Politica

“Noi, primo partito”. Fermi-Caprani: muscoli e veleno su Lega, nozze Pd-FdI e rinaldiniani

C’è la legittima rivendicazione di essere “il primo partito tra gli amministratori in provincia di Como”.

Ma c’è anche molto altro: una chiara presa di distanza (dalla Lega?) rispetto “alle sirene dei torni urlati e delle politiche con una visione poco più che quotidiana dalle fondamenta esclusivamente speculative”.

E poi c’è un passaggio che stronca la lista messa in piedi da Pd-Fratelli d’Italia con qualche inserto civico riconducibile al presidente della Provincia Fiorenzo Bongiasca, accostata (senza nominarla direttamente) ad “alchimie elettorali” ma soprattutto a “matrimoni politici che, per questioni meramente elettorali, uniscono il sacro con il profano”.

Infine, una sottolineatura che pare una dedica all’ormai ex ala rinaldiniana che tanto ha attaccato i vertici forzisti laddove viene rimarcata la “vicinanza e riconoscenza per un certo gruppo dirigente” espressa da tanti “amici amministratori” sul territorio, ovvero quelli che hanno permesso l’elezione di quattro azzurri nel nuovo consiglio provinciale (Maria Grazia Sassi, Mario Pozzi, Davide Gervasoni e Matteo Redaelli).

Insomma, nel comunicato post-elettorale di Forza Italia, i firmatari Alessandro Fermi e Mauro Caprani non si sono fatti mancare niente, spruzzatine di veleno incluse.
Alleghiamo il testo integrale.

In una delicata fase, purtroppo perdurante, di estrema volatilità elettorale dovuta anche alle sirene dei toni “urlati” e delle politiche con una visione poco più che quotidiana dalle fondamenta esclusivamente speculative, oltre che di matrimoni politici che, per questioni meramente elettorali, uniscono il sacro con il profano, ieri, con il rinnovo del consiglio provinciale, si è avuta la dimostrazione che il lavoro, l’impegno e la dedizione nei confronti del territorio comasco da parte di un gruppo di amministratori che si sono riconosciuti nei valori poc’anzi espressi e nelle persone, tutte, che si spendono quotidianamente affinché il significato della parola Politica possa essere nuovamente interpretato come la risposta principale alle necessità ed ai bisogni, legittimi, delle nostre comunità, sia stato ampiamente premiato.

Orizzonte Comasco, lista civica che riuniva le anime di centrodestra che hanno sempre guardato ai valori liberali di Forza Italia, conferma la propria rappresentanza nel Consiglio Provinciale oltre che, al netto delle alchimie elettorali messe in campo dal resto del mondo politico comasco, essere quell’aggregazione verso cui la maggioranza degli amministratori comunali hanno guardato con interesse e rinnovato entusiasmo, nonostante le sirene che da più parti ne avevano già decretato da tempo la morte politica.

Il ringraziamento, dovuto e doveroso, va ai tanti amici amministratori che hanno voluto testimoniare, ancora una volta, la vicinanza e la riconoscenza per un certo gruppo dirigente comasco ed ai candidati consiglieri non eletti affinché anche con loro si possa aprire una nuova stagione politica fatta di partecipazione e dialogo con il territorio.

Esprimiamo per ultimo i migliori auguri per un proficuo lavoro a tutti i neoeletti; in particolare a Maria Grazia Sassi, Mario Pozzi, Davide Gervasoni e Matteo Redaelli affinché possano ben rappresentare, all’interno del Consiglio Provinciale, i valori liberali che ci contraddistinguono e gli interessi del territorio e dei suoi amministratori locali senza alcuna distinzione di appartenenza politica.

Mauro Caprani

Alessandro Fermi

  1. Davide Fent

    Buongiorno,
    Personalmente disconosco questo voto, le Province dovevano essere abolite, così non è stato, non possiamo accettare come Cittadini questa farsa dei politici che si votano tra loro. Che il voto torni al Popolo Sovrano, questa non è Democrazia. Non ha vinto nessuno ha perso la Gente, si torni alla sovranità popolare. Si ritorno al voto diretto per le Province, rimaste sospese tra la riforma che le doveva abolire, e ora si è che è finito per rimetterle in piedi, anche se zoppicanti e non rappresentative. Si ripristini la legalità costituzionale attraverso l’elezione diretta a suffragio universale del presidente e dei consiglieri della Provincia. I politici stanno parlando del “sesso” degli Angeli in questo momento. Deve tornare tutto come prima, dunque.
    La legge oggi in vigore stabilisce che a votare non siano i cittadini ma i sindaci e consiglieri del territorio, che sono anche gli unici a potersi candidare. Un meccanismo di «secondo livello» che nelle intenzioni della riforma voluta nel 2014 dal governo Renzi doveva accompagnare le Province fino alla scomparsa prevista dalla riforma costituzionale. Un sistema temporaneo, che però ha confermato ancora una volta come in Italia nulla sia stabile fuorché il provvisorio. Siamo all’ ennesima ridicola figura dei politici italiani.
    Ma è solo una toppa. Resta il problema di un sistema elettorale che non da voce alle elettrici e agli elettori. Che intervenga subito il Parlamento. Per dignità tutTi gli attuali eletti si dovrebbero autosospendersi e battersi per il ritorno alle urne democratico. Comico nel comico, se non ci sarebbe da piangere E anche poco logico, forse proprio perché pensato come temporaneo: il mandato del presidente, per dire, dura quattro anni; quello del consiglio provinciale, eletto dai consiglieri comunali, solo due.
    Si torni al voto popolare.
    Grazie, cordiali saluti, un abbraccio e state Sereni.
    Davide Fent

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