Politica

La contro-jihad di Alessandra Locatelli. Caccia ai centri islamici: “E’ il momento, ispezioni”

Nel puro protocollo salviniano, nel metodo rituale padano, è rigorosamente ortodossa, quasi fideista. Ha smesso solo apparentemente le magliette e i jeans e i megafoni d’ordinanza in ragione di più capitolini tailleur. L’uniforme da Centro di Accoglienza (fuori il cancello, ovvio) è ancora li.

Certo, pareva essersi per qualche tempo, come dire, istituzionalizzata (doppie elezioni: assessore, vicesindaco, parlamentare. Un bouquet da mille e una notte – rigorosamente in Val Seriana). No, non è andata così. Tutt’altro.

Alessandra Locatelli è la solita pasionaria. Elevata al rango di Lancillotto-lumbard dalla benedizione della spada di Alberto da Giussano, vero, ma sempre un soldato da trincea. Così, basta un piccolo pretesto (il passaggio in giunta della Festa Islamica di fine agosto in piazza d’Armi a Muggiò) per dar fuoco a quello spirto-guerrier-ch’entro-le-rugge.

“Sono a Roma, stiamo votando il Decreto Dignità, non ero in giunta ieri sera, ma ho fatto verbalizzare dal collega Caldara (Adriano, delega al Bilancio, Ndr) la mia totale contrarietà alla concessione della zona”.

Sì, ma non si può evitare la concessione di uno spazio pubblico

Fosse una giunta tutta leghista ci assumeremmo il rischio di ricorsi ma non tutti la pensano come noi

Cioè?

Che il nostro voto sarà sempre contrario finché quella religione non rispetterà le regole di uguaglianza. Per questo avvierò presto dei controlli in città

Si spieghi bene

Verifiche su tutti i Centri, cosiddetti, culturali: via Pino, la struttura turco-islamica di via Turati, altri spazi non ufficiali. In via Cumano un anno fa i residenti ci hanno chiamato. Un gruppo islamico ha comprato uno spazio e avviato lavori. Siamo riusciti a bloccarli perché alcune cose non erano in regola, adesso hanno ripreso

Beh ma una Scia (inizio attività) è un diritto di tutti

Certo ma servono approfondimenti. Cosa fanno? Quante persone entrano? Servono forze e energie per controllare, una forte pianificazione. Nel primo anno mi sono concentrata sulle attività sociali, dovevo avviare delle cose che sono partite bene. Ora è necessaria la sorveglianza

Chiaro. Esattamente, di che tipo?

Abbiamo lacune enormi, non è giusto dedicare spazio, tempo e risorse per queste organizzazioni che non è chiaro cosa fanno, quale lingua parlano, come si muovono. Non si sa chi le frequenta, parliamo di luoghi dove ci sono stati fenomeni di affiancamento al terrorismo islamico, è arrivato il momento. Non mi sta bene che Muggiò sia uno spazio scontato, ogni anno, per le manifestazioni islamiche. Mi voglio impegnare per un cambio di destinazione d’uso della zona

Onorevole, assessore, vicesindaco, perché non applica a tutte le altre religioni lo stesso principio?

Lo applico a una cultura che non rispetta nostre regole, le persone e le donne. Una religione che non firma accordi internazionali per parità di genere, una religione che offre spazio all’odio e dice di predicare amore

Ma una religione non firma accordi, non è uno Stato (non sempre, almeno)

Cosa c’entra? C’è la presenza di centri culturale nel territorio, pretendono spazi che diventano luoghi di culto. Io voglio regole e attuare controlli

Con le Forze dell’Ordine?

Con la Polizia Locale, al netto delle difficoltà di organico possiamo fare verifiche. So che sono sottodimensionati ma chiedo loro un sforzo per pianificare momenti di controllo e verifica, Perché comunque sia nei centri culturali non si può pregare. Ci vuole rispetto delle norme

Quindi: Islam tutto male

Questo tipo di Islam che non rispetta le regole, la cultura, i dettami di questo Stato, il rispetto donna non si avvicina a noi

PER APPROFONDIRE:
Il vangelo (padano) secondo Matteo: la Lega comasca e il prato sacro di Pontida

Mai conosciuto quello che definirebbe, dal suo punto di vista, un “Islam buono”?

Un tempo pensavo ci fosse, negli ultimi anni abbiamo verificato che se vogliamo preservare la nostra cultura è solo con il controllo che possiamo farlo. I fatti dimostrano che li dentro nascono e passano predicatori dell’odio

“Controllo” evoca molte cose e nessuna piacevole, seriamente. Non le pare che con quanto accade da giorni, così facendo, si getti benzina sul fuoco?

No, assolutamente, c’è chi ha strumentalizzato alcuni eventi e ne ha taciuti altri

PER APPROFONDIRE:
La storia di Muhammad Shaquif

Scusi ma il caso di Daisy Osakue? Non evidenzia la legittimazione di un clima che ha ben superato l’intolleranza?

Beh, no. Non vedo una escalation razzista, chi lo dice strumentalizza. E’ stato un episodio sbagliato, non corretto. Lei mi conosce, ho rispetto per ogni persona. Non va bene quanto accaduto, è criticabile ma ci sono anni di tensione alle spalle

Quindi lei seriamente non crede sia il sintomo (ultimo di molti e gravissimi) di qualcosa che non va?

Sono episodi che accadono ma ne accadono anche altri, a qualcuno conviene strumentalizzare. Condanniamo ogni violenza, di ogni tipo, ma tuteliamo i nostri cittadini

Da cosa?

Clandestini che violentavano nei Centri, aggressioni per strada, ambulanti che si permettono di aggredire ragazze. Non credo nei rapporti di causa-effetto ma dobbiamo evidenziare quello che accade. Mi sono spiegata?

Chiarissima

  1. Andrea

    “per queste organizzazioni che non è chiaro cosa fanno, QUALE LINGUA PARLANO, come si muovono.”
    le discriminazioni in base alla lingua mi mancavano, mi complimento con l’onorevole per questa importante innovazione.

  2. giorgio

    Davvero a corto di argomenti e pure con poche competenze.

    Parla a vanvera, non risponde, cambia sempre argomento rilanciando con boutade. La realtà è che non sa nemmeno cosa deve fare.

  3. Ambrogio Rossi

    Ed a proposito di promesse elettorali,non ancora mantenute, volevo rammentare che questuanti di varie etnie e colore, e venditori abusivi, in centro città sono tutti regolarmente operativi,con buona pace di questa amministrazione e delle sue inapplicabili ordinanze….

  4. Emanuela Tagliabue

    Parole intrise di pregiudizio. Evidente conseguenza di un chiaro difetto di conoscenza della realtà. Consiglierei all’assessore e vicesindaco Locatelli un approccio meno aggressivo e più costruttivo nei confronti delle diverse comunità di fede presenti in città, islamiche e non, improntato al rispetto, all’ascolto, alla conoscenza reciproca. La città – tutti noi – abbiamo bisogno di relazioni positive e coesione sociale. La tanto sbandierata “sicurezza” può derivare solo da queste.

  5. giorgio

    Ma soprattutto in tema di sicurezza, meglio concedere certi luoghi in modo da sapere quali sono e da quante persone sono frequentati.

    Tutti questi divieti invece non fanno altro che incentivare il ritrovo in posti “nascosti” e “illegali” rendendone quindi difficile il monitoraggio.

    Doppiamente furba l’assessore..

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