Politica

FdI per la Repubblica presidenziale. Butti: “Noi, l’originale. La Lega? Voleva la Padania…”

“Elezione diretta del presidente della Repubblica e dimissioni dell’attuale Capo della Stato, Sergio Mattarella”. Sono queste le due battaglie che nel weekend del 2-3 giugno porterà nelle piazze Fratelli d’Italia a livello nazionale e, sul Lario, a Como, Cantù, Erba, Mariano Comense, Rovellasca e Argegno.

“Saremo presenti in 6 comuni del territorio con i banchetti – ha spiegato il coordinatore provinciale del partito, Stefano Molinari – Saranno nelle vie principali per raccogliere le firme su una storica battaglia della destra italiana e si potrà aderire anche sul sito ufficiale di Fratelli d’italia”.
Presenti all’illustrazione dell’iniziativa anche i coordinatori di Cantù, Marco Gallo, di Erba, Alberto Riccardi, e la consigliera comunale di Como, Patrizia Maesani. Tutti hanno sottolineato come “la Repubblica presidenziale sia nel Dna del nostro partito da sempre e come con la modifica della Costituzione in questo senso si eviterebbero molti degli impasse che vediamo in questi giorni”.

Concetto ripreso e rilanciato dal deputato di Fratelli d’Italia, Alessio Butti, non senza qualche sofisticata venatura dialettica.

“La Repubblica presidenziale è il riferimento storico della nostra componente politica – ha detto – Questa battaglia per il presidenzialismo risale ai tempi del Movimento Sociale, quando eravamo soli a batterci in questa direzione. Mi fa piacere – ha aggiunto – che ora anche gli amici della Lega raccolgano firme per il presidenzialismo (gazebo negli stessi giorni, ndr), ma l’originale siamo noi. Da sempre rivendichiamo il valore di parole come Patria e Nazionalismo, però ricordo che fino a poco tempo fa c’era chi chiedeva l’Indipendenza della Padania. Ottima, ora, questa riscoperta della Lega, più siamo meglio è”.

Accantonate le teorie sull’impeachment del Presidente della Repubblica dopo lo stop al governo Lega-Cinque Stelle, Fratelli d’Italia raccoglierà le firme anche per le dimissioni di Sergio Mattarella. “Lo facciamo – ha detto Butti – per le incertezze che il Presidente della Repubblica ha mostrato in questi giorni, per il suo atteggiamento ondivago e anche per le conseguenze su spread e Borsa. D’altronde, se Mattarella sceglie i ministri, è giusto che gli italiani scelgano il Presidente della Repubblica”.

Inevitabile, infine, un accenno alla politica romana di queste ore, con Giorgia Meloni che ha dato la disponibilità del partito ad appoggiare un eventuale tentativo di governo-bis da parte di Matteo Salvini e Luigi di Maio.

“In realtà Giorgia Meloni ha sempre detto che l’incarico di formare un governo sarebbe toccato al leader del partito più votato della coalizione di centrodestra, dunque Matteo Salvini – ha precisato Butti – Ora il concetto non cambia: se Cottarelli davvero intendesse rimediare la figuraccia di presentarsi in Parlamento e prendere zero voti e poi si tentasse nuovamente la via di un governo Lega-Cinque Stelle, noi potremmo sostenerlo solo con un candidato premier di centrodestra”.

Stroncata, infine, l’ipotesi del voto il 29 luglio: “Sarebbe una follia, piuttosto a settembre-ottobre”.

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