, l’aula brucia. Brenna, Anzaldo, Veronelli, Rapinese, Landriscina: urla e accuse

Durissimo e molteplice scontro, ieri sera in consiglio comunale, sull’onda del caso Scibelli, l’ex colonnello dei Carabinieri che nel 2018, nel volgere di una decina di giorni, era stato dapprima assunto come Capo di Gabinetto del Comune di Como e poi licenziato per una presunta incompatibilità a sua volta smentita dalla sentenza di Tribunale il 2 ottobre scorso (con tanto di potenziale risarcimento superiore ai 400mila euro).

La ‘giusta causa’ non era tanto giusta: il Comune non poteva licenziare Scibelli. Ora gli spettano 400mila euro

Filippo Scibelli

Come noto, una settimana fa era stata la lista “Rapinese Sindaco” a proporre una mozione di sfiducia all’assessore al Personale, Elena Negretti, ritenuta la responsabile politica di quella catena di errori (qui l’articolo). Ma ieri a totale difesa dell’assessore si levata la voce di Franco Brenna, capogruppo della lista “Insieme per Landriscina” di cui anche Negretti fa parte.

“Intervengo a sostegno dell’assessore Negretti – ha detto Brenna – non correttamente presa di mira da alcuni componenti, in particolare delle minoranze, per il caso Scibelli. Sindaco e assessori non entrano in processi che sono competenze dei dirigenti, possono solo dare indirizzi che poi vengono eseguiti e ponderati dalle dirigenze che danno indicazioni tecniche”.

“La situazione qui si manifesta in tutta la sua speciosità. Quanto accaduto – ha aggiunto il consigliere – è una valutazione tecnica e non ricade nella politica. Soprattutto se tale politica si manifesta sotto forma di voci alte e senza garbo. La politica non entra per scelta, norma e volontà in valutazioni che sono di natura esclusivamente tecnica, ed è per questo semplice e chiaro motivo che con tutta la lista che rappresento esprimo la mia stima e la mia difesa nei confronti dell’assessore Negretti”.

Subito dopo è intervento il consigliere della lista “Rapinese Sindaco”, Fulvio Anzaldo, che invece ha rilanciato con forza le accuse politiche sulla vicenda Scibelli.

“Brenna – ha affermato Anzaldo – nel tentativo galante di difendere l’assessore Negretti ha compiuto l’inelegante gesto di attribuire tutta la responsabilità ai funzionari e ai dirigenti, che pure ne hanno, come a dire che la politica non c’entra. Ma a mio modo di vedere c’entra eccome”.

Il consigliere ha poi rievocato per punti la vicenda: “Nell’estate 2017 viene indetta la selezione comparativa per il ruolo di Capo di Gabinetto con quel curioso requisito dell’età massima di 55 anni. Nessuno presenta la candidatura e allora la giunta, organo politico, delibera di modificare l’assetto dell’ente e decide di assumere tre figure dirigenziali tra cui un dirigente per le Relazioni istituzionali, la Comunicazione e le Risorse umane. Il dirigente competente avvia dunque la selezione comparativa per le scelte e all’esito arrivano 18 candidature. Il sindaco, il 26 gennaio 2018, comunica al dirigente di aver optato per il dottor Scibelli. Il sindaco, la politica”.

Giunta Landriscina

Dopo aver riepilogato altre fasi dell’iter di un anno e mezzo fa, Anzaldo si è soffermato sul fatto che, dopo che la dirigente Marina Ceresa, ammettendo un proprio errore, annullò l’assunzione, venne incaricata dal sindaco di svolgere temporaneamente le stesse funzioni che erano precedentemente attribuite a Scibelli. Ne seguì poi una successiva ridistribuzione di quegli stessi incarichi tra più uffici tramite riorganizzazione interna.

“Quindi – ha commentato Anzaldo – non si è fatta una nuova assunzione recuperando le altre 17 candidature, il che vuol dire che quell’assunzione non era necessaria. A questo punto – ha concluso il consigliere – signor sindaco, se vuole fare l’elegante gesto di farsi da parte. O proseguiremo e insisteremo nella verifica dei presupposti per una mozione di sfiducia all’assessore Negretti”.

Anzaldo, però, nel suo discorso ha abbondantemente sforato il tempo prefissato a disposizione e questo ha mandato su tutte le furie Brenna che, avvampato, ha ripetutamente inveito ad alta voce contro lo strappo alla regola: “Perché? Perché?”, risuonava nella sala.

La presidente del consiglio, Anna Veronelli, ha dunque dovuto alzare la voce a sua volta. E ha invitato Brenna a “essere rispettoso di quest’aula, non si faccia richiamare una quarta volta!”.

A innescare l’ultima ondata polemica è stato l’intervento di Alessandro Rapinese che ha definito “una presa in giro” la selezione a cui parteciparono 18 persone senza che – dopo il caso Scibelli – siano stati presi in consierazione gli altri 17 nomi.

Poi, senza riferimenti al caso Scibelli ma senza fare nomi o dare indicazioni precise, Rapinese ha accusato il sindaco di “essere riuscito anche a nominare un pregiudicato, da tanto controlla”.

Furiosa – non nei toni, ma nei termini – la risposta di Landriscina a Rapinese.

“Lei fa affermazioni proditorie, illatorie, molto gravi: prima di prendere in considerazione le sue proposte che tendono mediamente ad avere una visibilità che io definisco garbatemente patologica, la invito a fare pubblicamente il nome e il cognome della persona a cui avrei affidato un incarico essendo un pregiudicato, così le risponderò puntualmente”.

Fuori microfono è dunque andato in scena un altro feroce battibecco non completamente udibile tra Rapinese e Landriscina con Veronelli che ha invitato il consigliere “a essere rispettoso delle persone, ancora prima che delle istituzioni”. Negli stessi istanti, sibilava sull’aula una risposta del sindaco rivolta a Rapinese – forse riprendendo letteralmente una frase partita dal consgliere al suo indirizzo – sul cui contenuto resterà il mistero: ” [termine non udibile] sarà lei! Lei è proprio…”.

  1. Ettore

    Diviamo una vicenda inenarrabile quella accaduta !!!
    in politica nessuno sbaglia tutti sono innocenti e se sbagliano e’ perche hanno avuto indirizzi sbagliati. VERGOGNOSO !!!
    Sarebbe il caso che questi 400.000 euro siano I responsabili politici a doverli pagare ….sarebbe pou’facile per loro decidere di abbandonare la poltrona che non sono stati capaci di mantenerla.
    Solo se chi sbaglia e paga potra’ cambiare qualcosa nella politica.

  2. Riccardo

    L’errore è chiaramente stato della dirigente, il vero problema è che la politica non ha il coraggio di cacciarla….
    Se questa non è giusta causa….

  3. Rumi

    Voglio proprio vedere se a fine anno la dirigente avrà il bonus, la dirigente ha sbagliato ma è pur sempre compito della politica verificare questi errori, in caso contrario cosa li eleggiamo a fare?

  4. Claudio Biffi

    Vicenda incredibile… Infatti credo che tutte queste mancanze le pagheranno tutti alle prossime elezioni.. Ma a sto punto vogliamo sapere il nome del pregiudicato e quale reato ha commesso.

  5. Vediamo se cacciano la dirigente..e visto che ci sono l’eventuale pregiudicato (se Rapinese sa il nome perché non lo fa?).
    Ma mi chiedo: perché nominare un “pensionato” e non una persona comunque valida tra i 30 e i 65 anni?

  6. Gigi

    In effetti non è ben chiaro come mai, una volta licenziato “illegittimamente” il sig. Scibelli, non sia stato individuato un sostituto tra gli altri 17 candidati. Forse nessuno aveva i requisiti per ricoprire il ruolo? Me lo auguro perché in caso contrario verrebbe da pensare che la nomina di un nuovo Dirigente non fosse assolutamente necessaria, visto che di fatto poi non è stato assunto nessun altro.

  7. giorgio

    Può benissimo essere che Sabelli sia stato l’unico a soddisfare i requisiti e raggiungere il punteggio minimo.
    Rimane comunque l’errore grottesco di assumerlo e poi cacciarlo.

    Sul resto, se si insinuano certe cose senza voler fare nomi, rimangono pure illazioni e fa bene Landriscina a ribattere.

    • Giorgio ti do 3 indizi ed un sito segreto dove inserirli:
      1) Landriscina
      2) Nomina
      3) Condannato

      Ora il sito spione: http://www.google.it

      PS: qual’è il tuo cognome?
      PS del PS: circa i requisiti stai scherzando vero?

      • Andrea

        Rapinese, “qual è” si scrive senza apostrofo, dai.
        Per tutto il resto, lei e Anzaldo avete pienamente ragione: la scelta dell’assunzione è stata prettamente politica e la responsabilità è del duo Landriscina/Negretti, con la complicità di una dirigente evidentemente impreparata.
        Ridicola anche la procedura si selezione, dall’esito scontato, poi lasciata cadere senza scorrimento di una graduatoria (ma forse manco c’era, la graduatoria).

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