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Forza Italia shock. Caprani: “Incapaci elettorali attaccano Fermi. Io pronto a lasciare”

Alessandro Fermi ha scelto il silenzio in vista della giornata di domani che con ogni proabibilità vedrà la sua elezione a presidente del consiglio regionale. Ma il vicecoordinatore provinciale del partito e sindaco di Barni, Mauro Caprani, ha optato per una linea opposta: rispondere a tono – e che tono – al durissimo attacco giunto oggi nei confronti di Fermi (e in parte anche nei suoi) tramite un documento indirizzato ai vertici regionali del partito e firmato dal capogruppo del partito a Cantù, dal presidente del consiglio di Cantù, dal capogruppo di Olgiate Comasco, dal consigliere e coordinatore cittadino di Bregnano, dalla consigliera comunale di Como Antonella Patera, dal capogruppo a Erba e dal sindaco di Cagno. Un drappello di esponenti forzisti che ha sostenuto direttamente la candidatura alle regionali di Domiziana Giola e che ora accusa esplicitamente Fermi di essersi schierato soltanto a favore della competitor, Federica Bernardi, e di aver dunque “lacerato e diviso il partito” (cliccando qui, il documento integrale).

Come detto, Caprani – che annuncia le sue possibili dimissioni dal ruolo di partito ed è storicamente vicinissimo a Fermi – scende nel ring senza timori reverenziali. “Siamo un popolo strano. Ero fermamente convinto fino ad oggi che le nostre più grandi differenze, soprattutto culturali, fossero da ricercarsi nella longitudine del nostro Paese – scrive il numero 2 della Forza Italia comasca – Apprendo con stupore, oggi, che esiste anche una questione legata alla latitudine, più legata però alla dignità di taluni piuttosto che alle diversità culturali di altri”. Una premessa quasi metaforica che già con quell’accenno alla “dignità” chiarisce i termini seguenti.

“Mi sono coricato ieri sera, da interista, con negli occhi lo stadio di Torino ed una delle più ammirevoli immagini sportive mai viste, in cui la tifoseria bianconera applaudiva, tutta, il mortale gesto atletico di un avversario (la rovesciata di Cristiano Ronaldo, ndr), per svegliarmi a Como e ritrovarmi un giocatore che ad un certo punto della partita prende la palla, la mette sottobraccio e si allontana perché la competizione non ha avuto gli esiti sperati. Ovviamente – prosegue Caprani alzando via via il tiro – non per la manifesta incapacità (elettorale e non sportiva in questo caso) del giocatore (il riferimento pare a Domiziana Giola, ndr), ma a causa dell’arbitro fazioso (Fermi), un guardalinee (il sottoscritto) che ha alzato una bandierina di troppo e più in generale uno stadio intero che applaudiva il solo giocatore avversario. Quindi necessita radiare sia l’arbitro che il guardalinee e la prossima partita la si gioca a porte chiuse e magari senza avversari. Senza bisogno di “accordi locali”, di cui peraltro il guardalinee non ne era a conoscenza”.

 

Appuntita la seconda parte della replica del vicecoordinatore provinciale di Forza Italia. “Il giocatore lo si conosce fin troppo bene (il riferimento è a Gianluca Rinaldin ndr) – afferma Caprani – Ed è anche per questo motivo che non sono stupito della tempistica della “conferenza stampa” ad un mese esatto dalla apertura delle urne ma soprattutto alla vigilia di una tappa fondamentale per l’avvio della XI legislatura: l’elezione del Presidente del Consiglio Regionale in cui vede coinvolto, quale uno dei candidati, l’arbitro Alessandro Fermi. Magari domattina il giocatore con la palla sotto il braccio si recherà nello stadio milanese sperando che dagli spalti qualcuno possa tirare un oggetto contundente facendo sospendere la partita. O peggio…”.

“Ma veniamo a questioni più di sostanza – aggiunge il sindaco di Barni – Personalmente credo che se qualche candidato si sia avvantaggiato di una corsa in coppia con Fermi possano essere state solamente le donne, tutte meritevoli di rispetto, candidate nella lista di Forza Italia. Il motivo è semplice: se 5 anni fa Fermi raccolse più di 6.000 consensi personali dopo 5 anni avendo esercitato il ruolo di consigliere regionale prima e sottosegretario alla presidenza della giunta regionale poi non poteva che aumentare il proprio consenso personale, peraltro fattore non fondamentale nella invocata (da molti) nomina ad assessore regionale”.

Circa la “la presunta crisi di identità del partito in provincia di Como citata dai rispettabili firmatari del pregevole documento, [essa] porta in dote la possibilità di eleggere un rappresentante comasco alla seconda carica istituzionale della Regione Lombardia, ruolo tra l’altro già interpretato da quell’Attilio Fontana oggi Presidente della Giunta Regionale (che sia di buon auspicio…). Quindi – aggiunge Caprani – la domanda che pongo a tutti coloro che sinceramente o strumentalmente negli ultimi 20 giorni hanno chiesto a vario titolo l’ingresso di un comasco in Giunta Regionale è la seguente: preferiamo avere un ministro, magari senza portafoglio, o un presidente della Repubblica? E che pertanto quella parte di classe dirigente che si vorrebbe pensionare abbia lavorato anche con i propri “silenzi” per consegnare alla Provincia di Como il Presidente di tutti i Lombardi?”.

“Concludo – è la chiusura di Capriani – rassicurando i miei personali detrattori sulle possibili mie dimissioni da vicario del partito informando che, stante la mia manifesta incapacità politica, ne discuterò quanto prima (ma dopo la giornata di domani) con il Coordinatore regionale”.

  1. Matilde

    Scommettiamo che il sindaco Caprani sarà (molto ben pagato ed in compagnia di tanti altri) nello ricco staff del nuovo prossimo presidente del consiglio regionale? Facile dimettersi da posti senza indennità….E quanto ha preso di stipendio in questi anni nella segretaria del sottosegretario Fermi? Non sembra proprio il più titolato a parlare e dare lezioni…

  2. Fabiola

    non entro nel merito di tutta la vicenda ma il sig. Caprani credo abbia avuto una leggera dimenticanza: se si è arbitri non si può essere giocatori !

  3. Carlo Faromi

    Brutta storia queste faide interne al Forza Italia. I due giocatori ( Fermi e Rinaldin ) e squadre che li supportano anziche unire le poche forze del territorio comasco contribuiscono ancor più a dividere e a far scappare i pochi tesserati e simpatizzanti.
    Persone che visto il momento andranno a rafforzare le truppe leghiste o M5S.

    Triste destino di un partito che nel comasco aveva avuto un ruolo e idee.

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