Politica

Maesani, Gaddi, Amelia Locatelli: il centrodestra che si ribella ai blitz anti mimose

Mentre Confesercenti si spella le mani per l’azione di forza della polizia locale sui venditori abusivi di mimose (l’8 Marzo scorso la polizia locale ne ha sequestrati 789 mazzi con multe per 18mila euro), c’è un variegato fronte del centrodestra cittadino che letteralmente si ribella a questo specifico pugno duro, giudicato eccessivo.

A rompere il fronte della cosiddetta tolleranza zero, in particolare due figure di spicco: la consigliera di Fratelli d’Italia, Patrizia Maesani, e l’ex assessore nonché figura storica di Forza Italia in città, Sergio Gaddi. La prima, con un post su Facebook, nell’elogiare un articolo del collega Paolo Moretti sul tema del baby gang, si è espressa in questi termini sul caso specifico delle mimose: “A Como il problema non sono quattro rami di mimosa ma tanti ragazzini che si stanno perdendo per strada”.

Ma forse ancora più sorprendente – vista la sua storica moderazione – il commento sottostante dell’ex assessore di Forza Italia, Amelia Locatelli, che suona come una bocciatura netta dell’azione di forza voluta dall’assessore alla Polizia Locale, Elena Negretti, e sostenuta a gran voce dal vicesindaco Alessandra Locatelli: “A volte – ha scritto Amelia Locatelli – ci si impegna molto per le formalità. È ora di badare alle sostanze. Non disperdere le forze sulle banalità. Ci attendono problemi veri. Grazie Pat!”.

Nettamente più pesante l’uscita di Sergio Gaddi, un attacco frontale a vicesindaco e Negretti: “Insistono con il vanto. Non so se le assessor(e) fanno più ridere o più pena, sta di fatto che l’anno prossimo comprerò una tonnellata di mimose dagli abusivi”.

E ancora: “Ecco cosa sanno fare, prendersela con i pericolosissimi spacciatori di mimose. E anziché vergognarsi se ne vantano pure. La prossima volta ci sarà un tremendo blitz contro I distributori di merendine. Ma tornatevene a casa”.

  1. Sergio

    Anch’io credo che i “Vigili” abbiano fatto bene ad intervenire contro i venditori abusivi di mimose ma detto questo credo che serva un impegno più totale contro tutti gli abusivismi. Per quanto riguarda il problema “ragazzini che si stanno perdendo per strada” il problema, principalmente, è dei genitori, quando intervengono le Forze dell’Ordine è già tardi, certo una forte prevenzione è sempre auspicabile.

  2. Maurizio Casonato

    Ormai è chiaro che i problemi reali e concreti della città e dei cittadini no hanno nessun riscontro in questa amministrazione. Le grida Selviniae oscurano e annullano la realtà di una città che ha bisogno di uscire da una paralisi che non ha sbocchi.
    Sarebbe ora che quel muro di gomma rappresentato dal Sindaco e da quelli che li circondano sia abbattuto

  3. Genietto

    Probabilmente, dopo questa retata, compiuta sicuramente dopo anni di indagini e appostamenti, i nostri pericolosi venditori di mimose si guarderanno bene dal vendere ancora mimose l 8 marzo del 2019……
    Giustizia 1 crimine 0
    Io vierei ai nostri vigili di guardare i film di Chuck Norris e Jakie Chan

  4. Genietto

    Scusate 2020

  5. Gioele

    Sono assolutamente d’accordo con l’Avvocato Maesani. I problemi di Ordine pubblico nella nostra città non sono quelli dei migranti che vendono mimose o, aggiungo io, dei bivacchi di disperati nei giardini a lago. I problemi, sotto gli occhi di tutti, sono le baby gang e, da non sottovalutare, la sempre maggior frequenza con cui si incontrano ragazzi sotto gli effetti dell’alcol e di sostanze stupefacenti.
    Sono fenomeni che sono diffusi in contesti dove il tessuto della comunità civile si sta sgretolando. Il “sovranismo individuale”, modo elegante per definire l’egocentrismo di chi non vuole avere doveri nei confronti di chicchesia, è il contesto in cui si rischia maggiormente di perdere qualcuno per strada. E noi lo stiamo facendo.
    Per questo è necessaria una grande attenzione al fenomeno da parte di tutti. Non è un problema esclusivamente politico (se lo fosse i “baluba” organizzerebbero retate e deportazioni); è soprattutto un problema sociale e culturale e per questo deve essere affrontato con uno sforzo di tutta la società civile.
    Como deve essere una bella città abitata da gente felice, serena e coinvolta altrimenti sarà una città in cui non varrà mai la pena di vivere fino in fondo.

  6. periferico

    perdersi in azioni così specifiche è ridicolo, anche perchè leggendo diversamente si è trattato semplicemente di fare rispettare la legge, quindi vantarsi di che? di avere svolto il proprio lavoro? ho l’impressione che questo cercare la realizzazione in operazioni “puntuali” faccia perdere la visione di insieme che è quella di un città in continuo e progressivo degrado, dove la manutenzione ordinaria è inesistente, la capacità di valorizzare quanto di bello c’è già completamente persa… la gestione dei lidi ne è uno splendido esempio, così come gli spazi a verde cittadini.

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