Politica

(Dopo un inizio folle) Fermi porta la Forza Italia comasca a Toti, lui cannoneggia i vertici azzurri

Chiunque abbia pensato lo spot da un quarto d’ora – UN QUARTO D’ORA – che ha anticipato l’intervento del governatore della Liguria Giovanni Toti al Teatro Brancaccio di Roma è chiaramente un pazzo nato per ammazzare qualunque “hype”.

Ma dopo l’interminabile e autolesionistica sequenza di (facciamo sintesi, ndr) microvideo amatorali di gente varia che proclamava “Toti è il nuovo Napoleone”, incluso il comaschissimo presidente del consiglio regionale lombardo Alessandro Fermi imbandierato che scandiva “siamo qui con Giovanni Toti per il futuro di Forza Italia”, non sono mancati gli spunti interessanti anche in chiave comasca dall’evento del “ribelle” minacciato di scomunica e scissione obbligata da Silvio Berlusconi (e Mara Carfagna, pare).

Dunque – a parte ancora un ulteriore terrificante “siete bellissimi visti da qui” con selfie dal palco, l’inizio disastroso della diretta Facebook che ha catalizzato decine di commenti del tenore “non si senteeeee”e un altro intervento “ammazzahype” di un esperto SWG – Toti ha subito azzannato, peraltro introdotto da una slide eloquentissima che indicava nel “33% gli italiani che aspettano un nuovo partito di centrodestra, magari alleato della Lega”.

E dunque ecco il governatore sbottare subito “sul declino del nostro mondo (forzista, ndr) senza che nessuno abbia tentato di porvi rimedio o almeno di dirlo. Non abbiamo saputo cogliere i cambiamenti nel Paese che avvenivano attorno a noi”. E ancora, cannone sulla classe dirigente di Forza Italia che “non se n’è accorta o faceva finta di non accorgersene”.

“Stamani ho letto che un pezzo della nostra classe dirigente si è occupata di minacciare e redaguire chi veniva qui – ha attaccato il governatore della Ligura – La prossima volta qui ci sarà anche chi il coraggio di venire non l’ha trovato. Oggi il centrodestra è una straordinaria macchina elettorale ma lo è sui muscoli della Lega che vale quasi il 40%, Forza Italia, che è il mio partito, e Fdi valgono il 15%. Si vince lo stesso ma non è la stessa cosa: così il centrodestra è squilibrato. Siamo passati dal 40% al 6% e qualcuno ancora dice che non è andata poi così male, stiamo andando verso lo zero assoluto”.

“Qui non c’è nessuno contro Berlusconi che ha costruito un’era politica – ha aggiunto Toti – quello che chiedo anche a lui è di costruire la Terza repubblica, il futuro e che Forza Italia non si riduca al partito della testimonianza e della nostaglia. Noi non siamo per dividere nessuno, io cerco di riunire un centrodestra che si stava spaccando. La scissione dell’atomo interessa i fisici al Cern di Ginevra ma poco gli amministratori in questa sala. Dobbiamo costruire un contenitore per chi oggi non ce l’ha e preferisce una civica o non votare rispetto a un partito”.

Rilanciate con forza, infine, “le primarie aperte con regole chiare da fissare rapidamente per scegliere da chi essere guidati a livello provinciale, regionale e nazionale e a chi affidare la propria delega politica. Cosa può spaventare di tutto questo?”.

Fine della giornata, tutti a casa. Con una certezza, a livello locale: Alessandro Fermi ha portato la Forza Italia comasca nel “grembo” di Toti (lariani presenti, tra i pochi individuati, Federica Bernardi e Renato Acquistapace oltre alla parlamentare elettra sul Lario Laura Ravetto). A rischio e pericolo degli strali dei vertici storici e dei nemici interni del governatore ligure.

  1. Franco

    Che quei 4 gatti con Fermi siano la Forza Italia di Como è tutto da dimostrare. Forse sono reduci di AN…

  2. Carlo

    Esatto Franco

    4 gatti autorappresentativi di loro stessi, ma dov’è il cambiamento ?
    Cambiamento che come dice Toti è quello di essere subalterni alla Lega ?
    Personalmente non ho ancora capito qual’è la nostra identità

Commenta

la tua mail non sarà pubblicata