Politica

Il Pd spegne la giunta Landriscina. Fanetti: “Voto 4-“. Braga: “Non ammessa agli esami”

Un Pd ad alzo zero, questa mattina, ha letteralmente infierito sulla giunta Landriscina e sul centrodestra al governo di Como. Con tanto di piccolo effetto scenografico: una (micro)torta con singola candelina conficcata al centro a simboleggiare il primo anno esatto di amministrazione.

E, poi, soffio corale a spegnere la fiammella.

Giugno, mese di voti e pagelle, ha spinto anche il capogruppo Pd in consiglio comunale, Stefano Fanetti, e la parlamentare Chiara Braga, a elargire voti e giudizi. Il primo ha assegnato un “4 meno meno” a sindaco e assessori (video sotto); la seconda ha affermato che “non li avrei nemmeno ammessi agli esami”.

Il segretario cittadino, Tommaso Legnani, con la torta davanti agli occhi, ha affermato che “questa è l’unica cosa dolce rispetto a un primo anno di mandato del centrodestra assolutamente negativo: il rischio è che non si siano persi soltanto 12 mesi, ma la città perda anche i prossimi anni con una giunta assolutamente ferma e che non propone nulla”.

Molto criticate le politiche sull’immigrazione, il no alla richiesta di centri Spraar, l’assenza di proposte per impiegare i migranti in lavori socialmente utili e poi – mirino sul vicesindaco leghista, Alessandra Locatelli – “i facili proclami o i gesti come la rimozione delle panchine in piazza San Rocco, che in realtà nascondono la volontà di non fare nulla per lucrare politicamente sul tema”.

Stigmatizzati da Legnani inoltre l’assenza di un piano di gestione per Villa Olmo e “la mancanza, a fine giugno, di un programma per gli eventi estivi”.

Fanetti, dopo il votaccio assegnato all’amministrazione, ha bocciato anche i lavori del consiglio comunale: “Basti dire che è fermo dal 4 giugno scorso e quando si riunisce quasi sempre è per un dibattito tra le minoranze su proposte delle stesse minoranze, con il centrodestra zitto e senza delibere di peso in calendario”.

Duro l’affondo anche sulle recenti nomine: “I casi di Asf, Comocalor e Fondazione Volta sono eloquenti: una spartizione partitica che nemmeno riesce a soddisfare tutti gli appetiti. Inoltre – ha aggiunto Fanetti – il sindaco è dominato dal vicesindaco Locatelli, sulla quale continuiamo a chiederci come possa gestire una delega complessa come i Servizi Sociali pur essendo spesso a Roma come deputata”.

Bocciato anche il progetto per i nuovi posteggi in viale Varese (“Dovrebbe essere regolato da una sbarra: significa dunque che si pagherà anche di notte, a differenza di adesso?”) e stilettate pesanti sono partite per l’assessore alla Mobilità Vincenzo Bella (“Quasi sempre assente da Como”) e per l’assessore a Turismo e Ambiente Simona Rossotti “con le sue arlecchinate in stile russo, senza altri risultati reali”.

Il segretario provinciale e consigliere regionale Angelo Orsenigo ha puntato i fari su Como Acqua e sul caso Tangenziale.

“Da un lato, quando i sindaci della provincia vennero in Comune per parlare della prima questione, Landriscina nemmeno si alzò per salutarli. E in generale, l’assenza del capoluogo è evidente, agisce solo per obiettivi politici con il risultato che oggi Como pesa il 2,5% in meno nella società”.

Sul caso del pedaggio della Tangenziale, destinato a durare ancora a lungo a dispetto delle promesse dell’ex presidente Roberto Maroni, Orsenigo ha attaccato “l’immobilismo del sindaco, che forse non può attaccare un’altra giunta di centrodestra”.

“E’ una giunta immobile – ha chiuso Orsenigo – Il sindaco Lucini poteva non piacere a tutti, ha certamente preso decisioni anche impopolari, ma è riuscito a portare a casa i fondi per Villa Olmo, per il nuovo palazzetto dello Sport, ha comunque attuato una politica coraggiosa su sosta e viabilità. Ha fatto scelte coraggiose”.

Infine, la parlamentare Chiara Braga: “Landriscina si era presentato all’insegna dello spirito civico e lontano dalle logiche dei partiti, invece è prigioniero proprio di quelle logiche nell’occupazione del potere. Non c’è stato solo immobilismo in questo primo anno, si sono anche fatti evidenti passi indietro”.

“Penso – ha concluso la deputata Pd – all’antistorico progetto per viale Varese che punta a portare più auto in centro mentre tutte le città lombarde seguono logiche opposte. E sulla Tangenziale, tutto il centrodestra aveva creduto e sostenuto le promesse di Maroni, incluso l’onorevole Alessio Butti che ora chiede spiegazioni”.

  1. Osvaldo

    Per fortuna l’anno scorso ne abbiamo spento cinque di candeline!!!!

  2. l’armando

    Che tenerezza la tortuccia …
    Senza argomentazioni, senza idee (da sei anni) il PD si accontenta spegnendo la candelina.
    Le critiche sono il sale della democrazia però, se sono sterili e fine a se stesse e volte ad accalappiare qualche voto per le future elezioni lasciano il tempo che trovano.
    Beh poco male ne passeranno di anni…
    Per quanto riguarda le nomine, solo l’amministrazione PD trascorsa ha praticato uno
    “spoils statemi” selvaggio senza uguali a memoria d’uomo.

  3. Daniela Taroni

    I personaggi che hanno inscenato il patetico ed infantile siparietto con la (tristissima) tortina con candelina da spegnere, sono sicuramente stati tra tra quelli che hanno provato (giustamente) altrettanto patetico e disdicevole il gesto di un parlamentare di An quando, nel 2008, questo “signore” ha esibito in Parlamento la mortadella per la caduta del governo Prodi…
    Ben vengano le critiche e le opposizioni ma con serietà e, soprattutto, con proposte alternative degne di nota.

  4. Rumi

    Da uomo di sx provo solo sconforto nel vedere certe immagini! Dov’è’ finita la sx compattiva e propositiva che scendeva in piazza? Certo che pretendere di scendere in piazza e mobilitare la gente da chi non ha mai nemmeno partecipato ad una manifestazione è quanto meno surreale lo capisco!

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