Politica

Licata (Cgil): “Salvini parla dei clandestini come Hitler degli ebrei. Razzista, mi offende”

Solo pochi mesi fa, con botta e risposta Social, le parole del direttore della Caritas di Como, Roberto Bernasconi, in un’intervista a ComoZero avevano scatenato un mezzo putiferio:

1 -Censimento Rom. Bernasconi (Caritas): “Salvini mi fa ribrezzo, lo allontanerei dal genere umano”

2 – Censimento Rom. Salvini replica a Bernasconi: “Gli voglio bene lo stesso!”

Dal censimento del popolo Rom alle recenti dichiarazioni sulla clandestinità il risultato di oggi è pressoché identico. Ieri il post del ministro dell’Interno:

 

Chi aiuta i clandestini odia gli italiani e ne risponderà davanti al popolo tedesco e alla storia. Questa è una frase razzista e l’ha scritta Salvini.  Mi offende, e offende tutti gli italiani perbene”, replica oggi il segretario generale della Cgil Lariana, Giacomo Licata.

Il capo supremo di via Italia Libera non è nuovo a esternazioni ad alto tasso di durezza (pure sempre accompagnate da ragionamenti). Così oggi conclude il post su Fb con un accostamento di un certo peso (politico, storico, sociale) che difficilmente passa inosservato: “Anche Hitler sosteneva: “chi aiuta gli ebrei odia il popolo tedesco e ne risponderà davanti alle leggi e alla storia”.

  1. Gianpaolo Rosso

    L’Arci di Como, impegnata con la Cgil per contrastare la barbarie fascioleghista, condivide e sottoscrive le dichiarazioni di Giacomo Licata sulla deriva eversiva e antiumama determinata dalle azioni e dalle parole di esponenti del governo. Piena la solidarietà della nostra associazione al segretario della Cgil attaccato per la sua positiva azione contro razzismo e lesione dei fondamentali Diritti umani. Gianpaolo Rosso, presidente Arci provinciale Como.

  2. Antonio

    Credo ci sia una enorme differenza tra dire “chi aiuta gli ebrei” (ossia, un gruppo di persone connotate da una religione, lingua, etnia, e storia comune) e “chi aiuta i clandestini” (cioè persone che varcano illegalmente i confini tra Paesi).
    Solo un prevenuto partigiano (nel senso di persona fortemente di parte) può fare un simile paragone.
    Un conto è l’ostilità verso il “diverso”, lo “straniero”, altra cosa il fronteggiare un fenomeno di evidente illegalità, a tutela di chi vive legalmente (italiano o straniero) rispettando l’ordinamento degli Stati in cui si trova.

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